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La moda spotted diventa un social network solo per universitari

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La moda spotted diventa un social network solo per universitari

Intervista a Domenico Vercilli, creatore di Bspotted, il social che permette di contattare persone intraviste all’università. Possono iscriversi solo studenti, e i profili sono protetti dall’anonimato.

Intervista a Domenico Vercilli, creatore di Bspotted, il social che permette di contattare persone intraviste all’università. Possono iscriversi solo studenti, e i profili sono protetti dall’anonimato.

Chi frequenta l’università ne avrà sicuramente sentito parlare, magari ha inviato un post, oppure le frequenta solo come passatempo. Sto parlando delle pagine “Spotted”: pagine Facebook suddivise per università che servono sostanzialmente a trovare online qualcuno che hai visto in giro per le aule. Spotted significa “adocchiato”: in altre parole se c’è una persona che non conosci e che vorresti contattare, attraverso le pagine spotted, puoi farlo. Sono pagine molto seguite dagli universitari, “e così mi è venuta l’idea di creare una piattaforma ad hoc per mettere in contatto persone dello stesso ambiente, come quello universitario, utilizzando l’anonimato in modo costruttivo e sicuro” spiega Domenico Vercilli, 23 anni, ideatore di Bspotted, il social network nato tre settimane fa per trovare online ragazzi e ragazze “adocchiati” offline.

Bspotted è una piattaforma accessibile esclusivamente dagli universitari: per registrarsi, infatti, occorre l’email che l’ateneo assegna a ogni studente al momento dell’iscrizione. Il social è basato sull’anonimato: al momento dell’iscrizione, sono visibili solo un nickname e il genere sessuale degli utenti, entrambi non modificabili. Quando comincia l’nterazione via chat, ognuno può decidere di sbloccare o meno la propria foto profilo.

Come è nato Bspotted?

L’idea è nata nel marzo 2013: in Italia era da poco arrivato il fenomeno delle pagine spotted, dove chi vuole conoscere qualcuno che ha visto per l’università può inviare un post all’amministratore della pagina che poi pubblica. Il fatto di dover usare Facebook mi sembrava un limite enorme: primo perché non si può contattare direttamente la persona che si vuole raggiungere, e secondo perché il post non viene pubblicato in tempo reale. Ho pensato che mancava una piattaforma specifica che funzionasse secondo il modello “spotted”, e l’ho creata. Insieme e a me ci sono il co-fondatore Andrea Perizzato e Alessio Vecchio, sviluppatore Java. La società è attualmente autofinanziata con i miei risparmi, ma ora siamo alla ricerca di un investitore, possibilmente internazionale.

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Come funziona la piattaforma?

Bspotted è fondata sull’anonimato autenticato: il fatto che la registrazione sia possibile solo attraverso la propria email universitaria garantisce la sicurezza di interagire solo con altri universitari. Tutte le relazioni tra gli utenti sono strutturate mediante “hall”: stanze virtuali accessibili solo a determinati target di studenti. Se ad esempio un utente si iscrive con l’email dell’università di Bologna e seleziona la facoltà di Economia, allora avrà accesso alla hall della sua università ed a quella di economia. Le hall sono divise per atenei o per facoltà, e in più c’è una hall generica per tutti gli universitari d’Italia e per coloro la cui hall ancora non è stata aperta. Per aprire una hall, infatti, abbiamo posto un numero minimo di 125 iscritti.

In cosa differisce dagli altri social?

Nel fatto di essere basato su un anonimato sicuro, con profili reali e non duplicabili. Gli utenti possono gestire la propria privacy in maniera molto più profonda, scegliendo se aprirsi con qualcuno, magari mostrandogli la foto, oppure se restare anonimi, avendo però la possibilità di esprimersi in modo molto più libero rispetto ad altri social. Quante volte decidiamo di non scrivere una determinata cosa su Facebook per paura di esporci e di essere giudicati? Quante volte scriviamo qualcosa solo per sentirci apprezzati? L’anonimato di Bspotted elimina questo sistema di giudizio/apprezzamento. Molti utenti pubblicano pensieri e domande che non avrebbero mai potuto condividere sui social network tradizionali. E poi, ovviamente, permette di fare nuove conoscenze eliminando l’imbarazzo di fermare la ragazza in corridoio per chiederle di prendere un caffè.

Un social per timidi?

Non solo, anzi, direi che va bene anche per chi è molto estroverso perché permette di conoscere tanta gente. E’ per chi vuole fare nuove amicizie: pensate a chi studia fuori sede e si è appena trasferito in una città che non è la sua e non conosce nessuno. L’obiettivo finale dell’interazione online è naturalmente l’incontro offline, però non è uno sbocco necessario: abbiamo notato che tante persone usano Bspotted anche semplicemente per esprimere pensieri che su altri social non scriverebbero mai.