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Credimi (ex Instapartners), startup fintech fondata da Ignazio Rocco di Torrepadula attiva nel settore del credito di filiera (e anticipo fatture), ha chiuso un accordo con 4 fondi di investimento, che acquisteranno crediti commerciali acquisiti dalla startup per un ammontare fino a 50 milioni di euro. Credimi è stata assistita nella strutturazione dell’operazione da Banca Finint e dallo Studio Legale Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners.

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Chi sono i nuovi partners

I quattro nuovi partner sono Anima Sgr, Anthilia Capital Partners Sgr, BG Fund Management Luxembourg S.A. e Tikehau Capital. Il portafoglio sottoscritto dai quattro investitori prevede un’unica classe di rischio e il pagamento di una cedola trimestrale. In pieno allineamento con gli interessi dei partner e su base volontaria, anche Credimi investirà direttamente nel portafoglio, con una quota minima del 5%. Ovvero, come avevamo scritto, la startup acquisterà parte degli stessi investimenti.

Alla base del business model di Credimi vi è un meccanismo che prevede il collocamento integrale dei portafogli agli investitori ancora prima che i crediti (quasi esclusivamente “in bonis) delle imprese siano acquisiti dalla piattaforma. La società, poi, ha la capacità di valutare il rischio di credito con tecnologia propria, ed erogare i finanziamenti dal proprio bilancio, permettendo a Credimi di concedere credito alle imprese in maniera praticamente immediata.

Il Ceo: “Con noi un rischio mai visto”

«Si tratta di una novità sia per gli investitori istituzionali – ha detto, in una nota, il Ceo di Credimi – ai quali si aprono nuove opportunità in un momento per loro decisivo, sia per le imprese, che finalmente potranno accedere al credito in tempi pressoché istantanei». Ignazio Rocco di Torrepadula si dice anche orgoglioso «di dare vita a un sistema che, da un lato, sostiene la crescita dell’economia reale e, dall’altro, offre agli investitori un rapporto rischio/rendimento mai visto in altre asset class. Il buon rendimento atteso dell’investimento con Credimi si combina, infatti, con una durata inferiore a 6 mesi e una rischiosità creditizia molto contenuta».