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Cina, il boom delle mini elettriche. Flotta di un “Uber” senza regole

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Cina, il boom delle mini elettriche. Flotta di un “Uber” senza regole

Nel paese si vendono oltre la metà delle ecar immatricolate a livello globale

Nel paese si vendono oltre la metà delle ecar immatricolate a livello globale

Come gli smartphone, sono facili da ricaricare e hanno prezzi spesso contenuti. Le mini auto elettriche possono costare anche 500 euro (fino a un massimo di 2mila). Questi mezzi sono in continua crescita in Cina, mercato di riferimento a livello globale per quanto riguarda i veicoli green. Pur essendo infatti il principale responsabile delle emissioni di CO2, il paese è un vero e proprio laboratorio per le ecar. Queste quattro ruote, come si legge su Rest of World, vengono acquistate soprattutto da persone a basso reddito che in Cina sarebbero circa 600 milioni, residenti soprattutto nelle zone rurali e fuori dai grandi centri urbani. Oltre a dare accesso a una mobilità più spedita, le mini auto elettriche sono al centro anche di un mercato poco regolamentato (se non addirittura illegale) di taxi. Sulla falsariga di Uber, i proprietari di questi mezzi accettano di dare passaggi ad altre persone organizzandosi sulla famosissima app WeChat.

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Mini elettriche: il mercato di riferimento

Per quanto non normata, questa pratica sarebbe addirittura incentivata dalle stesse concessionarie che, all’atto dell’acquisto delle mini elettriche, sottopongono al clienti tutti i gruppi online dove è possibile arrotondare lo stipendio mettendo a disposizione il proprio mezzo come taxi per alcune ore al giorno. Nel 2019, in Cina, si sono vendute 1,19 milioni di ecar: questo significa che il paese rappresenta ad oggi metà del mercato delle quattro ruote elettriche a livello globale. Mercato che, ormai da tempo, attrae non soltanto le case automobilistiche storiche come Ford, ma anche Big Tech (l’ultimo caso riguarda Huawei, prossima secondo i rumor a lanciare i suoi primi modelli per riprendersi dopo le sanzioni USA).

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Huawei

L’advertising sui social

La Cina punta da oltre un decennio sulla diffusione della mobilità elettrica e Pechino ha già fissato il 2030 come anno entro il quale raggiungere la quota di 40% di ecar vendute sul totale delle immatricolazioni. A fare da volano alle mini elettriche non c’è soltanto il prezzo e la comodità negli spostamenti in città dove praticamente possono circolare ovunque: molti proprietari non hanno nemmeno la patente e viaggiano perfino senza assicurazione, assumendosi tutti i rischi in caso di incidenti. Ma il lassismo della politica sembra tollerare questa deriva. Inoltre il mercato di questi veicoli viaggia su binari paralleli a quello dell’advertising tradizionale. Kuaishou è il social che, come il gigante TikTok, dà la possibilità di caricare brevi video ed è proprio su questa piattaforma, molto utilizzata al di fuori dai centri urbani, che le mini elettriche vengono reclamizzate.

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