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DADI Shop, il negozio solidale dove la parola d’ordine è riciclo creativo

Social Innovation
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DADI Shop, il negozio solidale dove la parola d’ordine è riciclo creativo

“La nostra mission è quella di permettere alle persone con disabilità intellettiva di vivere una vita il più possibile autonoma, sia dal punto di vista lavorativo che affettivo/relazionale: una vita vera”

“La nostra mission è quella di permettere alle persone con disabilità intellettiva di vivere una vita il più possibile autonoma, sia dal punto di vista lavorativo che affettivo/relazionale: una vita vera”

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Hanno implementato lo “smart working” e aperto un negozio online. L’emergenza Covid-19 ha spinto anche il settore sociale verso il digitale. DADI Shop è il negozio che la Fondazione Vite Vere Down Dadi ha avviato qualche anno fa in un centro commerciale a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova.

Un negozio speciale perché tutto quello che viene venduto è fatto a mano: “La nostra mission è quella di permettere alle persone con disabilità intellettiva di vivere una vita il più possibile autonoma, sia dal punto di vista lavorativo che affettivo/relazionale: una vita vera. Non è un negozio convenzionale,  qui non trovate prodotti uguali ad altri punti vendita, la parola d’ordine è riciclo creativo, ogni oggetto in vendita al Dadishop è passato sotto più mani, decorato, dipinto, cucito, incollato, modificato e reso un pezzo unico, come in una bottega d’artigiano. Non ci sono due pezzi uguali in vendita, ogni oggetto esprime e valorizza le abilità delle persone che lo lavorano”, racconta Angela Bettin, coordinatrice del laboratorio.

Il laboratorio, la seconda anima del progetto

Ed è proprio il laboratorio in centro a Padova la seconda anima del progetto: qui, fino all’anno scorso, i ragazzi lavoravano insieme, a turni, per realizzare gli oggetti che vengono venduti in negozio. Tazze, lampade, bomboniere, quaderni, portachiavi e altro: oggetti unici perché dipinti o assemblati a mano. “Il laboratorio era frequentato da una ventina di giovani tra i venti e i trent’anni con un orario settimanale preciso, così da dare a tutti una “regola”, proprio come sul lavoro – continua Bettin – . Il più delle volte operiamo su commissione: cadeaux natalizi per aziende, bomboniere e addirittura bottiglie di vino. Abbiamo una collaborazione fissa con una cantina della zona e realizziamo bottiglie di prosecco dipinte. Siamo finiti all’esposizione Vinitaly e a un’asta benefica a New York”.

Non solo: nel 2019 i ragazzi di DADI Shop hanno partecipato a una “vendemmia solidale” promossa dall’agronomo Ivan Furlanetto che aveva coinvolto operatori sociali e ragazzi diversamente abili a settembre, nel momento della raccolta dei grappoli. A distanza di qualche mese le mille confezioni realizzate dalla Cantina “Riviera del Brenta” sono state vendute da DADI Shop.

 

Ma il lavoro dei giovani coinvolti non si esaurisce nella decorazione dei manufatti. Ogni ragazzo, infatti, una volta a settimana, svolge anche un turno nel negozio per avere un feedback diretto dal cliente, per incontrare chi ha ordinato i prodotti che loro hanno realizzato e consegnarglieli.

Il lockdown e le restrizioni dovute all’emergenza Covid-19 hanno sparigliato le carte in tavola anche alla Fondazione e al progetto DADI Shop che però ha reagito al pari delle grandi aziende: “Ci siamo organizzati per portare a casa il lavoro ai ragazzi – racconta Bettin – per continuare la produzione”. D’altra parte, da quest’anno è online l’e-commerce DADI Shop: “Se prima a raggiungere il negozio fisico erano anche persone da province limitrofe, da Venezia a Verona a Trento, oggi i nostri manufatti arrivano fino a Roma, Milano, Palermo. L’unicità di questi articoli non vuole avere il connotato della disabilità ma quello della creatività. Acquistare un nostro prodotto significa sostenere il nostro progetto per rendere la vita di ogni persona con disabilità, vita vera anche dal punto di vista lavorativo”.