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Piatti a base di insetti nel Padiglione del Belgio, così Expo sdogana l’entomofagia

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Piatti a base di insetti nel Padiglione del Belgio, così Expo sdogana l’entomofagia

Degustare pasta con farina di larve e paté di tarme, all’Esposizione Universale un assaggio di una pratica diffusa in più di 90 Paesi nel mondo ma che in Italia trova ancora pochi sostenitori

Degustare pasta con farina di larve e paté di tarme, all’Esposizione Universale un assaggio di una pratica diffusa in più di 90 Paesi nel mondo ma che in Italia trova ancora pochi sostenitori

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Dopo i sequestri di giugno da parte della Asl di larve e cavallette essiccate nel padiglione dell’Olanda e di 300 barattoli di passata di pomodoro contenenti vermi in quello del Belgio, Bruxelles ce l’ha finalmente fatta e ha ottenuto l’autorizzazione necessaria per permettere la degustazione di insetti a Expo. Una vittoria per Sophie e Géraldine Goffard imprenditrici belga di Aldento, che sono riuscite a portare in Italia pasta fresca e paté a base di Tenebrio Molitor, un tipo di tarma della farina.

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Dove si possono allevare insetti commestibili?

Il Belgio è l’unico Paese, insieme all’Olanda, ad avere delle norme riguardanti l’allevamento degli insetti in Europa, scegliendone dieci specie commestibili. Camole, grilli, locuste, coleotteri, tutti scelti in funzione della facilità di allevamento e di reperibilità. E anche la Svizzera avrà dal 2016 un suo regolamento. A fine settembre l’Efsa (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) pubblicherà la sua opinione in merito al consumo di insetti a scopi alimentari. Il documento che fungerà da base scientifica per realizzare leggi comunitarie a riguardo. “Siamo sicuri che il parere sarà favorevole – ha spiegato Andrea Mascaretti, presidente del Comitato scientifico della Società Umanitaria -. L’Italia è da anni in prima linea per l’introduzione degli insetti nella nostra dieta. Sono una delle soluzioni più valide per nutrire il pianeta nel futuro”.

L’entomofagia nel mondo

Se l’idea di mangiare insetti vi fa rabbrividire pensate che l’entomofagia è una pratica consolidata per 2 miliardi di persone, in più di 90 Paesi del mondo, dove si consumano 1.900 specie di insetti, soprattutto selvatici. Cina e Messico sono tra i Paesi che ne vanno più ghiotti, seguiti da quasi tutti quelli della fascia tropicale, e non solo. “In alcune zone del Pianeta il 30% delle proteine assunte viene dagli insetti”, spiega l’esperto della Fao, Paul Vantomme. Introdurli o meno nella propria dieta dipende unicamente da fattori culturali, da superare perché “l’allevamento di insetti ha un impatto sulla Terra 10 volte inferiore a quello di carne – ha aggiunto Vantomme – grazie al fatto che non emettono metano, possono essere nutriti con prodotti di scarto e hanno un ciclo di vita breve”. Tant’è che anche in Italia si stanno facendo largo associazioni che ne promuovono il consumo consigliando ricette, preparazioni e promuovendo degustazioni di piatti a base di cavallette, larve e simili.

Insetti per risolvere le nuove sfide alimentari

Dal punto di vista nutrizionale si può vedere come gli insetti rappresentino in effetti un’ottima fonte di proteine di alta qualità, apportino fibre e micronutrienti. Basti pensare che per 100 grammi di peso secco, la carne contiene 6 mg di ferro, mentre le locuste dagli 8 ai 20 mg, in base alla diversa specie e al tipo di alimentazione.“Il tema degli insetti commestibili deve essere una delle eredità di Expo – conclude Andrea Mascaretti. Ora bisogna agire, perché se aspettiamo ancora a trovare soluzioni per le sfide alimentari del secolo, rischiamo che poi sia troppo tardi per fare qualcosa.”