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Un asino per amico: campo estivo nel bosco, tra pet therapy e giochi di una volta

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Un asino per amico: campo estivo nel bosco, tra pet therapy e giochi di una volta

La “Tribù degli Zoccoli” di Magenta (Mi) è un’associazione culturale nata nel 2013 da una fattoria e asineria didattica per progetti di pet therapy e non solo: i bambini possono trascorrere l’estate in mezzo alla natura del Parco del Ticino

La “Tribù degli Zoccoli” di Magenta (Mi) è un’associazione culturale nata nel 2013 da una fattoria e asineria didattica per progetti di pet therapy e non solo: i bambini possono trascorrere l’estate in mezzo alla natura del Parco del Ticino

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Sensibile ed empatico, ma un po’ permaloso, ama coccolare e farsi coccolare. L’asino è così, a dispetto del luogo comune che lo vuole spesso deriso per la sua testardaggine e per una certa apparente ottusità. Per questo il protagonista di tante favole di Esopo può essere l’amico ideale dei bambini, soprattutto in caso di disabilità o quando ci sono fragilità da superare.

Lo si può incontrare alla Tribù degli Zoccoli, associazione culturale di Magenta (Milano), nata nel 2013 da una fattoria e asineria didattica per attivare progetti di pet therapy con gli asini e altri animali, come cani, cavalli e conigli. Con il tempo lo staff e le attività si sono ampliate, senza però cambiare lo spirito e la filosofia delle origini. “Il valore importante in cui ci riconosciamo è quello della natura come spazio e luogo di conoscenza di se stessi. Un contesto di vita privilegiato, che permette all’essere umano di sviluppare tutte le potenzialità e le risorse che costituiscono il suo essere persona”, spiega la coordinatrice Valeria Bisceglie.

Outdoor education: i giochi di una volta in mezzo al bosco

D’estate i bambini possono iscriversi al campo estivo, che si svolge da giugno a settembre, oppure al “wild camp” di una settimana, ma durante tutto il corso dell’anno ci sono attività e laboratori, che coinvolgono anche le famiglie, spesso organizzati in collaborazione con altre realtà del territorio. Le iniziative sono aperte a tutti, con un’attenzione particolare alla disabilità.

Siamo all’interno del Parco del Ticino, area naturale protetta che si estende dal Lago Maggiore fino alla confluenza con il fiume Po, vicino allo storico ponte sul Naviglio Grande, tra boschetti e campi agricoli, popolati da aironi bianchi e falchi pellegrini. I bambini, accompagnati da un’equipe multidisciplinare che segue i principi della pedagogia del bosco, possono contare su ampi spazi all’aperto, dove entrare in contatto profondo con la natura e i suoi ritmi.

Numerose le attività che si possono fare: dalla costruzione di capanne ai trekking in compagnia di cani e asini, dall’orto didattica alla vita in cascina. E poi laboratori di arte e di teatro, attività motorie, caccia al tesoro e giochi di una volta. “Durante le passeggiate nel bosco raccogliamo gli elementi che la natura ha scartato, come pezzi di legno, sassi e foglie cadute a terra. Tutto materiale destrutturato, che fa emergere la parte creativa naturale del bambini e che sfruttiamo per i giochi. Lavoriamo alla conoscenza del territorio e forniamo gli strumenti per la sua salvaguardia futura”.

 

Pet therapy con asini, cani, cavalli e conigli

Se il benessere che si trae dalla compagnia di un animale, sviluppando una maggiore sensibilità e consapevolezza, è importante per tutti, ancora di più lo è quando si parla di pet therapy o Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), secondo la definizione data dal Ministero della Salute. “Ci rivolgiamo a bambini che hanno fragilità di tipo motorio o cognitivo, che vivono in situazioni di disagio sociale o che hanno bisogni educativi speciali”. Il percorso di pet therapy comprende momenti vissuti a stretto contatto con l’animale, dalla spazzolatura alla pulizia, dalla nutrizione alla passeggiata, ma anche attività di osservazione a distanza del suo comportamento e laboratori didattici dedicati.

“Lasciamo che siano il bambino e l’animale a scegliersi, in base all’empatia che nasce tra loro, alla base del successo del percorso educativo. E’ capitato di aver stabilito con i genitori un percorso di pet therapy con l’asino o il cavallo, ma poi il bambino ha sviluppato un’attrazione fortissima verso il golden retriever: a quel punto abbiamo orientato la terapia sul cane”. Ogni animale ha una specificità: “La delicatezza del coniglio lo rende poco adatto se c’è un impaccio motorio da parte dell’utente. Da questo punto di vista meglio l’asino, che è più rustico, anche se ha un odore più forte, a cui però non tutti riescono ad abituarsi”.

Facendo pet therapy si sviluppano sensibilità e consapevolezza e si migliorano aspetti fisici o stati emotivi. “Se un bambino soffre di deficit di attenzione, per esempio, si può aumentare la sua capacità di concentrarsi sullo svolgimento di un’attività. La gratifica per aver svolto con successo il lavoro di cura dell’animale, inoltre, può contribuire a rasserenare lo stato emotivo”. Insomma, quando si dice avere amico a 4 zampe.