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Le banche cercano hacker da assumere nella sicurezza (e pagarli benissimo), ma non ne trovano

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Le banche cercano hacker da assumere nella sicurezza (e pagarli benissimo), ma non ne trovano

I grandi gruppi finanziari le stanno provando davvero tutte per vincere la partita della sicurezza. E per convincere gli hacker sono disposte anche a cambiare policy (e look)

I grandi gruppi finanziari le stanno provando davvero tutte per vincere la partita della sicurezza. E per convincere gli hacker sono disposte anche a cambiare policy (e look)

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Le banche sono alla disperata ricerca di hacker per proteggere i loro sistemi di sicurezza da attacchi e implementarli. E malgrado salari annuali a sei zeri, bonus e altri benefit fanno comunque molta fatica a trovare persone da assumere. Il problema? Non sono abbastanza cool per attrarre smanettoni e genii nella cybersecurity. Ma qualcosa sta cambiando, le big bank si rifanno il look, tolgono la cravatta e parlano il linguaggio dei giovani. Lo spiega American Banker.

1,5 milioni di posti nel 2020

Secondo una ricerca di Symantec, saranno 1 milione e 500 mila le posizioni aperte nel campo della sicurezza informatica nel 2020, oggi sono oltre 500 mila solo negli Usa. Lo studio della multinazionale evidenzia che il settore soffre di una carenza di offerta, mentre la domanda non è mai stati così alta. Come è facile da capire sono gli istituti finanziari ad avere più bisogno di giovani talentuosi. Eppure non sanno ancora attrarli nella loro rete, il mondo finanziario viene percepito come qualcosa di molto distante e poco emozionante. Molte banche usano ancora mezzi tradizionali, come sponsorizzare le fiere del lavoro per incontrare giovani delle scuole e delle università. Ma finora non è bastato. I più bravi preferiscono ancora andare altrove.

Così le banche vanno a caccia di teste

A dire il vero ci sono già degli istituti finanziari che hanno capito la gravità del problema e cercato soluzioni nuove per portare in “house” i millennials più interessanti nella cybersecurity. Come si stanno muovendo? C’è chi, come la Eastern Bank, apre gruppi su Linkedin per favorire discussioni sul tema della sicurezza e trovare nuove risorse da portare in squadra. Chi ha deciso invece di sponsorizzare campus e percorsi di studio sul tema nelle università, come accade nella partnership tra CitiBank e FirstBank & Trust con la Dakota State University. E ancora chi organizza hackathon nelle scuole per incontrare i potenziali futuri collaboratori. E per l’occasione rinuncia alle etichette. Lo stesso Jamie Dimon, il Ceo di JPMorgan Chase, è solito indossare una tuta sportiva in queste manifestazioni, proprio favorire un dialogo più diretto.

La scelta di chiudere un occhio su titoli e vizi

Molti istituti finanziari, aziende ed organizzazioni hanno deciso di essere più flessibili nelle selezioni e nelle regole di comportamento in azienda. Per esempio, Cyber 360, azienda specializzata nella cybersecurity racconta di avere assunto un 21 enne senza alcun titolo di studio, offrendogli per il suo talento, 150 mila dollari l’anno più 40 mila di bonus. Mentre altre hanno abbassato i controlli sull’uso della marijuana, che in molti Stati americani è diventata legale. I controlli sulle droghe leggere che alcune aziende finanziarie applicano sui loro dipendenti sono un fattore che ha contribuito alla penuria di candidature, secondo American Banker.

Donne ed ex spie

Non solo uomini con felpa e cappuccio (è un po’ il cliché dell’hacker nell’immaginario collettivo) gli istituti finanziari guardano anche alle donne. Capital One, Bank of New York Mellon e Citi, hanno lanciato diversi programmi in Florida: il più noto Woman in IT, per accendere l’interesse delle ragazze sui temi della sicurezza informatica. Mentre altre banche, come JPMorgan Chase, di fronte alla carenza di personale, hanno iniziato ad assumere militari con un passato in organizzazioni come la National Security Agency.