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Piacenza, arriva il Facebook per i ragazzi autistici

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Piacenza, arriva il Facebook per i ragazzi autistici

Si chiama “Social Innovation Home e Mindbook” e per realizzarlo è stata aperta una campagna di fund raising

Si chiama “Social Innovation Home e Mindbook” e per realizzarlo è stata aperta una campagna di fund raising

Interagire con il web e poi incontrarsi in un luogo fisico. Il progetto di Mindbook e della Social Innovation Home, ideato a Piacenza, è molto più di un social network per ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger. E’ un percorso che insegna un uso consapevole del proprio profilo online, con momenti di incontro in un luogo pensato come una specie di doposcuola. Per realizzare la piattaforma e costruire la “casa della social innovation” è stata aperta una campagna di fund raising dalla cooperativa sociale Tice e dalla fondazione “I bambini delle fate”. Obiettivo della raccolta fondi è raggiungere 180 mila euro di contributi.

“Per ora abbiamo trovato sette imprenditori disposti a investire nel nostro progetto – ha detto Francesca Cavallini, responsabile Tice e ideatrice di Mindbook – ne mancano altri 7 per raggiungere l’obiettivo. Per ora abbiamo raccolto 35 mila euro, ma sono certa che entro l’estate riusciremo a trovare i fondi per coprire i costi dell’avvio della piattaforma e della ristrutturazione della casa che dovrà ospitare fisicamente i ragazzi”. L’obiettivo di Cavallini è trasformare il progetto in una vera startup innovativa a vocazione sociale.

L’idea di fondo è semplice: bambini e ragazzi autistici tendono ad essere esclusi dall’utilizzo della rete perché si teme che possa essere pericolosa. Al contrario, con un social “ad hoc” i ragazzi possono acquisire dimestichezza con gli strumenti del web e consapevolezza del proprio profilo online, grazie all’affiancamento di alcuni psicologi che gestiscono i profili e li seguono passo passo.

L’uso del social è diversificato a secondo della gravità della disabilità della persona, e così anche il tipo di accompagnamento da parte dello psicologo. L’obiettivo è portare i piccoli utenti a sviluppare quanto più possibile una propria autonomia.

Il progetto della cooperativa Tice permette, infine, di passare dalla dimensione virtuale a quella reale, mettendo a disposizione uno spazio, una “casa della social innovation”, per far incontrare i ragazzi con i loro amici. Inoltre c’è la possibilità, per chi ha bisogno di ripetizioni a scuola, di “scambiare” un’ora di lezione con un’ora di tempo impiegata con un compagno disabile.