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Dentro Cronache di Spogliatoio: dal successo dei social, al libro, all’accademy

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Dentro Cronache di Spogliatoio: dal successo dei social, al libro, all’accademy

Cronache di Spogliatoio è la community con più di 1 milione di followers. Abbiamo intervistato Stefano (co-founder) che ci racconta il loro successo: dai social, al libro per finire all’accademy che insegnerà ai giovani come fare il giornalista 2.0

Cronache di Spogliatoio è la community con più di 1 milione di followers. Abbiamo intervistato Stefano (co-founder) che ci racconta il loro successo: dai social, al libro per finire all’accademy che insegnerà ai giovani come fare il giornalista 2.0

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Giulio e Stefano, rispettivamente 27 anni e 34 anni hanno da sempre una passione: il calcio sia giocato sia raccontato. Giulio è un giornalista, ha fatto esperienze all’estero e nel 2015 è tornato in Italia con un’idea: creare un media che racconti il calcio, le storie che nascono dallo spogliatoio. Nasce così nel 2015 Cronache di Spogliatoio, inizialmente come canale YouTube e oggi è diventato la community italiana numero uno per engagement nel mondo del calcio in Italia, con canali YouTubeFacebookInstagramPodcast e Twich.

Nel mese di febbraio Prima Comunicazione certifica il successo inserendo Cronache al secondo posto tra i media italiani per engagement, solo Sky Sport meglio di loro e dietro colossi e mostri sacri del giornalismo italiano. Si può dire che Cronache di Spogliatoio è oggi il media sportivo dei record.

La community conta oltre 1 milione e 200 mila follower complessivi e i contenuti pubblicati sulle differenti piattaforme sono visualizzati mediamente 13.6 milioni di volte al giorno.

Cronache di Spogliatoio è anche un sito web da più di 5 milioni di visite al mese e da giugno 2020 è una testata giornalistica registrata e al progetto lavorano 16 redattori che garantiscono una copertura continua di contenuti, 24 ore su 24.

Non solo il digital perchè il 16 marzo 2021 è uscito  primo romanzo “Cronache di Spogliatoio”, scritto da Giulio Incagli e Stefano Bagnasco edito da Mondadori ed è già al nono posto nella classifica  della narrativa italiana.

L’intervista

Abbiamo intervistato Stefano uno dei co-founder di Cronache, ecco cosa ci ha raccontato:

In testa (dietro solo a Sky) tra i media italiani sportivi: che effetto vi ha fatto?

Quello che avevamo in mente era di trasferire il giornalismo tradizionale sul social network. Essere considerati competitor dei più grandi media italiani era un nostro obiettivo (sì, molto ambizioso) e il ritrovarci in classifica vicino a nomi come Sky, ci riempie d’orgoglio, ma  testimonia anche il fatto che ci avevamo visto giusto.

Partiti nel 2017, che cos’è oggi Cronache di Spogliatoio?

All’inizio eravamo presenti su Facebook e Instagram con contenuti che chiamiamo “fast-food” poi ci siamo spostati anche su YouTube per proporre più di approfondimento: come ad esempio le interviste ai giocatori e lo storytelling per raccontare la persona dietro calciatore. Oggi, Cronache è un’azienda a tutti gli effetti (una SRL), siamo anche un sito da 5 milioni di utenti al mese e da qualche mese abbiamo lanciato anche Twitch per dare agli utenti un contenuto live.

Uno dei post di Cronache di Spogliatoio

Uno dei post di Cronache di Spogliatoio

Qual è stato il momento della svolta?

Il momento chiave è stato l’incontro con 21BE che ci ha permesso di sviluppare il nostro ecosistema: da una parte un media (noi) che voleva parlare di calcio in maniera professionale sui social, dall’altra una realtà che arrivava facilmente ai calciatori. Quello che ha colpito di più Davide Provenzi (CEO di 21BE) è stato il nostro approccio analitico e imprenditoriale ai social network: stavamo rispettando tutti gli obiettivi numerici che ci eravamo posti (la crescita dell’audience, la copertura quotidiana dei contenuti): con poche forze a disposizione abbiamo dimostrato che eravamo scalabili e che un investimento avrebbe poi fatto la differenza. E’ così che è scattata la scintilla.

Siete su tutti i social, ce n’è uno che vi da’ maggiori soddisfazioni?

Due mesi fa, avrei detto Youtube perchè i video che facciamo in termini di numeri e commenti sono gratificanti. Ultimamente però, abbiamo investito tanto su Twitch e vedere come nel live si può sviluppare un contenuto e avere l’interazione del pubblico sta dando qualcosa in più alla nostro modo di raccontare il calcio, ovvero la possibilità di scambiare opinioni con chi ci segue.

E di ClubHouse invece, cosa ne pensate?

Lo abbiamo studiato ed è molto interessante. Merita però un approfondimento maggiore. Dobbiamo ancora studiare bene il palinsesto e non dover fare un passo avanti per poi farne uno indietro. Lanceremo ufficialmente il nostro club quando avremo una scaletta e un piano editoriale su cui ci sentiamo forti. Manca ancora un po’ al lancio ufficiale.

E veniamo ora al libro, di cosa parla e in cosa si rivedrà il lettore che lo legge?

Il romanzo parla di due giovani calciatori di una squadra amatoriale che ha un obiettivo: vincere il campionato di Promozione. Dentro e fuori dal campo si intrecciano le vicende e le emozioni dei due protagonisti e dei loro compagni. Un libro in cui ogni persona abbia mai frequentato uno spogliatoio a qualsiasi livello, dalla massima serie al calcetto serale con gli amici, potrà ritrovarsi.

Cronache di Spogliatoio

16 persone che fanno parte della vostra redazione, che talento e skills sono richiesti e come si fa a entrare a far parte del vostro progetto?

Di base richiediamo la passione per lo sport e per la scrittura. Chiediamo a chi ci contatta, di trasformare il pensiero in scrittura (che non è cosa facile). Riceviamo tante candidature ma leggiamo sempre tutte le email che ci arrivano. Passato il primo step, facciamo un test pratico: chiediamo al candidato di trasformare un titolo di una notizia in 10 righe, oppure di pensare a delle domande da fare ad esempio al calciatore x per mettere il candidato di fronte a situazione pratiche di questo lavoro.

Che consiglio daresti ai giovani che vogliono creare una pagina sui social?

Cercare sempre di studiare gli altri, capire cosa ha funzionato in chi ha avuto successo. La chiave è trovare un angolo diverso: anche se ci sono già tante pagine sul calcio, c’è sempre spazio per creare qualcosa di nuovo e dare al lettore, una prospettiva diversa e originale. Anche a me all’inizio avevano detto: “Il giornalismo del calcio è un mondo saturo”. Lo è se non lo analizzi con metodo. C’è sempre qualcosa che puoi dire e che non è già stato detto, essere originali e rimanere unici è la chiave.

E infine, quali obiettivi avete in futuro per Cronache di Spogliatoio?

Abbiamo un grosso progetto che è quello di coprire gli Europei quest’estate. Per l’autunno invece stiamo lavorando alla nostra “Cronaca Accademy”, per rispondere alla domanda di molti: “Come si fa questo lavoro?”. Vogliamo lanciare una full immersion di una settimana per passare tutte le competenze giornalistiche, ma anche come si registra e monta un video, come si commercializza un prodotto editoriale e tutto quello riguarda un media sui social. L’ultimo obiettivo (da qui a 5 anni) è quello di esportare Cronache di Spogliatoio anche all’estero: creare delle unit con un tono di voce unico, ma declinato nei vari Paesi europei.