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“Ecco perché i miei ‘Esami’ fanno così ridere da diventare web series”

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“Ecco perché i miei ‘Esami’ fanno così ridere da diventare web series”

La parola a Edoardo Ferrario, creatore di “Esami”, una delle web series più cliccate su internet. Che spiega perché, oggi, il web funziona di più della tv

La parola a Edoardo Ferrario, creatore di “Esami”, una delle web series più cliccate su internet. Che spiega perché, oggi, il web funziona di più della tv

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Come si fa a creare una serie tv che già dalla prima puntata (senza pubblicità) fa il pieno di visualizzazioni? Per prima cosa si sceglie un argomento che riguarda tantissime persone: gli esami universitari. Poi si porta la tv sul web, sfruttando tutta la potenza dei social. “La nostra web series non poteva che nascere su Youtube. Se avessi proposto “Esami” a un broadcaster non avrebbe avuto il successo che ha avuto sul web. Lo avrebbero messo il giovedì notte, per poi sparire nell’etere”. Edoardo Ferrario, 28 anni, si è inventato una web series sul mondo universitario perché “il materiale è tanto, e mentre frequentavo giurisprudenza mi è venuta voglia di raccogliere quei personaggi che vedevo tutti i giorni e farne una serie”. Il web ha fatto il resto. Lo abbiamo incontrato in una lezione aperta all’Istituto Europeo di Design a Roma, dove Ferrario ha raccontato come e perché è nata l’idea di “Esami” . Di seguito il video:

[youtube id=”xSZogF1XVgg” parameters=”https://www.youtube.com/watch?v=xSZogF1XVgg”]

La prima puntata viene girata quasi per gioco e viene messa online…

Ha avuto un successo enorme senza che l’avessimo nemmeno pubblicizzata. La prima puntata era su medicina: abbiamo avuto la fortuna che qualcuno la pubblicasse su un gruppo Facebook degli studenti di medicina del S. Andrea di Roma, e che il giorno dopo ci fosse un esame di gastroenterologia. Nella puntata c’è una ragazza che si dispera in sede d’esame: così tutti gli studenti su Facebook che il giorno dopo avevano l’esame si sono immedesimati, e hanno condiviso il video. Abbiamo avuto una cascata di visualizzazioni e ci siamo fatti conoscere.

Se lo aveste trasmesso in tv non avrebbe avuto lo stesso impatto?

Secondo me, no. Per un fatto molto semplice: sui social si innesca un meccanismo di immedesimazione molto forte, e funziona tantissimo la comicità osservazionale, cioè che guarda ai personaggi. Sui social vanno molto quei video o foto che tipizzano le persone, che stilano le liste, che raccontano per esempio i dieci tipici utenti di Facebook, i dieci tipici studenti universitari, ecc, ecc. Esami fa la parodia di personaggi ben definiti, nei quali è semplice riconoscere un amico e taggarlo. Il sistema dei tag rende il video virale.

Web e tv sono destinati a convergere?

Sicuramente sì. Il web ha cambiato e innovato la tv, e alla fine tutta la tv sarà destinata a spostarsi sul web. Noi siamo stati abbastanza avvantaggiati dal fatto che avevamo avuto degli “apripista” che ci hanno preceduto ed hanno abituato il pubblico alle web series, sto parlando dei The Pills. Ma qualche anno fa, in Italia, erano veramente in pochi quelli che aprivano il pc per guardare serie o anche semplicemente film in streaming. Le web series sono nate dal basso, ed hanno avuto un successo enorme, tanto che ora stanno finendo sui broadcaster e nei piani commerciali delle aziende che le usano per farsi pubblicità (le cosiddette “branded web series”).

@carlottabalena