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Draghi: “Il green pass non è arbitrio, ma condizione per tenere aperto”

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Draghi: “Il green pass non è arbitrio, ma condizione per tenere aperto”

Obbligo del certificato vaccinale dal 5 di agosto per una lunga serie di attività, dalla ristorazione ai musei. Con una dose o con tampone si preserva la vita sociale. Il premier zittisce Salvini e Meloni: “Appello a non vaccinarsi appello a morire”

Obbligo del certificato vaccinale dal 5 di agosto per una lunga serie di attività, dalla ristorazione ai musei. Con una dose o con tampone si preserva la vita sociale. Il premier zittisce Salvini e Meloni: “Appello a non vaccinarsi appello a morire”

“L’economia italiana va bene, ci stiamo riprendendo e crescendo a un ritmo superiore di altri Paesi. La Variante Delta è minacciosa, altri Paesi europei sono peggio di noi nei contagi: se non reagiamo subito li raggiungeremo. Il merito del miglioramento è stato della campagna vaccinale”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nell’attesa conferenza stampa sui nuovi diritti che discenderanno dall’avere il green pass.

 

Insomma, la scelta, fa capire il premier, è tra correre il rischio di tornare in lockdown oppure convincere i ritardatari del vaccino a correre a prenotare le due dosi. “Il green pass non è un arbitrio – ha scandito Draghi -, bensì condizione per tenere aperte le attività economiche. La scelta era tra tornare alle zone gialle oppure introdurre il passaporto vaccinale e cambiare i criteri”.

Quindi ha preso la parola il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Le novità odierne sono: proroga dello stato d’emergenza al 31 dicembre, cambio parametri per i colori delle zone, non più rt ma numero degli ospedalizzati ed estensione del Green Pass: non solo più matrimoni ed RSA, ma andrà esibito per la ristorazione al tavolo al chiuso, spettacoli, musei, piscine, palestre, fiere, sagre, congressi, spa, parchi divertimento, sale gioco, bingo e procedure concorsuali. Vogliamo evitare che una crescita del contagio porti a chiusure generalizzate”.

Nel decreto legge anti-Covid non dovrebbero confluire limitazioni all’accesso di mezzi di trasporto, nonostante alcune forze politiche della maggioranza lo chiedessero al pari del titolo di viaggio non solo per aerei, treni e navi, ma pure per quello pubblico locale come gli autobus, i tram e le metropolitane. Una decisione, pare, solo differita di qualche giorno, per non creare pericolose spaccature all’interno della maggioranza. Probabilmente le limitazioni d’accesso ai mezzi a lunga e breve percorrenza verranno prese nel “pacchetto scuola”, ovvero un venturo decreto in cui si statuirà anche l’obbligo di vaccinazione per i docenti e i dipendenti della scuola.