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Clima pazzo e inverno caldo, nei mercati c’è già chi vende fave

Green Economy
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Clima pazzo e inverno caldo, nei mercati c’è già chi vende fave

L’inverno più caldo di sempre (1,7 gradi in più) ha sconvolto i tempi delle coltivazioni. Già si trovano fave in Campania, zucchine in Emilia, fragole a Milano

L’inverno più caldo di sempre (1,7 gradi in più) ha sconvolto i tempi delle coltivazioni. Già si trovano fave in Campania, zucchine in Emilia, fragole a Milano

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Il terzo inverno più caldo, con una temperatura superiore di addirittura 1,76 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento, sta portando sui banchi dei mercati addirittura le fave. E’ l’effetto di un clima pazzo e di un inverno che si è classificato come il più caldo di sempre sul pianeta a livello climatologico. Un calo del 22% delle precipitazioni ha sconvolto le coltivazioni con l’eccezionale arrivo di produzione fuori stagione.

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Fave in campania, fragole a Milano

Il risultato è una varietà di offerta di verdure Made in Italy a prezzi bassi per effetto dell’accavallamento nella maturazione delle diverse varietà di ortaggi. E’ così che sui banchi dei mercati veneti si vendono gli asparagi bianchi e verdi in anticipo di quasi un mese, in quelli siciliani sono già presenti le nespole, nel Lazio e nella Campania sono arrivate le prime fave, che di solito arrivano a fine aprile. I carciofi romaneschi sono presenti già da febbraio. Nei farmers market di Milano, via Ripamonti in particolare, si trovano insalate cicorino, erbette, lollo, multifoglia, coste, fragole, tutto in anticipo di due settimane rispetto al solito. In Emilia Romagna sono in dirittura d’arrivo le zucchine, così come in Toscana. Un mese di anticipo nel Piemonte anche per spinaci e tarassaco.

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Clima, resta il rischio gelate per la frutta

Ma non solo: il paradosso è che alcuni ortaggi invernali come cicoria, radicchio, insalata scarola che tradizionalmente erano presenti sui banchi fino a metà aprile iniziano già a scarseggiare. A preoccupare gli agricoltoriresta il rischio di gelate tardive, oltre che di grandinate causate dagli sbalzi termici. Un pericolo concreto soprattutto per le piante da frutto, dai mandorli agli albicocchi fino ad alcune varietà di pesche, che si sono risvegliate in forte anticipo rispetto all’arrivo della primavera e sono, in molti casi, fiorite o addirittura con i primi frutti.