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A Berlino c’è una scuola dove non si danno voti e gli studenti scelgono cosa studiare

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A Berlino c’è una scuola dove non si danno voti e gli studenti scelgono cosa studiare

Gli allievi che escono dalla Evangelical School Berlin Centre sono tra le eccellenze della Germania da 9 anni a questa parte. I metodi innovativi puntano a prepare i ragazzi ad affrontare le sfide della vita e a crearsi una propria personalità

Gli allievi che escono dalla Evangelical School Berlin Centre sono tra le eccellenze della Germania da 9 anni a questa parte. I metodi innovativi puntano a prepare i ragazzi ad affrontare le sfide della vita e a crearsi una propria personalità

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Niente voti, né programmi predefiniti, studenti che scelgono autonomamente quali materie studiare e quando fare gli esami, corsi chiamati astrattamente “sfide” o “responsabilità”. A Berlino c’è una scuola che sta rivoluzionando il metodo di insegnamento tradizionale, dando spazio alle preferenze dei ragazzi e cercando di fargli trovare le motivazioni in loro stessi, senza forzature dall’esterno. L’Evangelical School Berlin Centre fissa solo alcune materie obbligatorie: matematica, tedesco, inglese, scienze sociali. Il resto è legato allo stimolo della curiosità dei ragazzi, che sono spinti a fare nuove esperienze. Per il corso “sfide”, ad esempio, vengono dati 150 euro a ciascuno studente, con i quali organizzare un’avventura a propria scelta. Fare kayak, lavorare in una fattoria, fare un viaggio: tutto va bene, purché i ragazzi imparino a gestire i propri soldi e il proprio tempo.

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«L’obiettivo di una scuola come la nostra – spiega Margret Rasfeld, preside dell’istituto – è quello di preparare i giovani ad affrontare le sfide della vita e i cambiamenti che queste comportano. Nel ventunesimo secolo il lavoro principale delle scuole dovrebbe essere la formazione della personalità dei propri allievi». Obbligarli a stare ad ascoltare un insegnante per 45 minuti e poi punirli per non aver capito, continua Rasfeld, non è soltanto inutile. E’ controproducente: «Niente è in grado di motivare i ragazzi come lo scoprire il significato di quello che stanno studiando e le applicazioni che può avere nella vita reale».

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Esperimenti di questo tipo non sono nuovi in Germania, dove il sistema scolastico nazionale, che lascia ampia libertà di organizzazione alle singole regioni, ha permesso la nascita di istituti in cui vengono applicate tecniche di insegnamento alternative. Ma l’Evangelical School Berlin Centre, a differenza di altre realtà incentrate sulla totale mancanza di regole, mette dei paletti ben precisi a chi la frequenta. Chi si distrae e perde tempo durante le lezioni deve andare a scuola anche il sabato, dove dovrà passare del tempo con altri ragazzi che si sono comportati allo stesso modo. Il vero segreto del successo di questo istituto, tuttavia, è dovuto ad un motivo ben preciso: il successo di chi lo frequenta.

Gli allievi si collocano nella fascia più alta di risultati di tutta la Germania ormai da 9 anni, da quando cioè la scuola venne inaugurata con soltanto 16 studenti.

Oggi sono più di 500 e le liste di attesa sono lunghissime. I costi, per quanto maggiori rispetto agli istituti pubblici, non sono proibitivi. Si va da 720 a 6,636 euro l’anno, con la possibilità di accedere a diverse borse di studio.

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C’è chi ha cercato di mettere in ombra questo successo, sostenendo che non potrebbe essere adottata come modello dal resto della Germania o, addirittura, da altri Paesi, in quanto gli studenti vengono da famiglie agiate e culturalmente progressiste. Questo tipo di insegnamento, dicono, non funzionerebbe con altre realtà sociali. «Sciocchezze – dice Rasfeld – le nostre classi sono eterogenee sotto tutti i punti di vista e funzionano». Che funzionino è provato dalla storia di Anton Oberländer. Lo scorso anno questo giovane studente 14enne ha organizzato un viaggio in Cornovaglia con i suoi amici, nell’ambito del corso di “sfide”. A corto di soldi, è riuscito con una lunga telefonata a convincere l’operatore delle ferrovie a dargli dei biglietti gratis. Il manager della società di trasporti è rimasto talmente impressionato da chiamarlo a tenere un discorso motivazionale davanti ai suoi 200 dipendenti.