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La sicurezza prima di tutto. Apple è perfettamente cosciente di quanto il destino della piattaforma Apple Pay (qui abbiamo spiegato come funziona) sia legato alla stabilità dell’ambiente in cui transiteranno i nostri soldi. Non a caso il neo-rivale Paypal ha già dato la sua stoccata con un annuncio pubblicitario che ricorda che “siamo quelli che tengono più alla sicurezza dei vostri soldi che a noi stessi”.

 

Apple, da parte sua, è ancora impegnata a scusarsi per la debacle di iCloud. Ieri Tim Cook ha affrontato l’argomento in una lettera aperta in cui definisce “sicurezza e privacy fondamentali per la progettazione di tutti i nostri hardware, software e servizi, tra cui iCloud e nuove soluzioni come Apple Pay”. Per il primo, la nuvola, è stata inserita la doppia autenticazione. E il secondo godrà dell’esclusività del sensore Nfc presente sui nuovi iPhone 6 e su Watch. Come accaduto per il riconoscimento dell’impronta digitale Touch ID, Apple ha deciso almeno inizialmente di non aprire agli sviluppatori di terze parti la tecnologia che consentirà di strisciare lo smartphone sul Pos per pagare. Non vedremo quindi almeno per un po’ applicazioni di altro tipo dialogare con i Melafonini, pagamenti di mezzi pubblici compresi, a meno che le società in questione non vengano chiamate in causa direttamente da Apple. Così è successo alle catene di alberghi le cui stanze si potranno aprire grazie all’Nfc.

Intanto con iOs 8, il sistema operativo mobile scaricabile gratuitamente da ieri, cominceremo a vedere i primi risultati dell’apertura di Touch ID e possiamo scansionare la carta di credito con Safari per memorizzare i dati da utilizzare per fare acquisti online in mobilità.