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Docenti di nuovo sui banchi per studiare il digitale

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Docenti di nuovo sui banchi per studiare il digitale

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha stanziato il fondo per aumentare le competenze digitali dei docenti

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha stanziato il fondo per aumentare le competenze digitali dei docenti

Maestri e professori tornano a scuola. Presto i docenti saranno chiamati a tornare sui banchi per studiare i processi di digitalizzazione e innovazione tecnologica. Il Miur ha messo a disposizione un milione di euro per aumentare le competenze di chi ogni giorno entra in aula.

Un pacchetto che fa parte delle iniziative promosse all’interno del “Piano Nazionale Scuola digitale” articolato in una serie di azioni che vanno dalle Lim in classe, a [email protected] 2.0, a [email protected] 2.0 ai centri scolastici digitali.

La cifra sarà ripartita nelle diverse regioni: in cima la Lombardia che avrà 147.114,86 euro, seguita dall’Emilia Romagna con 119.362,10 euro e dalla Sicilia con 96.935,69 euro. Tra gli ultimi a beneficiare del finanziamento la Basilicata che avrà solo 11.901,39 euro; l’Umbria 15.156,57 euro  e il Molise in fondo alla classifica con 5.730,97 euro.

Soldi che verranno stanziati attraverso una selezione finalizzata all’individuazione di progetti formativi che vedono tra i requisiti d’ammissione la disponibilità nelle istituzioni scolastiche della rete e di aule debitamente attrezzate con rete Lan e/o Wlan, banda larga e dispositivi tecnologici in numero pari al numero dei corsisti. Una risposta concreta all’esigenza che hanno i nostri docenti di formarsi: le recenti indagini confermano che i nostri docenti sono i primi a chiedere di avere tutti gli strumenti necessari per poter usare il linguaggio dei ragazzi nativi digitali.

La ricerca nazionale condotta dall’Università Milano – Bicocca in collaborazione con Telefono Azzurro e Aica, aveva già messo in evidenza questo problema: su un campione di 1332 docenti l’80% pur avendo già partecipato a corsi di formazione, chiede maggiore formazione. Per i professori è ancora faticoso integrare le nuove prassi e procedure con i nuovi strumenti, anche perché l’utilizzo delle tecnologie in classe non è ancora totalmente integrato nella didattica.

La prima ad aver parlato di questa necessità era stata il ministro Maria Chiara Carrozza convinta del fatto che “i docenti devono essere messi in grado di utilizzare tutti gli strumenti e essere formati. Dobbiamo investire e fare un grande sforzo formativo su di loro”.

Oggi dall’altro canto basta entrare in un laboratorio d’informatica in una scuola primaria per comprendere quanto sia urgente mettere i maestri, in primis, nelle condizioni di diventare dei professionisti del digitale. La vera emergenza sta proprio alla scuola primaria dove gli insegnanti non sono specialisti per ogni disciplina: chi fa storia ed italiano può fare anche educazione tecnologica ed educazione motoria.

Non possiamo pensare che i nostri ragazzi abbiano una formazione e una conoscenza generica dell’informatica. Abbiamo bisogno di una squadra di maestri che sappiano realmente non solo accendere un personal computer ma spiegare ai ragazzi come realizzare un gioco elettronico, come usare la Rete per lavorare.

L’investimento fatto dal Miur rappresenta un primo passo ma è solo una goccia nell’oceano dal momento che andrà a coinvolgere soprattutto quei docenti che già “vivono” in scuole attrezzate e connesse.