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Un kit porta la scuola digitale ai bambini di una baraccopoli del Kenya

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Un kit porta la scuola digitale ai bambini di una baraccopoli del Kenya

I ragazzi imparano attraverso tablet e altri dispositivi tecnologici. In mancanza di insegnanti, questo kit garantisce un hotspot wi-fi e un server con i contenuti

I ragazzi imparano attraverso tablet e altri dispositivi tecnologici. In mancanza di insegnanti, questo kit garantisce un hotspot wi-fi e un server con i contenuti

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A Kibera, la baraccopoli più grande del Kenya, c’è una biblioteca totalmente digitale. I bambini non fissano una lavagna e non leggono su un libro di testo, non c’è nemmeno un’insegnante nella stanza. I ragazzini di 10 anni si riuniscono in piccoli gruppi e studiano con dispositivi tecnologici touch screen, tra quiz e video educativi. Usano e-Limu, una piattaforma software locale che ha lo scopo di ottimizzare l’apprendimento attraverso esercizi divertenti e stimolanti. Il progetto è supportato dalle aziende del paese: l’obiettivo comune è quello di portare l’istruzione nell’era digitale, mediante la scansione di libri di testo, lo sviluppo di corsi in formato leggibile da telefono cellulare e fornendo tablet alle scuole rurali.

Divario digitale e carenza di insegnanti

Nonostante sia la più grande potenza economica dell’Africa orientale e spenda il doppio dei soldi per studente rispetto alla media dei paesi via di sviluppo, il divario digitale in Kenya è molto vasto. Il vero problema è che non ci sono abbastanza insegnanti per le scuole primarie. Ce n’è uno ogni 47 alunni e la maggioranza non ha accesso ai computer o a Internet. Questi dati dovranno cambiare, se il governo vorrà davvero mantenere la sua promessa di trasformare il Kenya in una nazione a medio reddito entro il 2030. Raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, fornire l’accesso universale a Internet e garantire sia ai giovani che agli adulti occupazione e imprenditorialità: a tal fine il Ministero di informazione, comunicazione e tecnologia (ICT) sta lanciando il programma di alfabetizzazione digitale, che promette di consegnare 1,2 milioni di dispositivi alle 21.718 scuole primarie pubbliche entro la fine del 2017. Tuttavia, solo un terzo dei keniani ha accesso a internet e molte scuole soffrono di interruzioni di corrente, il che rende difficile caricare i dispositivi. Questo è il motivo per cui BRCK, una società tecnologica di Nairobi, ha sviluppato il kit Kio. Questa “classe” digitale portatile include un hotspot wi-fi, un piccolo server ricco di contenuti educativi e 40 tablet che possono essere caricati nelle condizioni più difficili, come nelle scuole rurali.

I programmi per la digitalizzazione

Ma i dispositivi da soli non riusciranno a colmare il divario digitale della formazione in Kenya. Ecco perché le nuove imprese di formazione digitali del paese stanno mettendo molta enfasi sulla formazione degli insegnanti. “Noi non vogliamo sostituire gli insegnanti, vogliamo aiutarli” dice David Henia, product manager di Eneza Education, una startup keniota che offre corsi via SMS e che ha già raggiunto 1,6 milioni di utenti. Mary Kinyanjui, direttrice della biblioteca di Kibera, pensa che i tablet rendono i bambini più desiderosi di studiare e migliorarsi: “Non c’è limite a quello che possono imparare online” dice. Nel frattempo, nuove società di formazione del Kenya stanno già esportando i loro prodotti. Eneza ha sviluppato programmi pilota per Tanzania e Ghana, mentre BRCK sta vendendo il suo kit Kio in 11 paesi, tra cui Uganda, Cambogia e Kiribati.