firma email wapp 3

«Gli svedesi stanno nascondendo i contanti nel microonde pur di non lasciarli in pasto alle banche». Così, scherzando ma non troppo, ha commentato Björn Eriksson l’ex capo della polizia svedese e oggi a capo della Säkerhetsbranschen, un’associazione di categoria per le aziende di installazione di allarmi e tecnologia di sicurezza. Questo perché in Svezia si stanno intersecando due trend che rischiano di creare uno scenario che sta spaventa gli svedesi: un tasso di interesse negativo in una società senza contante.

pcworld001

Svedesi primi in Europa per pagamenti elettronici

Sveriges Riksbank, la banca centrale svedese, ha infatti annunciato settimana scorsa un tasso d’interesse del -0,35%, un valore più o meno stabile da luglio. Parallelamente le banche e le startup fintech hanno messo in campo una serie di azioni per far diventare davvero la Svezia il primo paese d’Europa per volume di pagamenti elettronici, senza contante. L’azione in tal senso è insieme da parte delle banche e del governo che con leggi e regolamenti cerca di indirizzare il più possibile i pagamenti cashless. Credit Suisse in un comunicato ufficiale si è espressa affermando che «se in Svezia ti ritrovi a pagare in contante, vuol dire che qualcosa è andato storto». Ed è praticamente impossibile in tutto il Paese trovare luoghi in cui non è possibile pagare con le carte o con un sistema elettronico alternativo.

Nel grafico che segue è sintetizzato come la Svezia stia prendendo seriamente la lotta al contante.

svezia-contanti

Ma questo vuol dire che se le banche ribaltano sui clienti il charge di un tasso di interesse negativo, in una società che non utilizza i contanti, l’unica cosa “conveniente” diventa spenderli. Ma nonostante questo sia ciò che il governo più desidera per incentivare la ripresa economica, secondo analisti e sociologi è proprio quello che potrebbe non verificarsi nel breve periodo. Soprattutto se il costo di questo interesse negativo verrà ribaltato dalle banche sui clienti finali, cosa che non tarderà a verificarsi. Ad esempio la Svizzera opera con un tasso d’interesse negativo a livello di policy centrale che costa alle banche un miliardo l’anno.

Dov’è la fregatura

Ma quanto tempo passerà prima che le banche alzino i costi per i clienti per contenere i costi? In Svezia non molto, dicono. Se da un lato ciò indurrebbe le persone a non lasciare i soldi in banca a lungo, dall’altro la lotta al contante le induce a non ritirarli. Da qui la confusione e l’indecisione di molti svedesi che, nel dubbio, a momento «stanno nascondendo i soldi dentro il microonde», un’alternativa al modo italiano di tenerli sotto il materasso. Anche se presto delle due strade la maggior parte dei cittadini a livello di sistema Paese, sarà costretta a prenderne una: accettare tassi d’interesse negativi (in termine di costi più alti da parte delle banche) o spendere i propri soldi per “salvarli” da questi stessi tassi d’interesse.

Emanuela Perinetti
@manuperinetti