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Psicologi in metropolitana: contro l’ansia c’è la realtà virtuale terapeutica

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Psicologi in metropolitana: contro l’ansia c’è la realtà virtuale terapeutica

A Milano il primo pronto soccorso psicologico per le emergenze emotive e il benessere di tutti i giorni: da Relief non ci si sdraia sul lettino, ma si indossano i visori della realtà virtuale terapeutica. Un’alternativa non farmacologica contro ansia e stress

A Milano il primo pronto soccorso psicologico per le emergenze emotive e il benessere di tutti i giorni: da Relief non ci si sdraia sul lettino, ma si indossano i visori della realtà virtuale terapeutica. Un’alternativa non farmacologica contro ansia e stress

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Discussioni sul lavoro? Problemi di coppia? Litigi in famiglia? Umore nero, senza nemmeno sapere il perché? Al termine della classica giornata storta quante volte è capitato di desiderare un po’ di sollievo mentale? A Milano basta fare un salto da Relief, il primo pronto soccorso psicologico per le emergenze emotive e il benessere di tutti i giorni, proprio sotto la fermata Isola della metropolitana M5. Una stanza con una decina di psicologi, che offrono interventi su ansia e depressione a chi passa di lì, senza bisogno di prenotazione. Niente lettino su cui sdraiarsi, ma una seduta decisamente hitech, tra esercizi mentali e fisici, biofeedback, videogames, realtà virtuale terapeutica, ipnosi rapida. Non solo: c’è anche la possibilità di seguire sessioni di mindfulness online per chi è fisicamente lontano.

Un’idea nata in epoca pre-Covid, come spiega lo psicologo e psicoterapeuta Alessandro Calderoni, founder e direttore della startup che, come dice il nome, punta ad offrire un sollievo rapido: “Nel 2019 il progetto è stato selezionato dal programma di crowdfunding dell’Università Bicocca di Milano. La pandemia ha rallentato i nostri piani, ma oggi siamo aperti sette giorni su sette, dalle 8 alle 20, tranne nei giorni di sciopero della metropolitana”.

Una clinical lounge per il benessere emotivo

Da Relief si può andare una volta sola oppure tornare fino a un massimo di 8 sedute, come è nella filosofia di questa innovativa clinical lounge. “Miglioriamo lo stato emotivo e alleviamo i sintomi fisici di origine psicosomatica, ma non indaghiamo le cause profonde del disagio, come fa la psicoterapia classica, che richiede tempi molto più lunghi”. Il servizio è pensato innanzitutto per persone che stanno affrontando grandi e piccoli traumi ben definiti, come la rottura di una relazione, un lutto, oppure delusioni, litigi, incidenti, mobbing, bullismo e aggressioni. Poi ci sono i casi di ansia, rabbia o tristezza dopo una brutta giornata, accompagnati da incapacità di gestire l’emozione. Infine, anche chi sta bene può avere voglia di dedicare tempo alla cura di sé, come si fa quando si va in una spa.

Realtà virtuale terapeutica e psicologia clinica ad alta tecnologia

Da Relief si può trovare relax fisico e mentale… ad alta tecnologia. Sì, perché Alessandro Calderoni stesso si definisce “tecnomaniac ed esperto di psicotecnologie”. Per esempio, la realtà virtuale terapeutica: “E’ una tecnica che noi utilizziamo agganciandola all’ipnosi. La virtual reality ricrea ambienti che possano favorire l’induzione ipnotica. Una volta indossati gli appositi visori, si può fare un viaggio nello spazio, un volo in mongolfiera, un’immersione subacquea, una gita su una spiaggia tropicale o una passeggiata in un parco zen, mentre si ricevono stimoli da seguire per il ritmo respiratorio”. Esperienze che rilassano e distraggono l’attenzione, offrendo al soggetto meno possibilità di pensare alla fonte del suo stress e limitando le risorse a disposizione per il dolore e l’ansia. “Si interrompe il flusso emotivo e si dà uno switch all’umore”, spiega Calderoni, vicepresidente della scuola di ipnosi medica IpnoMed, con sede a Torino.

Relief è anche partner di HypnoVR, gruppo francese di informatici, medici e anestesisti che si occupano di ipnosi chirurgica. “L’induzione ipnotica tramite realtà virtuale in chirurgia viene usata come ansiolisi, strumento di distrazione dall’intervento ed eventualmente anche analgesia sui soggetti predisposti. In psicologia viene utilizzata solo come forma di defocalizzazione del pensiero dai problemi e come tecnica di rilassamento”.

Non solo realtà virtuale terapeutica: le altre psicotecnologie

Il sollievo emotivo immediato si può raggiungere anche grazie ad altri device: “Gli stimolatori a micro campi magnetici pulsati sono collarini o caschetti che in mezz’ora hanno un effetto calmante o attivante, a seconda dell’esigenza della persona. Il cervello simula una sorta di additivo chimico che va nella direzione voluta. Anche le microcorrenti transcraniali, che il soggetto assolutamente non percepisce, hanno un effetto ansiolitico, migliorano il sonno e il dolore cronico, favoriscono il buon umore”.

Gli strumenti di brainwave entrainment sono invece costituiti da appositi occhiali e cuffie da indossare: attraverso luci e suoni forniscono stimoli che condizionano il ritmo del cervello, facendo sentire la persona più attiva oppure più rilassata. Insomma, come prendersi un caffè o una camomilla in versione hitech.

Attraverso il processo del biofeedback la mente impara a influenzare volontariamente alcune variabile fisiologiche, come la temperatura periferica, il battito e la variabilità del cuore: “I sensori rilevano questi dati, un software li analizza e fornisce un feedback visivo e acustico sulla base del quale la persona, per condizionamento operante, impara a modificare il proprio stato nella direzione corretta. Il software premia i momenti di ripetizione del comportamento fruttuoso e così il cervello rilassa il corpo, modificando le funzioni interessate”.

Dalla realtà virtuale terapeutica alla app per rilassarsi a casa

L’idea alla base di Relief è comunque quella di autonomizzare il paziente e fare in modo che anche a casa possa continuare il percorso iniziato in studio, pur non avendo a disposizione le stesse tecnologie. A questo scopo è stata creata una app che contiene audio, video, documenti e altri materiali in grado di favorire e accompagnare il relax domestico. “Ci sono tecniche di rilassamento corporeo, di visualizzazione e di intervento sulle emozioni che insegniamo nel corso della seduta. La stessa ipnosi rapida è una psicotecnica che si impara. Quando si torna a casa, al bisogno, ci si mette in autoipnosi attraverso un particolare gesto, che in studio è stato ancorato allo stato ipnotico, e si inizia un breve viaggio terapeutico in base all’esigenza del momento, che sia un ansiolitico o un boost dell’umore”.