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Questo bicchiere da cocktail si mangia. E pare sia anche molto buono

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Questo bicchiere da cocktail si mangia. E pare sia anche molto buono

Due designer hanno aperto una campagna su Kickstarter per Loliware, il bicchiere commestibile ai gusti di thè verde, crostata di ciliegie o vaniglia

Due designer hanno aperto una campagna su Kickstarter per Loliware, il bicchiere commestibile ai gusti di thè verde, crostata di ciliegie o vaniglia

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Immagina di essere a un party, di aver bevuto il tuo cocktail preferito e non sai dove gettare il bicchiere monouso. Una startup prova a renderti la vita più semplice con Loliware, un bicchiere così buono che puoi mangiarlo. Obiettivi: divertire e fare bene all’ambiente.

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Come una buccia di banana

Loliware è fatto di una base creata da una gelatina (agar) che si ricava dalle alghe marine a cui si aggiungono diversi gusti che puoi scegliere abbinabili ai drink (agrumi, tè verde, crostata di ciliegie, vaniglia). Tutto con prodotti naturali (no OGM) e senza glutine. Lo hanno pensato due ragazze, Leigh Ann Tucker e Chelsea Briganti, che si sono conosciute alla Parson The New School for Design di New York. «È fatto come una buccia di banana. Anche se non viene mangiato e buttato nella spazzatura, si degrada facilmente e può potenzialmente diventare mangime per gli animali» ha spiegato Tucker a FastCompany.

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Le founder di Loliware

La prima produzione con i soldi del crowdfunding

Dopo aver ideato il prodotto per una competizione sul food, le due ragazze hanno lanciato nel 2011 una campagna su Kickstarter, 11mila dollari per far partire una prima produzione. Ma è con la partecipazione allo show televisivo Shark Thank che hanno pensato di farne un vero business. La trasmissione ha portato due buone notizie. La prima l’investimento di due imprenditori americani, Mark Cuban and Barbara Corcoran, che hanno finanziato la startup con 600mila dollari, per il 25% delle quote. E poi un primo ordine di 6mila pezzi a un’azienda di catering, i più grandi clienti a cui punta l’azienda insieme ai bar.

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In arrivo anche il bicchiere di vitamine

Le imprenditrici raccontano a FastCompany che sono serviti anni per sciogliere i dubbi sul design, inizialmente somigliante a uno stampo di gelatina: «Bisognava trovare la giusta sintesi tra qualcosa che poteva fungere da bicchiere, che il cliente poteva tenere agevolmente in mano e berci, e un oggetto che poteva anche divertire» spiegano. I problemi di igiene di molti prodotti simili, li hanno risolti con un foglio di carta, anche esso biodegradabile che avvolge il bicchiere e lo rende riutilizzabile durante la stessa serata. La startup lavora ad altri prodotti, tra cui un bicchiere fatto di vitamine estratte della piante.