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Perché l’Italia ci ha visto lungo con l’accordo fra Coin e Checkbonus, mentre in Uk nel Beacon ci hanno messo i pound

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Perché l’Italia ci ha visto lungo con l’accordo fra Coin e Checkbonus, mentre in Uk nel Beacon ci hanno messo i pound

Con l’accordo fra Coin e Checkbonus l’Italia è all’avanguardia nell’adozione della tecnologia Beacon. Dal Regno Unito arriva il primo esempio di integrazione con una moneta virtuale.

Con l’accordo fra Coin e Checkbonus l’Italia è all’avanguardia nell’adozione della tecnologia Beacon. Dal Regno Unito arriva il primo esempio di integrazione con una moneta virtuale.

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La tecnologia Beacon cambierà, anzi sta già cambiando, il nostro modo di fare shopping. Protagonista in questo mutevole scenario proprio l’Italia. In particolare il Gruppo Coin, uno dei più grandi retailer di abbigliamento italiano, che nel suo continuo percorso di innovazione nel tentativo di dare ai propri clienti un’esperienza d’acquisto più innovativa ha scelto (ne abbiamo parlato qui) di utilizzare iBeacon, la soluzione di prossimità introdotta da Apple con iOS 7 in grado di avvisare i clienti in possesso di un iPhone che si trovavano nelle vicinanze del centro commerciale.

In questo modo è possibile fornire messaggi agli utenti in modo mirato, a seconda della loro posizione, come già succede negli Apple Store. Dietro questa innovativa soluzione tutta italiana c’è una startup: CheckBonus (ne abbiamo parlato qui) che ha realizzato la prima app per smartphone che usa iBeacon per premiare il cliente ad ogni ingresso in un negozio convenzionato. Coin ha sancito con CheckBonus una partnership secondo la quale si comincerà dai quattro department store Coin di Milano dove gli utenti CheckBonus avranno la possibilità di accumulare punti “checkbonus” all’interno dell’app e di sbloccare promozioni esclusive. Tra le tante la possibilità di ottenere gratuitamente la Coincard.

A guadagnare sicuramente la clientela che per la prima volta si vedrà concedere dei benefici anche soltanto per il fatto di recarsi in negozio per provare un capo o per curiosare.  E grazie ai punti raccolti sull’app si potrà poi procedere all’acquisto. Infatti non appena raccolti punti a sufficienza sarà possibile richiedere a CheckBonus il premio e ricevere un codice sullo smartphone o un voucher digitale da mostrare al personale vendita del negozio prescelto. CheckBonus sembra aver individuato un modello che premia tutti gli attori coinvolti: consumatori ed esercenti. Non a caso oltre a Coin vi sono già altri partner come la libreria Hoepli di Milano e i punti vendita di Marco Polo, Adidas e Brico Sport situati a Milano e dintorni. D’altronde per usufruire del servizio (che ricordiamolo sfrutta la tecnologia Beacon allo scopo di potenziare i servizi di localizzazione fra le quattro mura dei negozi per i dispositivi mobili), basta avere solo uno smartphone che supporti il bluetooth LE, come un iPhone, e dei trasmettitori ibeacon che localizzino gli utenti all’interno di uno store e interagiscano con loro, inviando contenuti in base alla posizione in cui si le persone si trovano.

Una tecnologia inizialmente passata in secondo piano a causa dei clamori dell’Nfc ma che in realtà è pronta a giocare un ruolo di primo piano nell’innovazione e nel futuro del mondo dei soldi. Già a Londra alcuni negozi ne prevedono l’utilizzo addirittura insieme ai cosiddetti Brixton Pound, una criptomoneta locale che ricorda per modalità di utilizzo i nostrani Sardex.

I creatori della moneta virtuale sono tre diverse compagnie in Regno Unito, Polonia e Repubblica Ceca. Già 250 negozi a Londra hanno siglato una convenzione per accettare tale moneta per i pagamenti che avverranno tramite un’apposita app in cui sarà integrata anche la tecnologia Beacon. L’applicazione ha un’interfaccia molto semplice ma al momento è disponibile solo per iOS 8, anche se il team prevede di implementarla per Android già nel corso dell’estate. Perfettamente integrata con il sistema iBeacon permette al cliente di ricevere notifiche push con dettagli e suggerimenti di acquisto direttamente sul proprio iPhone, iPad e anche iPod. Il mix tra una criptomoneta locale e una tecnologia destinata a diffondersi su scala globale, promette di essere “letale” e di enorme vantaggio per Apple che ne gioverebbe in termini di revenue (anche se piccoli volumi) provenienti da chi spende in Brixton Pound. Nel caso di successo l’esperimento potrebbe divenire una best practice replicabile. Il progetto prevede già di sbarcare a Praga in autunno. Ne vedremo della belle.