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Dipinti falsi nei musei inglesi: l’esperimento per coinvolgere i visitatori

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Dipinti falsi nei musei inglesi: l’esperimento per coinvolgere i visitatori

Dal 2 luglio al primo agosto in sei musei del Regno Unito sette copie sostituiranno altrettanti capolavori originali. L’obiettivo è stimolare l’attenzione dei visitatori che dovranno analizzare i dettagli delle tele per vincere la sfida. Il programma tv Fake! The Great Masterpiece Challenge seguirà la caccia

Dal 2 luglio al primo agosto in sei musei del Regno Unito sette copie sostituiranno altrettanti capolavori originali. L’obiettivo è stimolare l’attenzione dei visitatori che dovranno analizzare i dettagli delle tele per vincere la sfida. Il programma tv Fake! The Great Masterpiece Challenge seguirà la caccia

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Nella storia dell’arte c’è stato spazio anche per molti falsi. Opere riprodotte per poter assomigliare alle creazioni degli artisti più famosi. Ma al di là degli imbrogli, c’è un altro problema che affligge da sempre chi ama davvero l’arte: la disattenzione degli osservatori, spesso non in grado di distinguere gli esemplari originali dalle scarse imitazioni. Uno show televisivo britannico, Fake! The Great Masterpiece Challenge ha cercato di sfruttare questi due elementi per lanciare una sfida. Dal 2 luglio al primo agosto 2016, il programma di Sky Arts si divertirà a inserire sette dipinti falsi in giro per gallerie d’arte e musei del Regno Unito per mettere alla prova l’occhio degli osservatori e premiare quelli più attenti.

Il presentatore Giles Cohen nella foto promozionale del programma. Foto Doug Peterd/PA-Sky Arts

Curiosità e attenzione ai dettagli

Phil Edgar-Jones di Sky Arts si dice convinto che non serva essere un esperto per avere l’opportunità di vincere: «Tutto ciò di cui hai bisogno è la curiosità e l’attenzione per i dettagli». In questo modo si potrà togliere anche un po’ di polvere accademica dai dibattiti che riguardano l’arte e inserire un’occasione di divertimento nella visita a una galleria. Senza mettere completamente da parte il fine educativo del programma che vuole anche aiutare i britannici a sviluppare le loro capacità critiche.

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Foto Sky Arts

Sette dipinti falsi al posto degli originali

Sei i musei che hanno deciso di partecipare: la Scottish National Portrait Gallery di Edinburgo, il National Museum di Cardiff, la Guildhall Art Gallery di Londra, la Manchester Art Gallery, la Lady Lever Art Gallery di Port Sunlight, Wirral, e la Walker Art Gallery di Liverpool. Tra i quadri esposti in queste gallerie ce ne saranno sette non autentici che andranno a sostituire temporaneamente gli originali nel tentativo di ingannare i visitatori. Per la curatrice del Nation Museum di Cardiff, Beth McIntyre questo programma televisivo aiuterà ad avvicinarsi e a guardare le opere con più attenzione, arrivando ad analizzare le pennellate, la tecnica e il colore dei dipinti. E c’è anche chi come Michael Gormley della Scottish National Gallery vuole usare questa esperienza in tv per valorizzare una serie di ritratti storici e portare nuovi visitarori nel suo museo: «È un modo semplice ma intelligente di coinvolgere le persone. Certamente, sei portato a guardare i dipinti con più attenzione quando sai che uno di loro non è quello che sembra», ha detto a Quarz Michael Gormley. Ogni episodio del programma si concentrerà su un particolare periodo dell’arte britannica e ne analizzerà caratteristiche e tendenze. I telespettatori, però, dovranno aspettare il prossimo anno per seguire in tv la caccia ai falsi presentata dal giornalista Giles Coren e dalla storica dell’arte Rose Balston.

Osservare piano per osservare meglio

L’esperimento di Fake! The Great Masterpiece Challenge rientra nel filone della cosiddetta slow art, un modo per invitare i visitatori dei musei a dedicare più tempo all’osservazione di un’opera e magari di preoccuparsi di meno di fotografare ogni centimetro di tela esposta. Fino al primo di agosto coloro che entreranno nei sei musei britannici andranno a caccia dei falsi e potranno riportare quelli individuati. Avranno così la possibilità di partecipare alla finale all’Ashmolean Museum di Oxford. Il premio, neanche a dirlo, sarà una copia di un capolavoro britannico del valore di 5mila sterline.