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La spesa? Sempre più italiani la fanno nei negozi automatici

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La spesa? Sempre più italiani la fanno nei negozi automatici

Il 93% dei consumatori valuta positivamente l’esperienza presso i negozi automatici soprattutto perché più veloci dei tradizionali punti vendita (44%), per la comodità (29%), per il rapporto qualità /prezzo (27%) e per la possibilità di accedervi anche in orari in cui gli altri negozi sono chiusi (24%)

Il 93% dei consumatori valuta positivamente l’esperienza presso i negozi automatici soprattutto perché più veloci dei tradizionali punti vendita (44%), per la comodità (29%), per il rapporto qualità /prezzo (27%) e per la possibilità di accedervi anche in orari in cui gli altri negozi sono chiusi (24%)

Non sembra esserci pace per il negozietto tradizionale, quello giù all’angolo. Oltre ai big su Internet, infatti, ora dovrà vedersela con un numero crescente di negozi automatici. Quelli, insomma, al cui interno si trovano unicamente distributori. Un tempo si limitavano a vendere solo bibite e caffè, ma adesso i prodotti offerti al pubblico diventano sempre più elaborati: oltre ai tradizionali sandwich, sfornano specialità orientali e piatti riscaldati. Dal momento, poi, che sono aperti 24 ore su 24, risultano il punto di riferimento ideale per studenti, ma anche per i lavoratori. Ma quanto sono in tutto?

Famosissimi in Giappone, dove esistono persino distributori di biancheria usata (ma sterilizzata), i negozi automatici sono relativamente una novità nel Bel Paese, anche se ormai se ne contano sempre di più. Secondo un’indagine condotta da Ipsos per Confida, l’Associazione italiana distribuzione automatica aderente a Confcommercio, sono ormai oltre 2.500, equi distribuiti in tutto il paese tra Nord (50%), Centro (20%) e Sud (33%). Nelle città si trovano principalmente nelle zone commerciali accanto a negozi e ristoranti (40%), nei pressi delle fermate dei mezzi pubblici (10%), delle scuole/università (10%) e nei centri cittadini (10%). C’è pure un sito che ha geolocalizzato i punti vendita associati in modo da rendere più facile al consumatore trovare i negozi automatici h24 vicini alla propria abitazione o luogo di lavoro.

“I negozi automatici h24 – spiegano dall’associazione – sono una via di mezzo tra bar automatici e piccoli market aperti 24 ore al giorno che erogano prodotti alimentari tramite distributori automatici. Negli ultimi anni questi esercizi commerciali hanno registrato una veloce espansione, accentuata nel periodo del lockdown quando gli italiani hanno riscoperto i negozi di vicinato integrati con servizi tecnologici come l’e-commerce e il delivery”.

Sempre secondo l’indagine, i consumatori apprezzano i negozi automatici per la varietà dei prodotti (33%) e per il rifornimento: emerge, infatti, che quasi tutti i distributori sono sempre pieni almeno al 75%. I prodotti più venduti sono il caffè e le altre bevande calde (88%), insieme all’acqua minerale e alle bibite (94%) e gli snack e piatti pronti (90%) ma, l’offerta comprende anche gelati, capsule del caffè, prodotti di prima necessità, prodotti per l’igiene personale, parafarmaci e tanto altro.

Infine, il 66% dei consumatori, durante il periodo del Covid si è sentito sicuro nel frequentare i negozi automatici riconoscendo il buon livello di attenzione al rispetto delle regole: come gli avvisi sulla normativa anti-covid e i dispositivi di controllo e di sanificazione. Anche lo stato di pulizia dei locali (33%) risulta soddisfacente. Il 93% dei consumatori valuta positivamente l’esperienza presso i negozi automatici soprattutto perché più veloci dei tradizionali punti vendita (44%), per la comodità (29%), per il rapporto qualità /prezzo (27%) e per la possibilità di accedervi anche in orari in cui gli altri negozi sono chiusi (24%).

“Il comparto sta crescendo molto rapidamente – ha spietato Massimo Trapletti, presidente di Confida – perché l’offerta si sposa con le nuove esigenze, le necessità e gli stili di vita degli italiani: si ha meno tempo per i pasti e si mangia più spesso fuori casa o fuori orario, quando i tradizionali esercizi commerciali sono ormai chiusi”.