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Ecco i principi universali degli e-sports. Rispetto e inclusione per divertirsi tutti

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Ecco i principi universali degli e-sports. Rispetto e inclusione per divertirsi tutti

Le associazioni di tutto il mondo si sono accordate per disciplinare un settore che soltanto in Italia ha 1,2 milioni di fan

Le associazioni di tutto il mondo si sono accordate per disciplinare un settore che soltanto in Italia ha 1,2 milioni di fan

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Sicurezza, fair play, inclusione e collaborazione. Si riassumono così i quattro principi universali degli esports approvati e presentati  dalle associazioni che in tutto il mondo sono la voce del settore videogiochi, dagli Stati Uniti (ESA) all’Australia e Nuova Zelanda (IGEA). Anche l’Italia è presente con l’AESVI, l’Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani, che di recente ha pubblicato il report sul mondo degli e-games, industria dell’intrattenimento per 1,2 milioni di spettatori soltanto nel nostro paese. Una platea talmente ampia che non può essere raffigurata (e sminuita) con l’immagine degli hikikomori, ragazzi rinchiusi e isolati nelle proprie stanze a vivere una vita parallela online. I principi e i valori che il gaming vuole trasmettere sono ben altri.

© Fonte: Flickr

Sicurezza e benessere

«Tutti i membri della comunità esport hanno il diritto di partecipare alle competizioni in ambienti sicuri – recita il primo principio universale dei videogiochi – In questi ambienti sono banditi comportamenti o linguaggi violenti, che possano sfociare in minacce o molestie». Non potevano che partire dal rispetto reciproco per mettere in chiaro quali sono i comportamenti banditi: dopotutto è online che la buona educazione deve ancora farsi strada…

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© Fonte: Pexels

Integrità e fair play

Vietato imbrogliare: il secondo dei principi universali ci ricorda quello che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo detto al rivale di console. «Condanniamo ogni azione volta a barare o a compiere azioni di hacking, così come tutti i comportamenti disdicevoli, ingannevoli o disonesti. Queste pratiche rovinano l’esperienza altrui, avvantaggiano in modo illegittimo squadre e giocatori e minano la credibilità degli esports in generale».

© Fonte: Wikipedia

Rispetto e inclusività

Come il primo principio universale sulla sicurezza, anche il terzo tocca un tema delicato come quello dell’inclusione verso tutti «a prescindere da genere, età, abilità, razza, etnia, religione o orientamento sessuale». Se è vero che in Italia il mondo dei videogiochi ha una platea di appassionati divisa a metà tra maschi e femmine, nelle competizioni dei pro gamer sono ancora poche le donne. Xiaomeng Li è stata la prima ragazza a vincere un Major di Hearthstone. «La discriminazione nei confronti delle donne negli eSports è un grosso problema – ha detto la campionessa – Quando la gente inizierà a trattare meglio donne che vogliono competere, mostrando loro un maggiore rispetto, se ne vedranno di più gareggiare per quegli obiettivi che oggi sono considerati una prerogativa maschile».

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© Fonte: Pexels

Attitudine al gioco positiva e propositiva

Non dimentichiamoci che non si gioca soltanto per se stessi. «Gli esports – recita l’ultimo dei principi universali – possono aiutare i giocatori a rafforzare l’autostima e la propria cultura sportiva. Inoltre, migliorano la comunicazione interpersonale e il gioco di squadra. Gli esports spingono sia i giocatori che gli spettatori a sviluppare la collaborazione, il pensiero critico e quello strategico. La partecipazione alle competizioni esports può anche portare alla nascita di solide relazioni di amicizia tra compagni di squadra, avversari e membri della comunità nel suo complesso».