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Il primo incidente mortale con una Tesla Model S (dopo 210 milioni di chilometri)

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Il primo incidente mortale con una Tesla Model S (dopo 210 milioni di chilometri)

Primo incidente mortale a bordo di una Tesla Model S: a perdere la vita è stato Joshua Brown, 40 anni, ex marine, definito da Elon Musk “un amico di Tesla”. Un incidente avvenuto due mesi fa e su cui ancora si indaga.

Primo incidente mortale a bordo di una Tesla Model S: a perdere la vita è stato Joshua Brown, 40 anni, ex marine, definito da Elon Musk “un amico di Tesla”. Un incidente avvenuto due mesi fa e su cui ancora si indaga.

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Joshua Brown, 40 anni, ex marine, è morto mentre si trovava nella sua Tesla Model S. Si tratta del primo incidente mortale in più di 130 milioni di miglia (210 milioni di chilometri) fatti dalle auto senza pilota costruite dall’azienda di Elon Musk. Un numero assai basso, pur essendo una notizia di grande rilevanza. Lo riporta, tra gli altri, The Verge.

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Le dinamiche dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente sarebbe avvenuto in Florida due mesi fa. L’uomo aveva inserito il pilota automatico e si è scontrato con un camion non rilevato dal sistema. Frank Baressi, il guidatore dell’altro veicolo sosterrebbe che Brown fosse distratto dalla visione di un film di Harry Potter, condizione smentita dall’azienda: secondo Tesla infatti sarebbe impossibile guardare dei film sul suo touchscreen. Ciò non esclude che Brown stesse guardando il film su un altro dispositivo.

Tuttavia l’episodio non è menzionato nel report della polizia e le autorità stanno ancora investigando.

Secondo Tesla il sistema dell’autopilota non sarebbe stato in grado di intercettare il camion a causa del suo colore. Il telaio infatti aveva un colore troppo simile al cielo, molto luminoso in quella giornata. L’azienda ha reso noto che, quando il conducente attiva il pilota automatico, questo svolge un ruolo di assistenza alla guida e richiede al guidatore di tenere comunque le mani sul volante in ogni momento, per “mantenere il controllo e la responsabilità del veicolo durante l’utilizzo”. Se non fosse verificata questa condizione, il sistema attiva una serie di segnali acustici e visivi, oltre a rallentare l’andatura, finché il guidatore non riprende i comandi dell’auto.

“Il pilota automatico può essere usato per tutto il viaggio, ma non è perfetto e quindi richiede sempre al conducente di rimanere all’erta”, spiega Tesla.

Non era il primo incidente per Brown

Brown aveva avuto un incidente simile lo scorso 5 aprile, di cui aveva postato un video online in cui è visibile la ripresa del controllo da parte del guidatore per evitare un camion piazzatosi di fronte al suo veicolo. “Era un amico di Tesla… Una persona che ha dedicato la sua vita all’innovazione e alle promesse della tecnologia, che credeva fermamente nella missione di Tesla”, scrive in una nota l’azienda di Musk, che ha colto l’occasione per porgere le sue condoglianze alla famiglia.

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Una fatalità che non cambia il futuro

Tesla difende il suo veicolo intelligente: il sistema potrebbe ridurre del 50% la probabilità di avere un incidente d’auto. Studi più approfonditi però mettono l’accento su alcuni difficili dilemmi morali. Per questo gli esperti sostengono la necessità di includere nell’algoritmo meccanismi che permettano al software di prendere decisioni, basandosi anche sull’etica, per risolvere problemi come: in caso di incidente è meglio salvaguardare il guidatore, il passeggero o il passante?

Stefania Leo