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Da Tor Vergata: LIFE, l’ambiente open-source per la formazione on-line

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Da Tor Vergata: LIFE, l’ambiente open-source per la formazione on-line

Carlo Giovannella ci parla del progetto LIFE, un innovativo ambiente open-source per la formazione on-line

Carlo Giovannella ci parla del progetto LIFE, un innovativo ambiente open-source per la formazione on-line

Carlo Giovannella, laureato in Fisica, coordina il laboratorio di ricerca ISIM_garage (Interfaces and Multimodal Interactive Systems) all’Università di Tor Vergata, dove sta  realizzando delle ricerche per  definire nuove metodologie e strumenti per migliorare il sistema di apprendimento scolastico. In questa intervista ci parla del progetto LIFE (Learning in an Interactive Framework to Experience) un innovativo ambiente open-source per la formazione on-line.

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Cos’è il progetto LIFE?

Il progetto LIFE è un esempio di quanto si possa ottenere quando gli studenti vengono coinvolti in maniera attiva in un percorso di design e sviluppo finalizzato. Lo possiamo considerare come una “bottega” nella quale ci si forma per la vita. E’ nato nel 2001 con lo sviluppo di un primo forum e, tra alti e bassi e il passaggio attraverso varie fasi architetturali, è arrivato sino ai giorni nostri. Ora, dopo un primo tentativo forse troppo prematuro fatto nel 2008, lo vogliamo mettere a disposizione degli insegnanti in modalità “open service”, anche nella speranza che si possano stimolare dei veri e propri incubatori di progettualità anche nelle scuole, magari in quelle più “smart”.

Quali sono gli obiettivi?

Mettere appunto e utilizzare degli approcci più attenti alle caratteristiche individuali, in cui le tecnologie vengano percepite come facilitatrici di un processo di crescita individuale. Studenti e professore che utilizzano LIFE acquisiscono la capacità di governare il proprio processo di formazione e di saperlo adattare alle modifiche delle condizioni al contorno.

Una soluzione al gap tra ricerca teorica e applicazione pratica?

Gli investimenti in ricerca e sviluppo fatti dall’Unione Europea negli ultimi 15 anni sulle tecnologie per la didattica non hanno prodotto il risultato sperato. Si è riusciti, forse, a formare una generazione di ricercatori sensibili al tema, ma non si è stati in grado di trasferire i risultati ottenuti alla scuola, sia per i limiti culturali, che per mancanza di collaborazione. Un problema che non è solo italiano.
Cè la necessità di un cambiamento culturale, ma non è possibile utilizzare la bacchetta magica! Ci vuole molta pazienza per promuovere un cambio di mentalità sia in chi opera con fatica nella scuola, che nei nostri rappresentanti politici. Si tratta di un’azione che faccia incontrare gli stimoli che provengono dal basso ed investimenti  dall’alto, o magari dai “lati” (dai privati).

Che risultati avete ottenuto?

Nel corso degli anni, oltre all’ambiente in sé, siamo riusciti a mettere a punto, e utilizzare in percorsi di apprendimento reali, numerose metodologie, che pian piano descriveremo sul sito  Didatticascuole tutte ispirate dalla pratica quotidiana con i ragazzi.
L’obiettivo è stato sempre quello di sviluppare strumenti in grado di facilitare e migliorare la qualità della didattica dentro e fuori dall’aula.