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Ecco perché i colossi americani rifiutano Apple Pay

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Ecco perché i colossi americani rifiutano Apple Pay

Negli Stati Uniti una serie di rivenditori aveva già preso accordi precedenti per usare Current C, sistema alternativo ad Apple Pay che è stato già hackerato.

Negli Stati Uniti una serie di rivenditori aveva già preso accordi precedenti per usare Current C, sistema alternativo ad Apple Pay che è stato già hackerato.

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I rivenditori lo avevano in qualche modo annunciato: Apple Pay avrà vita difficile per affermarsi come standard di pagamento via smartphone. O almeno queste sono le intenzioni di un folto gruppo di negozi americani che ha siglato un accordo per non accettare i pagamenti tramite Nfc con il melafonino (qui la nostra guida per usare l’Nfc in Italia).

Tra questi anche CVS e Rite Aid, due importanti catene farmaceutiche che, nonostante gli iniziali proclami di adesione al sistema Apple Pay, lo scorso weekend hanno fatto marcia indietro. Il motivo starebbe tutto in un accordo firmato per entrare a far parte del Mcx, il Merchant Customer Exchange, un consorzio tra rivenditori appunto. La condizione per farne parte, adesso svelata grazie a una clausola contrattuale, sarebbe proprio quella di non accettare alcun sistema di pagamento presso i propri punti vendita se non quello proprietario dello stesso consorzio Mcx. Il sistema in questione si basa sulla tecnologia del QR code al posto dell’Nfc ed è usufruibile tramite un’apposita app dal nome Current C. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’accettazione di qualsiasi altro sistema di pagamento comporta la cessazione della condizione di consorziato. Liberissimi dunque di aderire ad Apple Pay ma fuori da Mcx.

Un braccio di ferro di questo genere rischia di divenire un boomerang per i colossi a stelle e strisce. Alcuni consumatori fanatici di Apple hanno stanno già inneggiando online a un boicottaggio di tutti quei marchi che decideranno aderendo a Mcx di non accettare Apple Pay.

Senza considerare che la Mela ha già un vantaggio di tempo. La sua soluzione Nfc è già stata commercializzata il 20 di ottobre, l’uscita di Current C è stata annunciata per i primi mesi del 2015. Attualmente l’app è in fase pilota nel solo Stato del Minnesota. Una fase di test non senza problemi dato che,  come ha riportato la Cnbc, diversi account email dei partecipanti al pilota sarebbero stati violati durante le ultime 36 ore. Insomma una scommessa non da poco quella di Mcx contro il gigante di Cupertino, giustificata solo dal risparmio economico che i consorziati potrebbero avere dal mancato pagamento delle commissioni ai circuiti internazionali (Current C non prevede il pagamento tramite carta di credito ma solo tramite conto corrente). Alcuni analisti hanno infatti evidenziato come il nemico numero 1 non sia Apple ma i circuiti internazionali Visa e MasterCard e le loro commissioni. Non è infatti difficile prevedere che Current C, a prescindere dal successo  che avrà, sarà utilizzato come arma da sfoderare nella negoziazione con i circuiti internazionali per la riduzione delle proprio delle commissioni. Una intenzione non tanto celata, secondo quanto affermato da Lee Scott, precedente Ceo di Walmart: “Non so se Mcx avrà successo, e non mi interessa. L’importante è che Visa soffra”.