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New York dà il via libera al cellulare in classe, ma in Italia non lo vogliono

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New York dà il via libera al cellulare in classe, ma in Italia non lo vogliono

La scelta del sindaco De Blasio riapre il dibattito in Europa dove la maggior parte dei Paesi proibisce l’uso del telefonino

La scelta del sindaco De Blasio riapre il dibattito in Europa dove la maggior parte dei Paesi proibisce l’uso del telefonino

E venne l’ora del cellulare in classe. Non in Italia ma a New York dove dal prossimo 2 marzo il divieto di usare il telefonino a scuola sarà eliminato. Lo ha deciso il sindaco della città Bill de Blasio con lo Schools Chancellor Carmen Farina che dalle pagine del “Daily News” ha lanciato la storica rivoluzione destinata a far discutere anche l’Italia e l’Europa.

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Il predecessore del primo cittadino attuale, Bloomberg, aveva proibito l’uso del cellulare a scuola tanto che in alcuni istituti vi era persino il metal detector all’ingresso. Ora si cambia. Una scelta fatta per andare incontro alle esigenze dei genitori di restare in contatto con i propri figli anche durante l’orario scolastico e per usufruire delle opportunità didattiche che offrono anche questi strumenti tecnologici.

Secondo Farina, infatti, “ci sono reali benefici per l’istruzione. In tutto il Paese ormai gli insegnanti li usano per superare le barriere linguistiche nelle classi multiculturali, per incoraggiare la partecipazione e ricavare dati sulla comprensione da parte degli studenti dei concetti chiave. Questi professori stanno insegnando ai ragazzi come usare la tecnologia in maniera sicura e responsabile per diventare buoni cittadini digitali”.

Una scelta che non è stata vista di buon occhio da tutti i presidi della metropoli americana che si sono detti contrari perché intravedono rischi di copiature ma anche diffusione di video inappropriati o comportamenti inadeguati. Ostacoli che ogni preside avrà la possibilità di superare stabilendo delle regole per l’uso: dalla connessione solo durante l’intervallo, alla limitazione all’uso didattico.

Ma nessuno potrà vietare, dal 2 marzo prossimo, di ricevere una telefonata da mamma e papà. Una risposta all’ansia collettiva dei genitori o forse solo un ulteriore passo verso una scuola davvero digitale? In fondo tutti i ragazzi, non solo quelli americani, già lo usano di nascosto dagli occhi dei prof: siamo di fronte ad un proibizionismo che ha portato a violare le regole. Dall’altro canto gli esperti affermano che è necessario spiegare ai ragazzi la differenza tra conoscenza e informazione. Ma non solo. Molti pedagogisti insistono sul fatto che insegnare ad accettare dei momenti di solitudine senza connessione è fondamentale.

Qualcuno intanto pensa già ad una sorta di piano orario da stabilire con i ragazzi sull’uso del cellulare a scuola e a casa.

In Italia una direttiva del 15 marzo del 2007 del ministero della Pubblica Istruzione chiarisce che “è del tutto evidente che il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponde a una generale norma di correttezza”. Nel resto dell’Europa la musica non cambia anche se qualche Stato lascia più libertà alle scuole. In Germania dal 2006 una norma stabilisce che devono essere tenuti spenti ammettendo solo eccezioni consentite dall’insegnante. In Spagna la regolamentazione sull’uso del telefonino è lasciata alle Comunità Autonome e alle singole scuole.

Ora la rivoluzione di New York potrebbe riaprire il dibattito anche perché nel frattempo i cellulari sono cambiati ed è inevitabile pensare che non solo servano a telefonare e chattare ma anche a cercare in Rete, a fotografare, a scaricare app che possono essere usate a fine didattico. Forse ancora una volta dovremmo pensare che non è un cellulare a distrarre se si educa ad usarlo!