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Trashpresso: la macchina che trasforma la plastica in piastrelle

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Trashpresso: la macchina che trasforma la plastica in piastrelle

La tecnologia messa a punto da Arthur Huang e Jarvis Liu permette, in qualunque parte del mondo, di creare un percorso 100% circolare

La tecnologia messa a punto da Arthur Huang e Jarvis Liu permette, in qualunque parte del mondo, di creare un percorso 100% circolare

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Una macchina mobile, alimentata a energia solare, in grado di trasformare in loco i rifiuti di plastica e tessuti in piastrelle da utilizzare per l’edilizia. Tutto questo, nel giro di pochi minuti. “Trashpresso è unico al mondo. Raccoglie materiali che apparentemente, avrebbero completato il proprio ciclo di vita; li lava, li comprime e li rimodella per trasformarli in piastrelle architettoniche. Un processo di economia circolare, che avviene tramite un processo automatizzato, da consumatore a consumatore“, afferma Arthur Huang, CEO e cofounder, insieme a Jarvis Liu (CTO), di Miniwiz, la società proprietaria di Trashpresso (qui il sito).

Questa invenzione si presenta come una grande piattaforma container da 40 piedi, che può essere spostata ovunque con l’ausilio di un camion da rimorchio.

Il sistema è in grado, ad esempio, in soli 40 minuti di trasformare, in loco, bottiglie di plastica in 10 metri quadri di piastrelle da utilizzare per l’edilizia. Ogni piastrella equivale a 8 bottiglie.

 

Come è nato Trashpresso

Al mondo solo Trashpresso riesce ad offrire questo servizio in qualsiasi luogo della Terra, o meglio, ovunque questo possa essere trasportato.

“La sostenibilità è sempre più un problema reale, come l’enorme accumulo di plastica negli oceani – afferma Arthur – E il nostro processo è interamente circolare. La mission di Trashpresso è quella di trasformare il rifiuto in qualcosa di utilizzabile nel lungo termine, abbattendo ogni tipo di spreco e generando valore“, afferma Huang.

 

Arthur Huang

 

Pure l’acqua necessaria per pulire i rifiuti elaborati dalla macchina viene poi reimpiegata per pulirne altri.

 

“Il primo test di Trashpresso avvenne quattro anni fa, a Singapore, dopo 15 anni di studio e ricerca. Abbiamo, sin da subito, voluto differenziarci rispetto alle grandi aziende di waste managment che non trasformano un rifiuto in qualcosa di utile. Volevamo dimostrare che si può realizzare qualcosa di veramente innovativo e attuabile per abbattere gli sprechi in maniera efficiente”, afferma il CEO.

 

La macchina messa a punto da Huang e Liu, due architetti, è in grado di mettere in atto il processo di riconversione dei rifiuti fino a quattro volte in un giorno per un totale di 50 chili di rifiuti. “Abbiamo mostrato Trashpresso a molte persone, in giro per il mondo, invitandole a portare qualche rifiuto da casa per vedere di persona quello che la nostra macchina è in grado di fare. In certi casi sono sufficienti solo 5 minuti affinché la plastica sia convertita in altro oggetto”, spiega il CEO.

 

Come avviene la trasformazione

Ma come è possibile che questo processo avvenga nell’arco di un tempo così ristretto? Ce lo ha spiegato lo stesso CEO: “Questa macchina è programmata per effettuare due passaggi centrali: in un primo momento, i rifiuti vengono spezzettati per facilitarne la pulizia; poi lavati e, infine, asciugati grazie all’ausilio di un deumidificatore. Terminato questo processo, gli scarti asciutti vengono posizionati all’interno di stampi per poi passare in forno, dove la plastica si trasformerà in piastrella”.

 

 

Per prevenire il rilascio di vapori tossici che potrebbero formarsi durante la fase di fusione in forno, Trashpresso utilizza un apposito filtro dell’aria. Per creare, infine, un percorso 100% circolare, è presente un altro filtro che conserva l’acqua utilizzata per reimmetterla all’interno del processo.

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“La macchina è alimentata da pannelli solari, così da risultare a impatto ambientale pari a zero“, afferma Arthur. Le piastrelle di Trashpresso possono essere utilizzate come decorazioni di interni o esterni; per le pavimentazioni, o come isolanti.

Attualmente, Miniwiz, la società di cui Huang è fondatore, si trova non solo a Singapore ma anche in Taiwan, a Pechino e Milano.

 

La collaborazione con One Ocean Foundation

Nata a marzo 2018, One Ocean Foundation è un’iniziativa italiana per la salvaguardia dell’oceano attiva in campo internazionale. La Fondazione ha preso forma da un’idea dello Yacht Club Costa Smeralda (YCCS) ed è presieduta dalla principessa Zahra Aga Khan e dal vicepresidente Riccardo Bonadeo.

 

Riccardo Bonadeo

 

La mission di One Ocean Foundation è quella di promuovere la salvaguardia degli ambienti marini attraverso una serie di progetti, sensibilizzando leader internazionali, istituzioni, aziende, e il pubblico alla cultura della sostenibilità.

Proprio in questa ottica nasce la collaborazione con Trashpresso, attuata con alcuni interventi di beach cleaning che si sono tenuti questa estate e tramite i quali questa realtà green ha donato nuova vita ai rifiuti plastici dispersi in mare.

 

Tra le iniziative portate avanti da One Ocean Foundation, ci sono attività educative, sportive, a supporto della ricerca scientifica, di comunicazione e sensibilizzazione.