Ultimo aggiornamento il 5 Giugno 2016 alle 9:41
Le 5 stelle dei big data che stanno rivoluzionando la politica americana
Il Financial Times ha messo insieme le migliori società del settore che hanno trasformato i big data in impresa. Quelle, cioè, in grado di intercettare il sentiment dei cittadini e far vincere le elezioni negli Stati Uniti
Nel frattempo, l’applicazione dei big data alla politica negli Stati Uniti è già diventata impresa. Il Financial Times ha messo insieme le maggiori cinque società del settore. Analizzano i numeri in modo diverso. Ma tutte hanno in comune una cosa (oltre alla capacità di raccogliere e analizzare una mole enorme di dati): piacciono agli investitori e continuano a raccogliere risorse.
Alla fine della campagna per la rielezione, Dan Wagner viene avvicinato da uno dei più influenti e facoltosi sostenitori di Obama. Eric Schmidt, il presidente di Google, gli chiede del suo lavoro e del suo futuro. Pochi mesi dopo, nell’aprile 2013, Wagner fonda Civis Analytics e incassa un finanziamento da Schmidt. Oggi il presidente di Google siede nel board di Civis, accanto a Wagner e all’editore Tim O’Reilly. «Abbiamo trasformato quello fatto nel 2012 in un prodotto». Uno degli ultimi prodotti determina quali siano i programmi tv capaci di influenzare maggiormente il pubblico, in modo da concentrare gli spot elettorali solo negli spazi più appetibili.
Fondata nel 2010 da Sean Gourley e Bob Goodson, Quid ha incassato 66,5 milioni di finanziamenti in tre round. L’ultimo, il più massiccio (da 39 milioni), è datato marzo 2015. Concentra l’analisi sul linguaggio, per captare il cambiamento del sentiment sui media e comprendere quali siano gli argomenti più sensibili. Nell’analisi dei social network, ad esempio, non si ferma alla frequenza di un termine e alla sua associazione con un politico: decifra il contesto. Seth Moulton, oggi deputato democratico, è stato uno dei primi a utilizzarlo, alla fine del 2014.
Andy Hunn, Bryan Gernert, Sara Fagen e John Brady hanno fondato Resonate nel 2010. Gli investimenti ricevuti sono pari a 42 milioni, messi a disposizione da grandi nomi (soprattutto) del tech e delle banche: Intel, Sun Microsystems, Lehman Brothers, Chase Capital Partners. Gary Sherwood, vice-presidente della società, intervistato dal Financial Times, ha affermato di poter raggiungere il 90% degli americani online e analizzarli secondo 7 mila diverse categorie. «Resonate ci può dire che i sostenitori di Bernie Sanders preferiscono il fast food messicano di Chipotle, mentre quelli di Donald Trump optano per il drive-in Sonic».
Fondata nel 2009 da Jesse Haff, Lea Endres e Jim Gilliam, Nation Builder ha raccolto 14,8 milioni. In parte sono arrivati da due nomi celebri: Dustin Moskovitz, co-fondatore e azionista di Facebook, e Sean Parker, creatore di Napster e altro azionista del social network. La società si descrive così: «Tutto ciò di cui hai bisogno per vincere le elezioni». Nation Builder consente, ad esempio, di tracciare gli utenti in base ai loro interessi, suggerendo gli eventi (politici e commerciali) più vicini a loro. Il ceo Jim Gilliam ha sottolineato che, rispetto alle campagna 2012 di Obama, le società di big data analytics sono oggi in grado di offrire servizi su misura, anche per obiettivi e investimenti più modesti. Nation Builder sta lavorando in vista del referendum sulla Brexit (con entrambi gli schieramenti) e sta collaborando con Donald Trump.
In tre anni, la società fondata da Tim Hwang, Gerald Yao e Jonathan Chen ha raccolto 28,2 milioni di dollari. L’ultimo round, da 10 milioni, è arrivato lo scorso febbraio. Anche in questo caso i nomi degli investitori di Fiscal Note sono celebri. Spuntano, tra gli altri, il fondatore di Yahoo! Jerry Yang e Mark Cuban, imprenditore e presidente dei Dallas Mavericks, in Nba. Se le altre startup guardavano i votanti su mandato dei partiti, Fiscal Note guarda la politica da un altro punto di vista: sono i partiti ad essere sotto la lente. I clienti sono invece i lobbisti che grazie ai big data possono monitorare l’iter di una proposta. E, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, predire il passaggio o la bocciatura di una legge. Se Fiscal Note fosse stata inserita nella sceneggiatura, House of Cards sarebbe stato molto diverso.