desc

Cubbit, il provider di cloud storage distribuito, chiude un round da 7 milioni di euro

STARTUP
Edit article
Set prefered

Cubbit, il provider di cloud storage distribuito, chiude un round da 7 milioni di euro

La startup bolognese, partner del progetto europeo Gaia-X, è una realtà deep-tech, impegnata nella costruzione dell’internet del futuro, basato sulla combinazione tra tecnologie centralizzate esistenti e nuovi sistemi distribuiti

La startup bolognese, partner del progetto europeo Gaia-X, è una realtà deep-tech, impegnata nella costruzione dell’internet del futuro, basato sulla combinazione tra tecnologie centralizzate esistenti e nuovi sistemi distribuiti

Un traguardo importante, quello raggiunto da Cubbit, primo provider in Europa di cloud storage distribuito. La startup, con base a Bologna, ha chiuso una raccolta di 7 milioni di euro, 3,5 dei quali in aumento di capitale, 2,4 milioni in strumenti finanziari partecipativi – SFP – e 1,1 milioni in debito. Il capitale raccolto, annuncia l’azienda, sosterrà la commercializzazione delle soluzione business to consumer e business to business, l’attività di ricerca e sviluppo e il lancio di una rete cloud dedicata alle aziende italiane.

Leggi anche:
Biotech, aumentano startup innovative e investimenti in R&S. Il rapporto BioInItaly 2021

Tra innovazione e sostenibilità, come funziona Cubbit

Nata nel 2016 dall’idea di quattro studenti universitari, il CTO Marco Moschettini,  i co-CEO Stefano Onofri e Alessandro Cillario, e il PhD Lorenzo Posani, Cubbit offre servizi cloud distribuiti a livello globale. L’azienda garantisce inoltre un alto livello di privacy by design, senza fare uso di costosi e inquinanti data center. Cubbit opera in un mercato mondiale, quello del cloud, in forte crescita: un aumento del 22,3% all’anno, stimato in 137 miliardi di dollari nel 2025.

cubbit_1

Partner del progetto europeo Gaia-X, Cubbit è impegnata nella costruzione del cosiddetto Web 3.0, l’internet del futuro, basato sulla combinazione fra tecnologie centralizzate già esistenti e nuove tecnologie distribuite. Caratteristica della startup italiana è la scelta di non utilizzare data center fisici. Al loro posto, abilita data center distribuiti, in grado di connettere le risorse internet già presenti nelle case e nelle aziende. Il software di Cubbit consente infatti di trasformare i dispositivi – server, computer, router, IoT, ecc. – in un nodo della propria rete.

In alternativa, per accedere al servizio è possibile collegare un dispositivo proprietario plug and play, chiamato Cubbit Cell. Una volta salvati nel cloud, i dati vengono ridondati, cifrati e dislocati in modo ottimizzato sulla rete. Per la distribuzione dei dati stessi, viene applicata una tecnologia di cifratura denominata zero-knowledge. Vale a dire che Cubbit, agendo da provider in cloud, non può accedere ai contenuti degli utenti. Per questi motivi, le innovazioni tecnologiche di Cubbit offrono una soluzione di cloud storage che, oltre a garantire la sicurezza dei dati degli utenti, assicura un minimo impatto ambientale e offre prezzi competitivi.

Leggi anche:
Round da 5 milioni di dollari per ShippyPro, la startup che semplifica la gestione delle spedizioni per l’e-commerce

“Poche aziende al mondo stanno intercettando i trend del cloud distribuito e noi siamo la prima in Europa. L’ingresso di partner finanziari qualificati e autorevoli”, commenta Stefano Onofri, co-CEO e co-founder di Cubbit, “dimostra che è possibile sviluppare queste soluzioni anche nel nostro Paese. Stiamo infatti riscontrando interesse da parte delle più innovative aziende italiane, per adottare la nostra soluzione”.

Il round da 7 milioni di euro

Al round di serie A appena concluso, tra aumento di capitale e SFP, hanno partecipato il Fondo Digitech – Azimuth Libera Impresa (Gruppo Azimuth), CDP Venture Capital Sgr, attraverso il Fondo Evoluzione, Gellify. Presenti anche il Family Office di Massimo Prelz Oltramonti e i soci di Italian Angel for Growth, nel cui veicolo entrano anche le holding Moffu, Ulixes Capital e 10x Club di Federico Pistono. Hanno inoltre reinvestito nella società Primo Ventures e Techstars, tra gli investitori mondiali più attivi, con nove unicorni nel proprio portafoglio.

L’ultima raccolta segue risultati importanti, conseguiti precedentemente da Cubbit. In particolare, un grant da due milioni di euro, ottenuto con la vittoria del prestigioso SME Instrument Fase 2 di Horizon 2020, dell’Unione Europea. La startup bolognese aveva inoltre già raggiunto un milione di euro, attraverso una campagna di crowdfunding su Kickstarter e Indiegogo, tuttora annoverata nell’1% delle campagne più finanziate di sempre. Infine, l’ingresso dell’istituto finanziari internazionale Barclays, a seguito del programma di accelerazione Techstars in cybersecurity di Tel Aviv, aveva contribuito ulteriormente all’espansione di Cubbit.

Leggi anche:
Ricerca, innovazione, alleanze trasversali. È il tempo delle startup in salute

Lo scorso anno, segnala l’azienda, Cubbit ha distribuito i propri prodotti ai primi 3.500 clienti in oltre 70 Paesi nel mondo. Oggi, la rete distribuita della startup emiliana protegge più di 15 milioni di documenti salvati. Ed è proprio in questa direzione che va il capitale raccolto nell’ultimo round: sostenere l’operatività dell’azienda nei prossimi 12-18 mesi, rafforzando la commercializzazione dei prodotti cloud, grazie ad accordi di distribuzione nazionali e internazionali. In aggiunta, i fondi permetteranno a Cubbit di lanciare, nei prossimi mesi, Next Generation Cloud Italian Pioneers. Si tratta di una soluzione cloud distribuita e dedicata ad aziende, consorzi e pubblica amministrazione. Agli attuali servizi di cloud storage “Sync&Share”, si affiancheranno anche nuove soluzioni di backup e object storage.