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Tutte le iniziative di Expo per la sharing economy 

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Tutte le iniziative di Expo per la sharing economy 

Le startup di sharing economy saranno protagoniste di Expo. Non c’è spazio, però, per Uber Pop.

Le startup di sharing economy saranno protagoniste di Expo. Non c’è spazio, però, per Uber Pop.

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L’economia della condivisione sarà una delle protagoniste di Expo 2015. A dimostrarlo, il fatto che nelle prossime settimane il comune di Milano pubblicherà un elenco qualificato delle piattaforme di sharing economy “che hanno mostrato di essere affidabili e quindi promuovibili agli occhi di visitatori e cittadini”. A dirlo è l’assessore comunale alle politiche per il lavoro, sviluppo economico, università e ricerca, Cristina Tajani, che intervistata da SmartMoney ha aggiunto che all’avviso lanciato dal comune meneghino hanno risposto una settantina di operatori e che nell’elenco ci saranno imprese di tutti i tipi, da aziende già affermate ad associazioni e startup, intese come giovani imprese costituite negli ultimi 18 mesi.

Il senso del percorso che è stato intrapreso – ha spiegato Cristina Tajani – è quello di “dare visibilità, spazio e sostegno, proprio durante i mesi di Expo, alle piattaforme di sharing che offrono un’offerta di servizi di vario tipo, complementare e non necessariamente alternativa, ad alcuni servizi tradizionali”.

Ancora non si può quantificare quante imprese saranno effettivamente coinvolte nel vortice Expo e quanto sarà il ritorno economico di questi progetti, ma il Comune stima che le piattaforme che offrono alloggi, ristorazione o turismo esperienziale (quindi guide, accompagnamento ai visitatori etc) “troveranno una domanda attenta da parte dei visitatori che arriveranno in città”, ha concluso l’assessore.

Non c’è spazio per Uber Pop

Per Uber Pop, invece, non c’è ancora spazio, almeno nel cuore del Comune di Milano. Alla domanda se il servizio venga considerato all’interno del mondo della sharing economy dall’amministrazione comunale, l’assessore Tajani ha infatti risposto: “lo consideriamo un caso particolare, non esattamente ascrivibile ad altre piattaforme di puro scambio o di scambio mediato dal denaro, ma un caso a sé” e il motivo sarebbe da ritrovarsi nelle sue “caratteristiche particolari” insieme al tema “sicurezza” che secondo Tajani lo renderebbe più delicato rispetto agli altri progetti di sharing economy.

Per tutti gli altri c’è SharExpo, questo il nome dell’iniziativa principe dedicata all’economia della condivisione in vista dell’Expo. Si tratta di una consultazione pubblica, lanciata lo scorso novembre per definire le linee di indirizzo sulla sharing economy che trasformino Milano “in una vera Sharing City”, partendo appunto da un elenco di imprese del settore considerate le più consigliabili per chi vivrà la città nei mesi dell’esposizione universale, e non solo.

Startup che si dedicano alla sharing economy si trovano anche fra quelle mappate da TavoliExpo.it, un progetto durato 5 anni, portando a una selezione di più di 800 idee di imprese di varie tipologie che si possono ritrovare in questo libro bianco. Giovani imprese che hanno avuto la possibilità di apporre il loro logo sul sito di Expo e di partecipare alla piattaforma di networking e comunicazione messa in moto per l’occasione.

Itinerari turistici e cibo

Qualche esempio legato dei progetti dei Tavoli Expo legati all’economia della condivisione può venire da Exporience che propone itinerari turistici nel Nord Italia basati sulla sharing economy “perché il viaggio deve essere una vera e propria esperienza di vita e non solo una visita tra monumenti e musei”. Incentrato sul cibo, tema principale dell’Expo, è invece Eataround applicazione mobile grazie alla quale persone che non si conoscono possono socializzare condividendo la stessa tavola e mangiando del buon cibo fatto in casa. Gli utenti si registrano dando origine a un proprio profilo e possono creare degli eventi a casa propria come host, o prendervi parte come guest. Gli eventi (colazione, pranzo, aperitivo, cena) vengono pubblicati completi di descrizione e prezzo. Molto utile anche Every Ride, l’app che aggrega nella stessa mappa tutti i servizi di carsharing, bikesharing e scootersharing della città desiderata, con funzionalità quali l’avviso all’arrivo nell’area di interesse di un nuovo veicolo, il calcolo di tempi e costi per raggiungere una destinazione (consentendo la comparazione delle alternative disponibili nelle vicinanze) e la richiesta di un taxi con un semplice click. Stesso settore coperto in maniera più specifica da Bike District,un’applicazione dedicata ai ciclisti milanesi, grazie alla quale si possono calcolare gli itinerari ciclabili di Milano, si possono avere in tempo reale indicazioni sul percorso: traffico, agibilità stradale, pavé, rotaie e semafori e la disponibilità di tutte le stazioni del bike sharing per scegliere quella libera più vicina.

Le altre occasioni di Expo per le startup

Sono tre le altre principali iniziative dedicate alle startup in occasione dell’Expo. #VivaioItalia, per esempio è il progetto del Padiglione Italia, coordinato da Italia Camp. Si tratta di uno spazio permanente nel Padiglione Italia che per 5 mesi ospiterà idee, proposte, soluzioni innovative e buone pratiche per tutto il Paese e che il Paese offrirà alla comunità internazionale.

Startup for Expo 2015 è invece un’iniziativa congiunta di Regione Lombardia e Camere di Commercio, un bando che ha messo sul piatto 1,5 milioni di euro per le migliori startup lombarde dei settori collegati al tema centrale di Expo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Le migliori 24 “Start up per Expo” potranno partecipare alle attività organizzate dal Padiglione Italia durante l’Expo.

Poi c’è Banca Intesa che ha scelto di presentare, anche tramite Startup Initiative, 400 imprese e startup all’interno del suo padiglione. Molte altre le iniziative che non sono state mappate perché autonome e programmate dai vari condomini dell’Expo, per esempio è previsto che il padiglione degli Stati Uniti faccia una selezione di startup agro-tech da presentare, e che anche il padiglione d’Israele e quello francese organizzino qualcosa del genere.