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The Pilgrim Cookbook, ricettario on the road tra storie e cibo (Milano-Singapore)

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The Pilgrim Cookbook, ricettario on the road tra storie e cibo (Milano-Singapore)

Due ragazzi (un cuoco vagabondo e un filmaker), 8000 euro in tasca e un viaggio. Nasce così Pilgrim Cookbook, ricettario on the road che racconta il cibo attraverso storie di persone incontrate da Milano a Singapore

Due ragazzi (un cuoco vagabondo e un filmaker), 8000 euro in tasca e un viaggio. Nasce così Pilgrim Cookbook, ricettario on the road che racconta il cibo attraverso storie di persone incontrate da Milano a Singapore

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“Il cibo è solo una cornice per mettere insieme delle persone e delle storie”: questo è il risultato del lungo viaggio intrapreso da Guglielmo Sartor, 26 anni, cuoco vagabondo, e James Cameron Starr, filmaker 25enne. Con 8.000 euro in tasca (i risparmi di entrambi), due zaini da 30 chili l’uno, sono partiti 7 mesi fa da Milano con l’idea di arrivare a Singapore. L’obiettivo: fuggire dall’Occidente, dai cibi trapiantati in posti che non gli appartengono, dove creano energia negativa, per scoprire un nuovo senso del food, un significato che solo le storie e il territorio, connessi con padelle e tegami, possono dare. Al termine di questo viaggio verrà pubblicato Pilgrim Cookbook, un ricettario in cui verranno raccolte ricette e storie “cucinate” on the road. Uniche due regole: mai prendere l’aereo e, solo per Guglielmo, mai tagliarsi la barba.

 

James Cameron Starr e Guglielmo Sartor a Taipei - The Pilgrim Cookbook GHaus

GHaus, trasformare il mondo in storia

Guglielmo e Cameron rispondono alle mie domande dalla Cambogia. “Ci troviamo in un hotel che ci ha messo a disposizione una connessione stabile per poter raccontare la nostra avventura”. Insieme a loro c’è anche Davide Agnolazza e Niccolò Castelli, tecnici della piattaforma GHaus. Sì, perché il progetto di Guglielmo e Cameron non si muove solo grazie ai loro piedi, padelle e videocamera. Il sito mette a disposizione una mappa interattiva in cui questi ragazzi segnano le loro tappe e pubblicano contenuti, foto e video che girano di settimana in settimana. Ma il bello è che può farlo chiunque. “Il nostro scopo e raccontare una storia attraverso un percorso reale, che serva a ricordare alle persone che al di fuori degli smartphone, dei social, di Facebook, c’è un mondo vero, in cui dobbiamo tornare a vivere e a interagire”, spiega Cameron. L’idea di GHaus è nata diversi anni fa, ma è stata messa online solo a marzo 2015. Al momento è in fase di testing anche un’app che permetterà agli utenti di utilizzare i propri device per raccontare storie di viaggio mentre sono in strada. “Una signora ha iniziato a raccontare il suo viaggio da Modena a Lampedusa in bici. C’è un ragazzo che sta girando un documentario sulla felicità e che tiene nota delle sue tappe sulla nostra piattaforma”, spiega Agnolazza.

Fuga dall’Occidente

Guglielmo e Cameron mettono insieme l’idea a Parigi e decidono di partire armati di pochi soldi e le proprie capacità, per andare alla ricerca di storie da mettere in tavola, insieme al proprio cibo. Lo scopo è quello di creare un ricettario fatto di avventure e creatività. “Scegliamo le ricette in modo casuale”, spiega Guglielmo. “Dipende da chi abbiamo davanti, dagli ingredienti e dal luogo in cui ci troviamo. La ricetta è solo un riflesso della persona, della sua storia e dell’ambiente in cui vive”. E di storie straordinarie Guglielmo e Cameron ne hanno incontrate tante: alcune rimangono sullo sfondo, altre emergono. Durante la 40esima  tappa del viaggio, i due arrivano ad Hanoi. “Siamo fuggiti subito. Era pieno di turisti, di ragazzi in cerca di divertimento: insomma, eravamo di nuovo in Occidente”, racconta Cameron. Si sono spostati a Paradise Island, “un vero paradiso, ma con una spiaggia piena di immondizia“. Così Guglielmo e Cameron decidono di ripulirla e qui fanno un incontro che svela loro cosa diventerà il loro viaggio. “Abbiamo incontrato un ragazzo dell’isola, molto povero, che si è offerto di aiutarci non solo difendendoci dalle autorità che volevano cacciarci (l’accesso dei turisti all’isola è vietato, ndr.), ma anche condividendo con noi il suo poco cibo – il nostro era quasi finito – e fornendoci gli strumenti per ripulire la spiaggia. Ci ha aiutati e noi abbiamo cucinato per lui”.

The Pilgrim Cookbook GHaus Panzerotti

Il cibo “trapiantato” crea energia negativa

“Il cibo è meraviglioso quando è nel paese di origine”, spiega Guglielmo. “Il cibo italiano è fantastico in Italia, ma quando viene esportato genera energia negativa. Intendiamoci, non ho niente con il fusion, è il branding il problema, quello che viene importato in un posto a cui non appartiene”. Un po’ come mettere Starbucks o McDonald’s a Cuba, tappa a cui aspirano i due avventurieri. In attesa che l’app prenda il volo, Guglielmo e Cameron hanno una nuova sfida da affrontare: tornare in Italia. “Arriveremo a Singapore prima del previsto, ma abbiamo bisogno di fondi per tornare a casa sani e salvi”, spiega il videomaker americano. Così si fermeranno tre settimane Singapore dove lanceranno una campagna di crowdfunding su Indiegogo. Nel futuro c’è quindi sia il ritorno a casa sia la pubblicazione del Pilgrim Cookbook, in cui si fonderanno ricette e storie delle persone incontrate in viaggio. “Inoltre, una volta in Italia, vogliamo portare in giro per l’Europa il nostro modo di cucinare. Lo faremo a bordo di un food truck, che è sì una moda ma anche un ottimo mezzo per veicolare un concetto nuovo di ristorazione. Vogliamo creare dei tavoli in cui la gente torni a parlare. Il cibo è solo un pretesto: quando le persone si incontrano e parlano, vengono sempre fuori buone idee”.