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Covid, Jojob e Wetaxi in prima linea per alleggerire il trasporto pubblico

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Covid, Jojob e Wetaxi in prima linea per alleggerire il trasporto pubblico

Con l’avanzare dei contagi e la necessità di ridurre il congestionamento dei mezzi pubblici, le due startup innovative hanno proposto soluzioni concrete per i pendolari

Con l’avanzare dei contagi e la necessità di ridurre il congestionamento dei mezzi pubblici, le due startup innovative hanno proposto soluzioni concrete per i pendolari

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Nonostante la soglia di riempimento dei mezzi pubblici non debba superare l’80%, come ribadito dalla Ministra delle Infrastrutture e dei TrasportiPaola De Micheli, spesso evitare il congestionamento del trasporto pubblico locale (tpl) è molto difficile. Soprattutto nelle città, durante gli orari di punta. Le soluzioni finora messe in campo vanno dallo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita per uffici e scuole, controlli su bus e metro, apertura delle Ztl e ulteriore potenziamento dello smart working.

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Tuttavia, soprattutto per i pendolari e chi la mattina parte dalle zone limitrofe per recarsi in città, evitare situazioni a rischio è difficile. Per questo, è bene valutare alternative finora non messe in campo dalle istituzioni. Una di queste è il potenziamento del carpooling in sicurezza, come proposto da Jojob, la più grande società di carpooling aziendale italiana. La seconda opzione è il potenziamento e l’ottimizzazione del sistema dei taxi, soluzione offerta dalla PMI innovativa Wetaxi.

© Foto: Facebook Wetaxi

Carpooling aziendale, la proposta di Jojob al governo

Viaggiare in sicurezza e agire per decongestionare i mezzi pubblici. Il carpooling aziendale di Jojob in tempo di pandemia prevede un equipaggio di massimo due persone, sedute una avanti e una dietro. Entrambe dotate di mascherine, con l’invito a sanificare con regolarità l’auto e cercare di creare equipaggi fissi nel tempo. Una soluzione che punta ad aiutare i pendolari impossibilitati al lavoro agile. Il servizio di Jojob, tramite la piattaforma e l’app su smartphone, consente infatti ai dipendenti di mettersi in contatto con i colleghi o lavoratori in aziende limitrofe, che abbiano un tragitto compatibile, per poter organizzare un viaggio insieme.

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“L’attuale situazione del trasporto pubblico impone a chiunque abbia soluzioni alternative, capaci di ridurre la pressione sul Tpl, di mettersi a disposizione delle istituzioni”, ha dichiarato Gerard Albertengo, CEO e Founder di Jojob. “Con l’obiettivo di trovare modalità alternative di mobilità e ridurre l’esposizione di cittadini nonché l’affollamento su tram, bus, treni e metro. Oltre a bici e monopattini elettrici, il cui utilizzo è stato incentivato soprattutto nelle città, è fondamentale pensare a modalità idonee anche a dipendenti e pendolari che ogni giorno coprono lunghe distanze”, continua Albertengo, “per far sì che possano recarsi in sicurezza nelle sedi di aziende situate nelle aree extraurbane”.

© Foto: Jojob

La lettera di Jojob al governo

Nonostante la praticabilità del servizio, finora il carpooling non è stata opzione vagliata dall’esecutivo. Per questo, il CEO di Jojob ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sottolineando i vantaggi della proposta. Il carpooling rappresenterebbe una soluzione conveniente sia dal punto di vista ambientale sia economico. E soprattutto ridurrebbe il rischio di contagio per i pendolari.

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“Per far sì che il carpooling sia visto come un’alternativa valida, c’è bisogno di un indirizzo chiaro da parte del governo. Jojob mette a disposizione il proprio know-how per aiutare cittadini e dipendenti”, afferma Albertengo. “E chiede al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti di intraprendere iniziative volte ad agevolare una positiva e sostenibile risoluzione in questo momento così complesso”.

Smart&Safe, il programma anti-Covid di Wetaxi

Un’altra valida alternativa per alleggerire la mole di persone sul Tpl è sfruttare e potenziare i taxi. Per farlo, Wetaxi, PMI innovativa italiana specializzata nella tecnologia al servizio del mondo dei taxi, ha offerto negli scorsi mesi soluzioni concrete. Oltre al supporto di passeggeri, radiotaxi e tassisti, l’azienda ha ora varato il programma Smart&Safe. Grazie ai divisori fra conducente e passeggero e alla possibilità di pagare con app e quindi evitando il contatto, i taxi risultano uno dei mezzi più sicuri. Al contempo, si tratta di uno dei settori più colpiti dalle recenti chiusure e restrizioni e che abbisogna di iniziative di rilancio.

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Per combinare il tema della sicurezza dei cittadini alla ripresa dell’ecosistema dei taxi, Wetaxi ha effettuato un importante investimento, lanciando il programma Smart&Safe. Questo permetterà di avere sconti fino al 30% sulle corse e un bonus da 10 euro, utilizzabile per ulteriori viaggi. Sommati al bonus governativo sui taxi, le agevolazioni complessive possono portare fino a uno sconto dell’80% sulla singola corsa. Con l’obiettivo di favorire l’uso quotidiano dei taxi, rendendolo accessibile a tutta la popolazione.

© Foto: Facebook Wetaxi

Come spiegato da Massimiliano Curto, CEO di Wetaxi, l’azienda “si propone come l’alternativa innovativa e smart, che guarda allo sviluppo di tutto il contesto in modo sinergico. Diventa ora ancora più urgente un dialogo attivo con le istituzioni e le realtà locali. Il nostro obiettivo”, prosegue Curio, “è dare sostegno alla ripartenza del settore, offrendo ai tassisti l’opportunità di essere più presenti sul territorio. Con un modello nuovo, alternativo a quello dei grandi colossi, e dare sicurezza ai cittadini. Un modello, che oggi sostiene le comunità in un periodo così difficile, ma che risulta la strategia vincente per un futuro sostenibile”.