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Gli abiti usati per bambini? Venduti al chilo. L’idea della startup KiloVeste

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Gli abiti usati per bambini? Venduti al chilo. L’idea della startup KiloVeste

“Caramelle a sorpresa” da 1, 2, 3 chili di capi usati per bambini da 0 a 12 anni. KiloVeste è una startup nata a Prato durante il lockdown

“Caramelle a sorpresa” da 1, 2, 3 chili di capi usati per bambini da 0 a 12 anni. KiloVeste è una startup nata a Prato durante il lockdown

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Abiti un tanto al chilo. Chi ha mai pensato di comperare un chilo di jeans? O di pullover? Se in pochi, sinora, hanno vagliato questa opportunità, c’è chi ha messo in piedi una startup che fa proprio questo: vende online abbigliamento usato per bambino a chili. E il nome già dice tutto: “KiloVeste“. L’idea ha preso forma durante il lockdown da Eva Gulbicka e Thomas Gargano, madre e figlio, i quali, in un momento in cui le serrande dei negozi erano tutte abbassate, hanno pensato di venire incontro alle esigenze di tanti genitori con un progetto innovativo.

 

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KiloVeste: abbigliamento per bambino low cost

Durante il lockdown non solo le serrande dei negozi di abbigliamento per bambini erano abbassate, ma, tra le tante, anche quelle della Diabus di Montemurlo (Prato), l’azienda di famiglia di Eva e Thomas che, dal 2005, vende abiti usati all’ingrosso. “In quarantena abbiamo pensato a lungo a come fare, con i negozi chiusi, a vestire i bambini – racconta Thomas – Stavamo andando verso la primavera e i più piccoli, che crescono a vista d’occhio, avevano necessità di abiti primaverili della propria taglia”. E proprio durante i mesi più duri di questa emergenza, con l’azienda chiusa, a Thomas ed Eva è venuto in mente di creare un e-commerce di abiti usati per bambini da 0 a 12 anni, con una particolare attenzione alle più basse fasce di età. Ma non è stata questa la vera portata innovativa dell’idea. Ce ne sono a bizzeffe, online, di negozi che vendono abbigliamento per i più piccoli. Quello che contraddistingue KiloVeste dagli altri competitor è la creazione di caramelle a sorpresa contenenti chili di abiti. “Abbiamo pensato a un progetto carino e, allo stesso tempo, innovativo – afferma Thomas – che rispettasse il nostro business model della vendita all’ingrosso e consegnasse a domicilio in tempi brevi“.

“Nell’abbigliamento per i più piccoli si sta meno dietro alle tendenze dell’ultimo momento, pertanto abbiamo pensato di costruire caramelle da uno, due o tre chili, contenenti capi usati, igienizzati e sanificati, in perfette condizioni – spiega Thomas – I genitori non hanno la possibilità di selezionare il contenuto della caramella, che offrirà un effetto sorpresa. Lato nostro, assicuriamo la varietà dei capi che andiamo a selezionare. Per intenderci, dentro non si troveranno 4 paia di pantaloni e 5 maglioni, ma un pantalone, un maglione, una t-shirt e, nei mesi invernali, quando c’è disponibilità, inseriamo anche giubbotti e piumini”. Il cliente sceglie, dunque, la stagione, il peso della caramella e la fascia di età del bambino. “I prezzi variano da un minimo di 24,99 euro per un chilo di vestiti, spedizione compresa“.

 

Un nuovo modello virtuoso circolare

KiloVeste è online da poco più di 10 giorni ma conta già diversi ordini. “I primi a ordinare sono stati due genitori di Venezia, i secondi una coppia di Firenze – continua Thomas – Le vendite sono appena partite ma abbiamo già in programma di strutturare anche consegne in abbonamento che seguano, passo passo, la crescita del piccolo. Il business model resta quello della vendita all’ingrosso, principalmente da fornitori belgi e inglesi. Acquistiamo capi già preselezionati che, successivamente, ricontrolliamo. Quello che non rivendiamo viene, comunque, reimmesso nella catena circolare avviandolo allo sfilacciamento“. KiloVeste è attento al concetto di economia circolare anche negli imballaggi, adoperando tovagliette di cotone riutilizzabili per creare le caramelle. Un modello di business che nel Nord Europa è già in atto da diverso tempo. “Nei Paesi nordici sono più sensibili ai temi del riuso, del green e della sostenibilità e credo che questa tendenza sia in aumento anche in Italia”.
Un’idea che abbatte i tabù ancora presenti nel nostro Paese che vedono l’usato come qualcosa di negativo e, anzi, lo erge a bandiera della sostenibilità e del riciclo soprattutto in una fascia di età in cui, necessariamente, si è costretti a comperare spesso abiti.

Obiettivi e ambizioni di KiloVeste

“Questo progetto è stato reso possibile anche grazie al finanziamento che abbiamo ottenuto dalla Camera di Commercio di Prato e Pistoia per la digitalizzazione delle imprese e che ha contribuito al nostro lancio per 7.000 euro di spese sostenute – conclude Thomas – Al momento stiamo cercando di attrarre finanziamenti per portare avanti il progetto, pertanto abbiamo in mente di lanciare, prossimamente, un crowdfunding. Pensiamo ad un’espansione non solo a livello nazionale ma in tutta Europa, con una particolare attenzione al mercato francese. Proprio per questo, presto il nostro sito sarà disponibile anche in multilingua“.