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Il fintech globale vale quasi 900 miliardi. Qui un report e una infografica con le startup

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Il fintech globale vale quasi 900 miliardi. Qui un report e una infografica con le startup

L’anno d’oro del fintech. No, non è questo. Ma gli Usa sono ancora leader. L’insuretech, la terra promessa. Lo dice un report di VB Profiles sul fintech mondiale

L’anno d’oro del fintech. No, non è questo. Ma gli Usa sono ancora leader. L’insuretech, la terra promessa. Lo dice un report di VB Profiles sul fintech mondiale

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Uno sguardo globale sul fintech mondiale offerto da VB Profiles. La piattaforma americana di market intelligence, mette tutta la finanza tecnologica in una sola pentola: 1000 aziende, 105 miliardi di finanziamenti, un valore complessivo di 867 miliardi. Il report, ripreso da Forbes, è corredato da una grafica in cui è possibile vedere quali sono gli attori coinvolti a livello mondiale. O almeno i principali, dato che, per esempio, non trovano spazio molte delle startup italiane che hanno saputo distinguersi di più a livello nazionale ed europeo, es. Satispay o MoneyFarm.

Ciò premesso, ecco cosa ci racconta lo studio di VB Profiles nei dettagli.

L’anno d’oro del fintech, non è questo

«Uno dei dati più indicativi riguarda gli investimenti che sono più che raddoppiati tra il 2014 e il 2015, da 17,8 miliardi a 38», spiega a Forbes Baptiste Parravicini, a capo del marketing di VBProfiles, che poi spiega anche come gli investimenti nel 2016 dovrebbero restare mantenere il passo rispetto allo scorso anno.

California leader, cresce l’India

Secondo il report gli hub che guidano il settore del fintech sono nell’ordine la California (con 219 startup). Seguono UK che con 133 player supera anche New York, fermo a 95. Mentre la Francia non sta a guardare e si piazza seconda in Europa con 55 aziende innovative. Lo studio poi allarga il suo sguardo sul resto del mondo ed emergono due ecosistemi molto promettenti come quello indiano (49 startup) e quello cinese (31). La crescita della popolazione e del potere di acquisto della classe borghese contribuiscono alle buone performance del fintech. Segue l’Australia con 24 startupper protagonisti, favorita, secondo VBProfiles, da un quadro normativo favorevole.

L’Insurtech attrae la maggioranza degli investimenti

Ne abbiamo già parlato qualche settimana fa sullo spazio che l’insuretech sta guadagnando all’interno del fintech, proprio a proposito del round di 7 milioni di dollari di Allianz Se su MoneyFarm.  È un mercato enorme, che va dalla gestione del risparmio ai robo advisor, con il Digital Wealth Management (la gestione digitali dei portafogli di investimenti) che potrebbe rappresentare il trend in maggiore fermento, con 2 trilioni di dollari entro il 2020, secondo Citi. Proprio l’insurtech con 2,2 miliardi, ha attratto la maggioranza degli investimenti nel fintech, secondo VB Profiles.

1,9 miliardi per il lending

Il secondo gradino del podio degli investimenti spetta al direct lending (1,9 miliardi), seguito dal P2P lending (1,1 miliardi). Tanti soldi anche per quelli che sono i tools per facilitare le operazioni di business (come la fatturazione) che raccolgono 697 milioni e testimoniano gli sforzi delle grandi aziende di abbracciare l’innovazione per semplificare e velocizzare le loro attività. Anche le criptomonete possono contare sull’interesse degli investitori, 374 milioni di dollari sono stati spesi su progetti in bitcoin e affini.

I venture più attivi sul fintech

Tra i venture più attivi, VBProfiles cita Sequoia, Accel, Index,  Andreessen Horowitz, SVAngel, Khosla Ventures, 500Startups, First Round Capital e NEA. Hanno concluso più di 20 deal ciascuno.