desc

Amazon entra nella gara per l’edu-tech e lancia Inspire, la piattaforma con i materiali per i prof

Scuola
EDUCATION
Edit article
Set prefered

Amazon entra nella gara per l’edu-tech e lancia Inspire, la piattaforma con i materiali per i prof

Il colosso dell’e-commerce ha appena lanciato una piattaforma che offre gratuitamente contenuti e materiali per insegnanti. L’ultimo passo di una strategia che punta a una forte espansione nel settore della scuola

Il colosso dell’e-commerce ha appena lanciato una piattaforma che offre gratuitamente contenuti e materiali per insegnanti. L’ultimo passo di una strategia che punta a una forte espansione nel settore della scuola

Scuola

Amazon è ufficialmente entrato nella gara, avviata da Google e Apple, per conquistare fette di pubblico nel settore education. Il colosso dell’ecommerce, infatti, ha lanciato Amazon Inspire, una piattaforma gratuita dove gli insegnanti possono trovare materiali educativi per strutturare lezioni dalla scuola dell’infanzia alle scuole superiori. La nuova piattaforma è una risorsa di “open education” (OER, open education resource), ovvero di istruzione aperta e accessibile a tutti. Inspire è stato lanciato in beta negli Usa ed è l’ultimo passo di Amazon nel mondo della scuola.

amazon

Contenuti caricati da prof e musei

La piattaforma è pensata e strutturata per “assomigliare” alla classica interfaccia di Amazon, ma senza le funzioni di vendita: Inspire, infatti, permette agli utenti di ricercare i materiali a seconda della rilevanza, dei feedback di altri utenti, della popolarità o del target di studenti. Sulla piattaforma si possono trovare sia risorse inviate da insegnanti ed educatori – caricate per mezzo di un sistema che ricorda molto lo strumento di self-publishing di Amazon – sia contenuti messi a disposizione da altri enti come librerie e musei. I primi materiali che sono stati caricati su Inspire, infatti, provengono dalla Folger Shakespeare Library che ha messo online 100 drammi con  i relativi moduli per strutturare le lezioni, e il Newseum di Washington. Questi contributi da “parti terze” sono stati previsti nell’ipotesi che gli insegnanti fossero lenti nel caricare sulla piattaforma i materiali propri, anche se secondo Rohit Agarwal, il general manager di Amazon per il settore scuola, ha dichiarato che finora la risposta dei prof è stata ottima: “Gli insegnanti sono stati molto felici di prender parte all’iniziativa – ha detto a TechCrunch – ci sono interi distretti che stanno contribuendo a riempire Inspire con i loro contributi”. L’idea di creare Inspire, ha spiegato Agarwal, è nata dal fatto che gli insegnanti delle scuole spesso creano contenuti interessanti per le lezioni, ma poi il processo di “sharing”, di scambio, con altri istituti è piuttosto frammentato, lasciato a numerosi siti e blog.

Secondo Amazon, gli insegnanti impiegano circa 12 ore alla settimana nella ricerca di materiali per le lezioni.

Quello che Amazon vorrebbe – ancora una volta – è riportare tutti i contenuti e le condivisioni dei prof su un’unica piattaforma, per “permettere di risparmiare tempo ed avere accesso ai contenuti dei 3 milioni e passa di insegnanti che ci sono” ha detto Agarwal.

La strategia di Amazon sulla scuola

La strategia di Amazon per espandersi nel settore edu è già cominciata nel 2013 con l’acquisizione di TenMarks, una startup per imparare la matematica online. Nel 2015, inoltre, Amazon ha preso parte della Open Education initiative del governo. Amazon non avrà profitti diretti dalla piattaforma Inspire, che non richiede alcuna tassa di iscrizione e alcun costo per accedere ai materiali. Ma senza dubbio avrà dei ritorni indiretti. Sicuramente sulla piattaforma si supporteranno molti prodotti chiave per il business dell’azienda di Jeff Bezos, come ad esempio e-reader, tablet e varie app edu.

Se da una parte gli insegnanti avranno accesso a molti contenuti gratuiti, dall’altra alcuni hanno sollevato dei dubbi sugli interessi “nascosti” che  un’azienda come Amazon potrebbe avere nel controllare una piattaforma come Inspire.

L’entrata di Amazon in questo mercato potrebbe aprire vari scenari: come ha detto al New York Times Tory Patterson, co-founder di Owl Venture, un fondo di venture capital che investe in startup edu-tech, i prossimi passi di Amazon potrebbero essere non solo offrire contenuti a pagamento, ma anche vendere software per università e istituti: “Amazon si sta posizionando chiaramente nel settore della tecnologia al servizio delle scuole pubbliche”. Lo scorso anno, riporta il NYT, le scuole elementari e medie statunitensi hanno speso quasi 5 miliardi di dollari in tablet, laptop e computer. Tuttavia, secondo molti analisti, il mercato dei contenuti educativi digitali, quello in cui sta entrando Amazon, è in forte espansione e potrebbe addirittura superare quello dei device per la scuola.

Amazon non ha lasciato al caso le tempistiche: ha lanciato la sua piattaforma in tempo per l’ISTE, la conferenza annuale della International Society for Technology in Education, che si è svolta dal 26 al 29 giugno 2016 a Denver e che ha raccolto oltre 16 mila insegnanti. 

@carlottabalena