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Viaggio dentro FICO, la città del cibo made in Italy che aprirà il prossimo 15 novembre

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Viaggio dentro FICO, la città del cibo made in Italy che aprirà il prossimo 15 novembre

Dalla terra alla tavola: il nuovo parco agroalimentare di Bologna punta a diventare una delle principali attrazioni turistiche del Paese. A guidare il tour di presentazione Oscar Farinetti: “Sarà la Disneyland del food italiano”

Dalla terra alla tavola: il nuovo parco agroalimentare di Bologna punta a diventare una delle principali attrazioni turistiche del Paese. A guidare il tour di presentazione Oscar Farinetti: “Sarà la Disneyland del food italiano”

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FICO apre le sue porte e mostra al mondo in anteprima come sarà la grande fattoria didattica dove i visitatori potranno osservare da vicino le filiere dell’agroalimentare, in un percorso che dal campo porta alla tavola. Sono stati 750 tra giornalisti, food blogger, gastronomi e buongustai accreditati accompagnati da padron Eataly, Oscar Farinetti, in un tour di presentazione nel corso dell’inaugurazione del 9 novembre.

Il patron di Eataly Oscar Farinetti insieme a Tiziana Primori

Il luna park del cibo made in Italy, o FICO (Fabbrica Italiana COntadina, come è stata battezzata da Farinetti), punta a diventare una delle nuove attrazioni nazionali. Soprattutto nei numeri.

Ecco a voi FICO, la “cittadella del cibo”

Oltre 100mila metri quadrati, progettati dall’architetto Thomas Bartoli, che apriranno al pubblico il 15 novembre alle ore 15. Uno spazio interamente dedicato alla biodiversità e all’arte della trasformazione del cibo italiano. Là dove un tempo c’era l’ex-mercato ortofrutticolo di Bologna. Città scelta non a caso in quanto simbolo nazionale del mangiare tanto e bene.

Si parte con 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta abitati da 200 animali e 2.000 cultivar per raccontare la varietà e la bellezza dell’agricoltura e l’allevamento nazionali. Si prosegue con 8 ettari di terreno coperti con 40 fabbriche di alimentari in funzione, che hanno prodotto gli ingredienti più celebri della tavola italiana. E poi oltre 40 luoghi ristoro allestiti e animati (bar, chioschi di cibo di strada e ristoranti stellati) per offrire assaggi, degustazioni dolci e salate, e brindisi di vini, birra, liquori. Un complessivo di 9mila metri quadrati di botteghe e mercato con il meglio dei prodotti e del design per la buona tavola.

Senza comunque dimenticare l’intento educativo e didattico. Qui terranno corsi e convegni 4 università italiane, mentre i bambini impareranno divertendosi attraverso le 6 aule didattiche e le 6 grandi giostre educative in funzione. Così da sperimentare e conoscere i segreti della terra, del mare, degli animali, delle bevande.

Fedeli all’antico “mens sana in corpore sano”, FICO strizza l’occhio anche allo sport e al mantenersi in forma. Mangiar bene è importante, ma ancora di più lo è viver bene. Ecco perché dentro il gigantesco complesso si gira anche in bici, su tricicli con grandi cestoni da riempire del proprio shopping culinario.

Cibo e turismo

Obiettivo? Conquistare il turismo mettendo in mostra il meglio che l’Italia ha da offrire: il cibo di qualità. “Non so se raggiungeremo i 6 milioni di visitatori, ma noi ci proviamo” dice Farinetti, fondatore di Eataly, mentre guida il tour di FICO – Eataly World davanti a Gianni Bastianelli, direttore di ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) e al sindaco di Bologna Virginio Merola.

La Fabbrica Italiana COntadina aprirà le sue porte al pubblico il 15 novembre alle ore 15

“L’Italia deve passare da 50 a 100 milioni di turisti. E, sotto questo aspetto, Disneyland è un modello che funziona nonostante gli americani abbiano solo Paperino”. Un po’ polo didattico e un po’ parco giochi americano, dunque. Mescolando insieme terra e tecnologia, tradizione contadina e scoperte scientifiche. Anche questo è FICO, la nuova creatura dell’italian food che tutto il mondo conosce.