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Snapchat, le 5 cose che il social media manager di una startup deve sapere

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Snapchat, le 5 cose che il social media manager di una startup deve sapere

Può aiutare tantissimo il marketing di ogni azienda, ma attenzione: Snapchat non è fatto per vendere. Ecco 5 cose che un social media manager deve tenere bene a mente

Può aiutare tantissimo il marketing di ogni azienda, ma attenzione: Snapchat non è fatto per vendere. Ecco 5 cose che un social media manager deve tenere bene a mente

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Snapchat, l’app di messaggistica istantanea usata per mandare messaggi che scompaiono, sta conquistando anche le aziende. Siano esse grandi o semplici startup, l’app valutata 16 miliardi di dollari, oggi piace molto ai Millennials, quella classe demografica che oggi ha un’età compresa tra i 13 e i 34 anni. I consumatori ideali, insomma.

Secondo i social media manager intervistati da FastCompany.com che oggi lavorano per creare campagne su Snapchat per i propri brand, il valore aggiunto portato dall’app alle strategie di marketing sta nel fatto che i contenuti sono consumati con più attenzione. La ragione? Sapendo che dopo 24 ore non ci saranno più, gli utenti selezionano e si godono i contenuti finché ci sono.

Al momento il vero problema per i professionisti che portano i brand su Snapchat è l’assenza di metriche che misurino le performance degli account. Ma alcuni hanno anche trovato il modo per aggirare l’ostacolo. Uno degli strumenti privilegiati per misurare l’engagement degli utenti sul mezzo è il vanity Url, un indirizzo diretto e facile da memorizzare, indicato sui canali. Questa url permette di controllare se da Snapchat c’è poi un accesso sul sito. Per chi ha uno spazio eCommerce, tale performance viene misurata anche con l’offerta di codici promozionali da usare durante i propri acquisti. Ma attenzione: Snapchat non è stato creato per vendere. Nel 2011, alla sua nascita, l’app era usata per lo più per il sexting. Ora ci si va per comunicare con i propri amici e divertirsi. Quindi non bisogna essere diretti e avidi: le aziende devono settarsi sulla stessa lunghezza d’onda degli utenti. Ecco alcuni consigli per farlo.

1. Raccontare qualcosa, non venderla

La gente è su Snapchat per chattare con gli amici e divertirsi, non per fare shopping. Il social media manager dunque deve diventare un regista, scrivere brevi storyboard, trame, cercare attori e location, per poi girare video via Snapchat. Bisogna creare degli archetipi da poter usare per veicolare in modo efficace i valori dietro il brand. Una gag, una storia comica con tanto di filtri Snapchat, può riconvertire questi valori in video temporanei molto divertenti e visibilità per il brand.

2. Comunicare immediatamente

Mettiamo che il vostro business sia commerciare in articoli da ferramenta. È difficile trovare qualcuno a cui interessino video su viti e bulloni. Tuttavia, come insegnano le startup che si stanno affacciando a Snapchat, ciò che conta è mettere nel filmato i valori del brand. Così mentre su Instagram si deve sempre essere belli e patinati, su Snapchat si può comunicare in fretta, senza preoccuparsi della forma. L’importante è farlo in modo divertente e soprattutto al momento giusto.

3. Condividere il proprio mondo

Ciò che le aziende che stanno dedicando i propri sforzi a Snapchat hanno osservato, è che gli utenti sono incuriositi dal “dietro le quinte“. Quindi mostrare su Snapchat cosa accade e come si lavora è un modo per entrare in intimità con i consumatori. La cultura aziendale è uno degli elementi – forse il più importante – che può distinguere un brand dai suoi competitors. Alcune ricerche dimostrano che l’approccio etico di un’azienda è molto importante per l’84% degli americani nati tra il 1980 e il 2000. Esattamente il target che più usa Snapchat. Quindi ecco che un video può diventare un veicolo per comunicare iniziative benefiche collegate al business.

4. Parlare al mondo

Dato che Snapchat non ha barriere geografiche ed è disponibile in 20 lingue, i contenuti possono rivolgersi a un pubblico globale. Alcuni brand realizzano ogni giorno video da diverse parti del mondo proprio per andare incontro a un pubblico multiculturale. Questa ottica aiuta l’azienda a svelare il proprio mondo, ma anche culture differenti, stili di vita e gusti sconosciuti. Bisogna ricordare però che Snapchat consente l’accesso a un account per device alla volta, il che rende impossibile inserire differenti location nello stesso video. Quindi, per un approccio multiculturale alla produzione su Snapchat, è necessario avere content manager sparsi per il mondo.

5. Focalizzarsi su un target

Snapchat permette di intercettare un pubblico più giovane di quello presente su Facebook o Twitter. Per questo alcuni brand, applicando tutte le tecniche che abbiamo già visto, aggiungono un tocco di artigianalità, cercando nel proprio organico le “star” da rendere amabili per il pubblico, proponendo gag irriverenti. E non importa se il video o il testo che accompagna la foto non è perfetto: tempo 24 ore ed è tutto svanito.