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Addio giacca e cravatta, anche i giganti della finanza imitano il dress code delle startup

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Addio giacca e cravatta, anche i giganti della finanza imitano il dress code delle startup

Viva Zuckerberg, viva i jeans. Dopo un viaggio in Silicon Valley il numero uno di JP Morgan decide di “aprire” il dress code della banca. Anche per attrarre i migliori talenti

Viva Zuckerberg, viva i jeans. Dopo un viaggio in Silicon Valley il numero uno di JP Morgan decide di “aprire” il dress code della banca. Anche per attrarre i migliori talenti

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Un giorno entrerete nella filiale di una grosso gruppo bancario e troverete impiegati con addosso la stessa felpa grigia resa famosa da Mark Zuckerberg. L’influenza della Silicon Valley è delle startup cresce anche a Wall Street. Reduce da un viaggio a San Francisco, il numero uno del colosso JP Morgan, Jamie Dimon, ha deciso di cambiare il dress code dei suoi dipendenti. Basta giacca e cravatta, ognuno potrà vestirsi in libertà: «Il lavoro sta cambiando e ora che cambiamo anche noi» ha spiegato Dimon.

James Dimon, chairman, president and chief executive officer

James Dimon, Ceo di J.P. Morgan senza cravatta

Operazione svecchiamento

È un’evoluzione interessante. Una decisione che riguarda l’apparenza che, tuttavia, guarda alla sostanza. Le banche soffrono il confronto con il fintech, lo temono, in alcuni casi illuminati lo appoggiano e lo foraggiano. E ora lo imitano. In un mondo in cui l’immagine del professionista è cambiata, complici i social che sono riusciti a riempire la distanza tra aziende e consumatori, è sempre più necessaria un’opera di svecchiamento. E Dimon, e come vedremo anche altri grossi istituti finanziari, hanno intercettato il vento del cambiamento. In un articolo del Wall Street Journal viene svelato il nuovo dress code della banca, molto più morbido rispetto a quello in vigore fino a una settimana fa. Il giornale americano svela che la decisione è stata presa dopo un viaggio in Silicon Valley di Dimon e una rappresentanza del gruppo: «Durante gli incontri nei quali la banca ha analizzato le startup fintech che stanno facendo business in alcuni dei settori nevralgici del gruppo, J.P. Morgan ha capito che la policy aziendale era anni indietro a quella di altre realtà», scrive il quotidiano.

Dress code libero, ma non troppo

Più casual (ma non troppo, ovviamente). Il “Firmwide Dress Code” di JP Morgan accetta pantaloni casual, a pinocchietto, sandali, t-shirt, polo, e una sobria presenza di bracciali e altri gioielli. Vietati, pena anche azioni disciplinari e l’allontanamento dall’ufficio, pantaloni di tuta, top scollati, leggins, infradito, cappellini, cappucci, tatuaggi e piercing “offensivi”, t-shirt con messaggi offensivi nei confronti di partiti politici o religioni. Ma la misura non sarà per tutti. Alcuni, specie i manager,  e coloro che hanno appuntamenti con clienti dovranno vestirsi alla vecchia maniera, anche se anche qui la banca ha concesso loro di trovare una sintesi tra professionalità e comodità.

Il jeans? Un’esca per attrarre i talenti

Secondo un’interpretazione di Business Insider, il nuovo dress code è anche un modo per venire incontro a una nuova forza lavoro, quella dei millennials che chiedono informalità in ufficio e desiderano essere assunti in un’azienda che riflette i loro valori. Dati confermati da una ricerca di OfficeTeam, azienda specializzata in indagini di mercato: il 30% degli intervistati in Usa tra i 20 e i 40 anni hanno dichiarato che preferirebbero lavorare un un’azienda con un dress code meno rigido. Insomma, cambiare è necessario in un contesto in cui i talenti delle migliori business school preferiscono dirigersi verso aziende come Facebook o Snapchat, dove i jeans non sono negati a nessuno. Secondo invece il New York Post, la scelta è anche conseguenza dei suicidi che hanno colpito Wall Street negli ultimi anni, alcuni di questi legati a un eccessivo stress sul luogo di lavoro.