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Startup e food delivery a Tag: “Così riusciamo a rendere fisica anche un’app”

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Startup e food delivery a Tag: “Così riusciamo a rendere fisica anche un’app”

A Talent Garden incontro con La Comanda e Fanceat. Dal bottone “fisico” per ordinare la pizza al rapporto in esclusiva con i ristoranti top, così cambia lo scenario. La difficoltà comune delle startup? La fatica a reperire fondi

A Talent Garden incontro con La Comanda e Fanceat. Dal bottone “fisico” per ordinare la pizza al rapporto in esclusiva con i ristoranti top, così cambia lo scenario. La difficoltà comune delle startup? La fatica a reperire fondi

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“L’innovazione è figlia della pigrizia!”, esclama Carlo Brianza, e forse ha ragione. Almeno per quanto riguarda il suo campo d’azione, ovvero il food delivery, oggetto di discussione nell’appuntamento di Food Discovery presso il Talent Garden di zona Rovereto, a Milano, con due startup emergenti: La Comanda e Fanceat.

A Tag La comanda e Fanceat

A Tag La comanda e Fanceat

Food delivery e Internet of Things

Sono sempre più complesse le strade prese dalla consegna del cibo a domicilio. E l’ultima è quella dell’internet of things. Il prodotto di La Comanda, la startup fondata da Brianza, si chiama Click’n’pizza: un grosso pulsante per ordinare la pizza, dotato di wifi, da attaccare al frigorifero. “Abbiamo fisicizzato un’app”, spiega Brianza. Per fidelizzare i clienti, il pulsante di Click’n’pizza va a posizionarsi tra gli oggetti di tutti i giorni: “Conta vedere il messaggio giusto al momento giusto”. Così, lo sportello del frigo potrebbe diventare un nuovo schermo e riempirsi di bottoni, proprio come un desktop pieno di applicazioni. Resta importante la facilità d’uso, per agganciare clienti che si presuppone essere, in larga misura, abitudinari; per i più curiosi, l’arma su cui puntare sono gli sconti. “Sono i clienti a fare il grosso del nostro lavoro. E per altre aziende siamo partner potenziali, non concorrenti”. Ad esempio? “Delivery Hero potrebbe essere un partner interessante. Hanno i soldi di Rocket Internet e potrebbero fare acquisizioni”. Delivery Hero consegna 15 milioni di piatti al mese, ma del resto Brianza non guarda all’Italia ma all’America – e all’americano medio, consumatore seriale di pizza, pigro ma amante della tecnologia, con un’età tra i 25 e i 55 anni.

Un altro momento dell'incontro

Un altro momento dell’incontro

A casa arriva il piatto gourmet

Sull’altra sponda dell’oceano e delle consegne, Fanceat propone, per dirla con il fondatore Tommaso Cremonini, “un modello a metà tra Hello Fresh e Deliveroo”. Un servizio di consegne che lavora con ristoranti di qualità, per far cucinare agli utenti a casa piatti gourmet. Il ristorante prepara le porzioni e gli ingredienti, mentre al cliente è riservato il divertimento in cucina. Però il focus non è tanto su di lui, quanto sui ristoranti con cui collaborare. “sono loro l’elemento distintivo”, spiega Cremonini. “I grandi ristoranti non vogliono lavorare con le consegne, il modello classico di prossimità non è percepito come un servizio di qualità. Ma noi offriamo esclusività. E per loro diventiamo un nuovo canale di vendita e comunicazione”. Vedere un certo chef sulla piattaforma di Fanceat può trascinare colleghi e appassionati. “Inoltre, possiamo essere un modo per usare appieno le risorse umane nelle cucine, in momenti in cui potrebbero essere meno operativi”. Mentre a casa, il cliente è ben contento – secondo le stesse rilevazioni di Fanceat – di poter evitare le tappe della preparazione per cui non avrebbero tempo o attrezzature. E una volta al mese, tramite app e sito, torna a fare spesa nel suo ristorante preferito. “Abbiamo notato delle differenze d’uso tra uomo e donna”, racconta Cremonini. “Gli uomini ordinano soprattutto nei giorni feriali, attratti dalla facilità di preparazione. Le donne organizzano spesso cene tra amiche, puntano sul lavoro in cucina come elemento divertente per una serata in compagnia”.

Le difficoltà per le startup? Reperire fondi

Divise nell’approccio ai clienti, ai partner e nel modello di business, La Comanda e Fanceat danno la stessa risposta sulla maggiore difficoltà per l’impresa: reperire i soldi. Un problema anche di velocità. Agli imprenditori conviene avere uno sguardo globale, non solo nel food: per dirla con Ivan Farneti (moderatore con Stefano Molino di Innogest), “in Italia ci si mette il doppio del tempo a tirare su la metà dei soldi”.