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Surgery Academy: “Così abbiamo portato i Google Glass nelle sale operatorie”

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Surgery Academy: “Così abbiamo portato i Google Glass nelle sale operatorie”

Surgery Academy, startup vincitrice del Call for Ideas di Working Capital, che fa studiare giovani chirurghi non sui libri ma attraverso la realtà aumentata

Surgery Academy, startup vincitrice del Call for Ideas di Working Capital, che fa studiare giovani chirurghi non sui libri ma attraverso la realtà aumentata

Armando Iandolo ha 25 anni ed è un ingegnere. Ho studiato per due anni Ingegneria Elettrica per poi accorgersi di voler far altro, così nel 2011 ha lasciato la facoltà di ingegneria per acquisire know how nel mondo del lavoro. Grazie ai MOOC ha migliorato il suo background, aggiungendovi nozioni di Informatica, di business development, appassionandosi alle innovazioni in ambito medico.  Ha fondato la sua startup, Surgery Academy, che supporta i giovani medici nei loro studi grazie attraverso l’utilizzo della realtà aumentata. Ecco come funziona e quali sono i suoi obiettivi.

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Cos’è Surgery Accademy?

Surgery Academy ha l’obiettivo di creare una miglior esperienza educativa, creando un sistema end-to-end che migliori sia le performance dei medici che la comprensione degli studenti. Vogliamo rendere accessibili le più prestigiose sale operatorie del mondo, consentendo agli studenti di accedervi con uno smartphone, un tablet, un PC o dei visori. Siamo una piattaforma di training online che usa la realtà aumentata offerta dai Google Glass e la realtà virtuale degli Oculus Rift. Abbiamo due piattaforme di appoggio: un’applicazione Google Glass che consente il live-streaming di procedure chirurgiche e che si interfaccia con macchinari elettromedicali (ripresa parametri vitali in real time) e le infrastrutture IT degli ospedali (dati medici, imaging medico, ecc) e l’LMS in stile MOOC (Massive Open Online Course), nel quale gli studenti potranno accedere per seguire corsi di qualità, erogati dai Top Leading Medical Center e dalle facoltà di Medicina e Chirurgia.

Citando un articolo pubblicato su Repubblica, il nostro pubblico non è la massa, bensì un ristretto gruppo di giovani medici che vuole sperimentare metodi di apprendimento nuovi e tecnologici.

Cosa avete di diverso dagli altri competitors?

Sicuramente il processo che usiamo nella distribuzione del nostro prodotto è del tutto innovativo. La nostra “salsa segreta” è quella di tradurre in Realtà Aumentata e in Realtà Virtuale l’education experience che uno studente ha in un MOOC come Coursera o edX. Tutto questo in funzione dei Top Leading Medical Center, delle Top Leading Medical School. Nasciamo sulla scia del “Curated Web” di Pinterest o di Product Hunt, ma in termini del miglior training disponibile nella medical education scene mondiale. Possiamo essere definiti i precursori del Wearable Learning.

Come è nata l’idea?

Una sera ero appena rientrato dal lavoro. Accesi la TV e mi misi a guardare Gray’s Anatomy. In questa puntata c’era un chirurgo molto famoso, pioniere della cardiochirurgia. Ora, non so se tu abbia mai visto Gray’s Anatomy, ma nelle prime stagioni gli specializzandi, per assistere ad un intervento chirurgico, devono accedere alla “gallery”, ovvero un piano rialzato con un pannello di vetro che mostra loro le performance dei chirurghi. In questa puntata gli specializzandi facevano a pugni per assistere a quell’intervento. Il tutto per una visuale davvero scarsa. Dopodiché ho avuto diversi scambi di battute con un mio amico che studia medicina presso l’Università di Bologna, ed effettivamente non vi è accesso alla sala operatoria fino al quinto anno di studi. Quindi perché non creare la miglior education experience per integrare gli studi accademici con una piattaforma che offra in esclusiva gli interventi chirurgici fatti nei miglior centri medici del mondo e promossi dalle migliori università del mondo?

Da chi è composto il team?

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Il team è la cosa di cui vado più fiero. È il team più eterogeneo che una startup potesse avere. Siamo in cinque: Io, 25 anni, background ingegneristico,  mi occupo prevalentemente del “lavoro sporco”: impostazione della vision, monitorare i trends, pivotare, evangelizzare le figure professionali che abbiamo come target, public relations, costruire il financial model e gestire i budget per ciascuna divisione (marketing, development ecc).

Floriano Bonfigli, invece, è il mio braccio destro. È il nostro Chief Operating Officer. Si occupa dello sviluppo del business, della ricerca dei contatti e spesso mi corregge le bozze di un pitch o di un executive summary. Ha 40 anni, ma ha l’agilità mentale di un 15enne.

Poi c’è Andrea Guerriero, il nostro medico. Lui è il nostro Chief Medical Officer. Si occupa evangelizzare le Università, ci aiuta nella normativa sanitaria, nell’introduzione negli ospedali e nella consulenza in merito alle potenziali features di Surgery Academy. È una risorsa che ritengo indispensabile nella costituzione di una startup che lavora a braccio con i medici, e lui è un’ottima risorsa chiave.

Daniele Gulizia ha 34 ed è il miglior Digital Strategist che potessi trovare sul mercato. È una persona che crede nel lavoro che fa. A volte è molto più severo di me quando si parla di brand awareness e posizionamento. Noi quattro siamo un team full made in InnovAction Lab. Quindi viaggiamo sugli stessi binari e quello che più ci sta a cuore è come portare Surgery Academy sul mercato entro il secondo trimestre del 2015.

Infine, c’è Alessandro Redaelli, come Head of Development: un genio di 43 anni che sta facendo delle cose incredibili. Alessandro è davvero la risorsa tecnica migliore che una possa acquisire una startup.

Chi vi ha supportato?

A luglio di quest’anno abbiamo vinto la Call for Ideas di Working Capital 2014, di Telecom Italia. Quindi la vincita del grant da 25k€ è stata decisiva nel portare Surgery Academy da un concept ad un vero e proprio prodotto che punta ad essere sul mercato entro il 2015. Inoltre dPixel ci fa da Advisor, dandoci spunti e punti di osservazione. Il supporto che stiamo ricevendo da entrambi ci sta aiutando molto sia in termini di execution che di business development.

Che risultati avete ottenuto?

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Dato che l’execution è ciò che più conta, non siamo stati nelle mani in mano a scrivere solo migliaia di righe di codice. Abbiamo iniziato a costituire una Scientific Advisory Board formata dai Top Leading Surgeons, che sono dei veri e propri influencer. Stiamo costruendo questa Board con l’obiettivo di essere introdotti nel mercato degli USA entro il giugno 2015. Con Daniele Gulizia stiamo chiudendo degli accordi con chirurghi del calibro di Paul Szotek, Homero Rivas e Rafael Grossman, che sono stati i precursori dell’uso dei Google Glass in sala operatoria, e che hanno sposato la causa. Averli nella nostra Scientific Advisory Board è un vero valore. Puntiamo molto sui contenuti. Essendo il nostro business prevalentemente incentrato sul segmento B2B, non possiamo non sviluppare content marketing per una miglior customer acquisition. Con alcune strategie di rete, siamo riusciti ad ottenere una traction di oltre 10k studenti di medicina e chirurgia che hanno mostrato interesse per Surgery Academy e che attendono il lancio della private beta. Siamo sulla buona strada. Il difficile deve ancora arrivare.

Quali saranno gli sviluppi futuri?

Per quanto riguarda la fine del 2014, lanceremo una campagna di crowdfunding con la piattaforma di TIM #WCAP, per la distribuzione del primo pilot che faremo in un IRCCS di Milano. Nelle ultime due settimane stiamo lavorando soprattutto in funzione dei primi mesi del 2015, che saranno caratterizzati da pilot presso cinque IRCCS tra Lombardia e Veneto, in modo da testare la tecnologia e fare delle case study per iniziare a vendere in Europa e ad affermarci negli USA. Entro marzo 2015 vogliamo concludere un seed funding per potenziare il nostro organico, per aumentare la ricerca di nuove features tecnologiche, per iniziare una robusta customer acqusition e per acquisire valore. Consideriamo altrettanto importante l’attività di partnership acquisition che stiamo portando avanti per avere nel nostro portafoglio partner almeno 8 Top Leading Medical Schools europee entro l’estate del 2015. Crediamo molto in quello che stiamo facendo. Puntiamo ad un’alta success rate, investendo nella qualità dei contenuti, nella qualità del software e nelle value proposition.