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«I robot che lavorano paghino le tasse». La proposta in una relazione presentata alla UE

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«I robot che lavorano paghino le tasse». La proposta in una relazione presentata alla UE

Come in un romanzo di Asimov, un gruppo di parlamentari europei ragiona su leggi per regolare il rapporto tra robot ed esseri umani: «In ballo c’è la sopravvivenza della specie».

Come in un romanzo di Asimov, un gruppo di parlamentari europei ragiona su leggi per regolare il rapporto tra robot ed esseri umani: «In ballo c’è la sopravvivenza della specie».

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I robot rubano posti di lavoro e provocano disagi sociali: «Facciamogli almeno pagare le tasse». Questa una delle idee contenute in una relazione del Parlamento Europeo, redatta dalla commissione giuridica guidata da Mady Delvaux, lussemburghese del Gruppo dell’Alleanza progressista di socialisti e democratici.

Nella bozza, che dovrà poi essere vagliata dal Parlamento, sono evidenziate le sfide legali ed etiche che l’umanità dovrà affrontare con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica. In ballo “la sopravvivenza della specie”. La notizia è riportata da CNN.

robot 1

Come in un libro di Asimov

Aveva già previsto tutto lo scrittore russo Isaac Asimov, quando all’interno dei suoi libri di fantascienza scritti agli inizi degli anni quaranta, dettava le tre leggi della robotica, secondo le quali un roobot non deve recare danno a un essere umano ed è obbligato a obbedire agli ordini impartiti da noi. Dalla fantasia alla realtà, il passo è più breve di quanto si pensi tanto che un gruppo di parlamentari europei sta ragionando su come diminuire i danni che la diffusione dei robot potrebbero causare.

A uno sguardo generale, il progetto di relazione suggerisce che nuove leggi dovranno essere scritte per regolare il rapporto tra robot, persone e autorità governative, “nuove leggi pensate per garantire agli esseri umani autonomia, privacy, integrità, dignità e autonomia”.

tre leggi robotica

Se tolgono lavoro devono pagare le tasse

Il punto che ha fatto più discutere nella relazione è il passo in cui si chiede alla Commissione Europea di “creare nuove tasse per i proprietari di robot che devono contribuire alla previdenza sociale”.

La misura sarebbe pensata per proteggere gli esseri umani dalla disoccupazione crescente in settori sempre più automatizzati.

 «I robot sono persone elettroniche e non vanno in pensione, non chiedono assicurazioni sanitarie, non hanno famiglie. Questo è il motivo per cui attraggono così tanto gli imprenditori, specialmente in un’epoca in cui l’automazione è sempre più economica, mentre i costi del lavoro umano sono sempre più ingenti» si legge nella relazione. La soluzione? Le tasse che il datore di lavoro che li impiega dovrebbe pagare, insieme a programmi per garantire un reddito minimo ai cittadini.

Una soluzione fattibile?

Forbes spiega l’assurdità di una tale proposta. Secondo la rivista americana, gli imprenditori usano robot proprio perché sono più economici, una condizione che verrebbe a mancare se saranno costretti a pagare più tasse per mantenerli. I robot, d’altronde, producono più velocemente e con meno costi e questo contribuisce anche all’abbassamento dei prezzi di molti prodotti sul mercato: «Perché dovremmo tassare imprenditori che producono cose più economiche per noi consumatori?» scrive Forbes che spiega la sua tesi secondo la quale la “meccanizzazione ci rende tutti più ricchi, in fondo”.

Un’argomentazione che Mady Delvaux non sottoscrive. Secondo la parlamentare sono necessari sempre di più dei codici morali per evitare che un robot possa “fare del male a un essere umano”. Che è più o meno la stessa cosa che spiegava Asimov. Solo che lui lo faceva all’interno di un libro di fantascienza. Secondo CNN la relazione sarà sottoposta ai voti del Parlamento europeo alla fine di quest’anno.