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Come cambia la sensibilità sui temi inclusivi al tempo del Covid. Il report di The Fool

Social Innovation
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Come cambia la sensibilità sui temi inclusivi al tempo del Covid. Il report di The Fool

Abbiamo presentato la ricerca in occasione del workshop “Inclusione sociale al tempo del Covid” promosso da StartupItalia e Mediobanca

Abbiamo presentato la ricerca in occasione del workshop “Inclusione sociale al tempo del Covid” promosso da StartupItalia e Mediobanca

Social Innovation

Come è cambiata la sensibilità nei confronti dei temi sociali a seguito della pandemia? È in corso un cambio di paradigma? Con The Fool abbiamo provato a rispondere a queste domande attraverso una ricerca presentata in occasione del workshop “Inclusione sociale al tempo del Covid” promosso da StartupItalia e Mediobanca.

Siamo partiti da due temi: inclusione e sostenibilità, e siamo andati a esplorare la loro diffusione sui social network e il modo in cui se ne parla. L’analisi è divisa in due fasi, relative al biennio che va da dicembre 2018 a dicembre 2020: la prima è stata di ascolto della Rete, registrando 120mila conversazioni da quasi 200mila utenti; l’altra si è incentrata sul customer insight, grazie a un lavoro con GlobalWebIndex, che ha costituito la più grande ricerca sui cittadini europei rispetto al pre e post lockdown.

 

Di che cosa si è parlato durante il lockdown in relazione all’inclusione

Guardando a diversity & inclusion, se nel periodo precedente al lockdown l’argomento principale era il genere, con tutte le sue declinazioni (si evidenziano le parole parità, violenza, diritti, figli). Nella fase successiva la situazione è cambiata in maniera sostanziale perché al centro si sono posti soprattutto i temi dell’inclusione sociale, del sostegno al reddito e dell’integrazione (molto citate le parole progetti, territorio, sostegno). Stesso discorso rispetto alla sostenibilità: in generale, se ne parla sempre di più, ma se nel pre-lockdown il focus era sul sociale, il territorio, innovazione e startup, nel post-lockdown questi argomenti sono spariti dall’orizzonte delle conversazioni, lasciando spazio all’Agenda 2030 insieme a sviluppo, impatto e mobilità.


Cosa serve per fare breccia nel cuore delle persone

Come dimostrano i dati delle conversazioni, le persone sono sempre più interessate all’ambiente e in particolare in cima agli interessi troviamo l’utilizzo eccessivo di plastica, l’aumento della temperatura terrestre, la deforestazione di intere aree. Questo è interessante perché mostra che il tema sociale non è stato monopolizzato dall’emergenza sanitaria e anzi si è spostato sempre più verso le tematiche ambientali che sono centrali nel dibattito in Rete.

Quindi, alla fine, cosa dovrebbe fare un brand per essere più attrattivo per i consumatori? Innanzitutto, essere eco-friendly, in ascolto del consumatore, socialmente responsabile e dovrebbe supportare le aziende locali. Ma se guardiamo a livello cross generazionale, osserviamo che i più giovani vogliono sentirsi importanti e valorizzati, mentre già dai millennials il giveback al territorio, la trasparenza dei dati e un atteggiamento eco-friendly diventano il fattore principale per scegliere un brand invece che un altro e, quindi, dovrebbero costituire un cardine della loro comunicazione.

 

Qui sotto trovate lo studio completo di The Fool che potete scaricare