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Pensionarea, la startup che risolve il problema della pensione

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Pensionarea, la startup che risolve il problema della pensione

La startup fintech italiana Penionarea mette a disposizione un comparatore delle offerte per le pensioni complementari.

La startup fintech italiana Penionarea mette a disposizione un comparatore delle offerte per le pensioni complementari.

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Inutile raccontarsela, il vero problema in questo momento è il lavoro. Per chi ha la fortuna di averne uno anche la pensione può e deve diventare un aspetto cruciale di cui occuparsi. Il perché lo fotografa chiaramente Davide Lerda, fondatore della startup fintech Pensionarea, citando i dati dell’ente di vigilanza italiano: “Se contribuisci per 35 anni a una forma pensionistica complementare e paghi costi superiori dell’1% rispetto a un’altra a parità di condizioni otterrai un pensione complementare di circa il 16% più bassa”. Un rapporto, quello fra l’1% di quanto pagato il 16% quanto ricevuto in seconda battuta, che ha convinto il 33enne economista a dedicarsi idee, anima e corpo alla causa. Dopo due anni di lavoro, è nata nel 2012 Pensionarea.

Si tratta di una piattaforma pensata per aiutare gli utenti a muoversi fra le varie offerte di banche, assicurazione e fondi pensione di categoria. “Quasi Il 10% del Pil è contenuto in questi prodotti al momento ma è difficile capire di chi fidarsi”, spiega Lerda. Oltre a trovare un comparatore in grado di fornire lo stesso servizio di quelli per le assicurazioni per le automobili, ad esempio. In questo caso, prosegue Lerda, “si tratta di dati più facili da analizzare e riproporre perché spalmati su un numero inferiore di anni”. La partita delle pensioni complementari, che nel nostro paese integrano la previdenza pubblica dal 2005, è più delicata e anche più stimolante: “Dopo aver condiviso la mia idea con il ricercatore universitario Michele Belloni, oggi co-fondatore della startup, mi sono sono rivolto all’istituto di vigilanza delle forme previdenziali per accedere agli open data”. “Io”, sottolinea con convinzione, “credo molto nei dati aperti, sono l’unica fonte a cui gli utenti possono fare riferimento per confrontare i vari fondi pensione”. Una realtà come Pensionarea è il mezzo per permettere loro di farlo accedendo a documentazioni contrattuali e schede riassuntive.

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Davide Lerda, co-fondatore di Pensionarea

Al momento il portale è  in versione  Alpha. Il prossimo passo sarà una campagna di crowdfunding su Eppela per raccogliere 10mila euro e completare la creazione di “un’infrastruttura che faciliti l’interazione tra i professionisti del settore e i privati”. Un primo livello generale di accesso è gratuito, mentre i professionisti che vogliono sfruttare la piattaforma per trovare clienti o creare delle zone della stessa ad hoc in cui comunicare con la propria clientela sarà previsto un pagamento.

Dopo un periodo nell’incubatore della Provincia di Cuneo, Lerda non ha per ora intenzione di lasciare l’Italia – e Cuneo – anche se le sirene tentatrici della Silicon Valley si fanno sentire. L’asso tricolore nella manica potrebbe essere la legge del 2011 che impone all’Inps di fornire una proiezione della pensione pubblica dei cittadini. Dati al cospetto dei quali si comincia a fare due conti, compreso il ragionamento sul famoso 1%.