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Tute da sci hi-tech ricavate dagli scarti delle mele: la sfida di OneMore

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Tute da sci hi-tech ricavate dagli scarti delle mele: la sfida di OneMore

Abbigliamento sciistico nato da scarti delle mele del Trentino e da un filo di nylon rigenerato: le collezioni sostenibili di OneMore

Abbigliamento sciistico nato da scarti delle mele del Trentino e da un filo di nylon rigenerato: le collezioni sostenibili di OneMore

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Nascono dagli scarti industriali delle mele del Trentino Alto Adige e da un filo di nylon rigenerato le tute da sci e l’abbigliamento sportivo di OneMore, brand altoatesino di indumenti per l’attività sciistica. Realizzati in similpelle con rifiuti oceanici e di discarica, i capi proposti da OneMore presentano imbottiture ricavate esclusivamente dal riciclo di bottiglie PET. Il marchio ha recentemente lanciato una campagna di equity crowdfunding su Crowdfundme con gli obiettivi di crescere nel digitale, rafforzare la conoscenza del marchio e ampliare le collezioni.

 

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Come nasce OneMore

Nato nel 2018, OneMore si avvale di un’esperienza ultraventennale dei componenti del suo team nel settore dell’abbigliamento sportivo tecnico invernale. Una realtà piccola che riesce a mettere a frutto capi di qualità tecnica molto alta e, allo stesso tempo, ecosostenibili. Sin dalla sua nascita, il brand ha rinunciato alla produzione di pellicce e piume e ha, invece, investito nella ricerca di materiali riciclati o riciclabili, come AppleSkin: similpelle prodotta dagli scarti industriali delle mele provenienti per la maggior parte dall’Alto Adige e dalla Svizzera, ed ECONYL®, un filo di nylon rigenerato dai rifiuti. Ad oggi, questi tessuti sono utilizzati per una parte della produzione, ma l’obiettivo è diventare 100% green nei prossimi anni. “Abbiamo pensato alla creazione di un prodotto tecnico funzionale che abbina il design contemporaneo a tessuti innovativi il più possibile sostenibili  – spiega Helga Lazzarino, cofounder di OneMore – Siamo i primi a utilizzare la similpelle nel settore degli indumenti outdoor e sportivo-tecnico. Credo che le chiavi del nostro successo siano un knowhow e una competenza molto profonda nel settore articoli sportivi, un’ampia conoscenza del mercato anche internazionale e una forte vocazione all’export. Il settore di mercato in cui ci inseriamo, anche se di nicchia, è molto grande e si sta evolvendo soprattutto in Asia, anche in virtù delle prossime Olimpiadi invernali che si terranno in Cina nel 2022″.

Ad oggi, OneMore ha sviluppato una collezione completa uomo, donna e bambino (per gli sci-club). Questi capi si possono acquistare nei negozi di tendenza delle più note località sciistiche, come Courchevel, Meribel, Val d’Isere, Corvara in Badia, Ortisei, Livigno, Bormio, Schladming, Kitzbühel, e in quelle asiatiche di maggiore richiamo tra cui il distretto di Chongli, Tokyo e in Giappone. Nel 2020 ha servito 27 punti vendita sportivi in 13 Paesi nel mondo, 9 scuole sci, 11 sci-club e un atleta di Coppa del Mondo.

 

La campagna di equity su CrowdfundMe

Con un obiettivo minimo di 350mila euro, i ricavi che OneMore otterrà dalla compagna di equity crowdfunding (che si concluderà tra poco più di un mese) saranno principalmente impiegati per la crescita del sito di e-commerce, il rafforzamento della conoscenza del brand con investimenti in comunicazione, e l’ampliamento della collezione che, senza rinnegare l’elemento tecnico, rivestirà settori più ampi: dal tempo libero allo street style.

 

“Vorremmo ampliare la nostra collezione anche su prodotti outdoor più in generale e non necessariamente legati allo sci, per abbracciare un settore molto più ampio che, in seguito alla pandemia, sta vivendo un’espansione – afferma la cofounder – Passare più tempo all’aria aperta è per molti divenuta un’esigenza. Quest’anno, ad esempio, con gli impianti sciistici chiusi, in molti si sono dedicati alle ciaspolate e all’alpinismo. Siamo passati da un fatturato di 300.000 euro nel 2018 al doppio nel 2019. La pandemia, poi, ci ha fatto un po’ rallentare ma otteniamo grandi apprezzamenti, anche sull’e-commerce, che vogliamo implementare. Vogliamo ampliare la collezione anche su una stagionalità diversa, e prevediamo di arrivare al 2024 superando i tre milioni di euro di fatturato, di cui il 15/20% proverranno dal canale online. Per questo, investire in comunicazione è tra gli obiettivi prioritari dell’azienda”, conclude Helga.

Tra gli obiettivi più a lungo termine, OneMore sta pianificando tre potenziali scenari di Exit, da percorrere al termine dell’attuale piano di investimenti: cessione delle quote a un competitor di dimensione maggiore, a un fondo di Private Equity/Venture Capital, e la quotazione in Borsa.