desc

La startup fiorentina che dovrà essere risarcita da Google. Il caso Attrakt.com

ECONOMY
Edit article
Set prefered

La startup fiorentina che dovrà essere risarcita da Google. Il caso Attrakt.com

La giustizia italiana ha ritenuto colpevole in primo grado il colosso statunitense per abuso di dipendenza economica e concorrenza sleale nei confronti di una startup di Firenze. Ora in liquidazione. La storia

La giustizia italiana ha ritenuto colpevole in primo grado il colosso statunitense per abuso di dipendenza economica e concorrenza sleale nei confronti di una startup di Firenze. Ora in liquidazione. La storia

Economia Digitale
Scuola
Tecnologia

Quindicimila utenti registrati. Un milione e 700mila singoli visitatori ogni giorno. Poi, di colpo, tutto finito. Oggi il sito web Attrakt.com è solo una pagina sulla quale c’è scritto che l’azienda è in liquidazione. I risvolti di questa vicenda sono legati a una controversia tra la startup fiorentina e il gigante Google, accusato di «abuso di dipendenza economica, concorrenza sleale e abuso del diritto nell’inadempimento contrattuale».

Una sentenza del Tribunale di Milano ha dato ragione in primo grado agli otto ragazzi toscani che avevano dato vita all’azienda nel 2011, imponendo a Google un risarcimento danni. Il perito di parte l’ha stiimato in 9 milioni e 673mila euro. Ora si attende la decisione del consulente nominato dal Tribunale. Google ha annunciato ricorso. Ma la storia è destinata a continuare.

I tre amministratori di Attrakt Simone Falcini, Francesco Pisano e Luca Ciavarella

Storia di un motore di ricerca fiorentino, Attrakt.com

Simone Falcini e Francesco Pisano ripercorrono le tappe dell’ascesa e del declino della loro startup. «Nel 2011 abbiamo creato un motore di ricerca che permetteva agli utenti di creare dei pacchetti di siti sui quali concentrare l’attenzione, quelli più autorevoli, senza rischiare di perdersi nei risultati generici. Per fare tutto questo ci siamo autofinanziati», dicono.
L’autofinanziamento di cui parlano Falcini e Pisano passava soprattutto attraverso l’accordo che avevano stretto con Google AdWords e Google AdSense: «Compravamo annunci pubblicitari su Google e allo stesso tempo ospitavamo dei banner sulla nostra pagina di ricerca che ci permettevano di monetizzare grazie alle visualizzazioni e ai click».

La crescita dell’azienda, fino a 2 milioni di fatturato

Questo meccanismo è andato avanti in maniera molto positiva fino al gennaio del 2013. L’azienda è cresciuta molto, passando dai 200 mila euro di fatturato del primo anno agli oltre 2 milioni di euro del secondo, raccontano i founder a Startupitalia.eu. E gran parte delle entrate, il 95 per cento quasi, dipendeva proprio dalla collaborazione con il colosso di Mountain View. Non sembravano esserci problemi tra le due parti tanto che Attrakt era stata inserita nei “Top partner di Google”.

La vicenda legale: Attrakt vs Google

«Nel gennaio 2013 Google ci ha inviato una comunicazione nella quale segnalava la presenza sul nostro motore di ricerca di un link a un sito per adulti contrario alla sua policy. Noi abbiamo subito provveduto a eliminarlo, ma la cosa non si è risolta. Dopo poco ci è arrivata una nuova segnalazione di infrazione e poi il blocco definitivo dei nostri account AdSense», raccontano i due soci fondatori.

È dal quel momento che Google e Attrakt non si sono più parlati. La startup fiorentina ha quindi pensato di rivolgersi alla giustizia italiana per fare chiarezza, affidandosi all’avvocato Eugenio Krauss. Durante le udienze Google ha contestato le accuse, dicendo di aver esercitato un legittimo diritto di recesso dal contratto e di aver agito a tutela dei suoi utenti e inserzionisti per aver registrato un’attività di click non validi sul sito.

Questa contrapposizione ha bloccato il pagamento degli oltre 500mila euro che Google doveva ad Attrakt per la pubblicità ospitata. E soprattutto ha messo fine all’attività della startup che ha dovuto licenziare i suoi dipendenti.

La decisione del Tribunale di Milano: Google deve risarcire

Il Tribunale di Milano ha ritenuto che la decisione di Google di mettere fine alla collaborazione, anche se prevista dal contratto, non è da considerarsi legittima. E il motivo starebbe nella posizione di forza che il colosso americano ha sempre avuto nel rapporto, dettando regole e condizioni e, soprattutto, non fornendo spiegazioni adeguate quando interpellato.

L’assenza di preavviso ha poi reso impossibile per la società fiorentina cercare altri partner commerciali e non ha lasciato altra scelta che la chiusura. Nemmeno la decisione di trattenere la somma dovuta ad Attrakt è stata ritenuta lecita. Il Tribunale di Milano ha infatti condannato Google a restituire l’intero importo. Ha ordinato anche la quantificazione del valore dell’azienda da parte di un perito per poter disporre un risarcimento danni.

Anche l’Europa contro Mountain View

L’attività di Google AdWords e Adsense ha già attirato nei mesi scorsi anche l’attenzione della commissaria Ue alla Concorrenza Margrethe Verstager. In tutto ci sono già tre indagini da parte dell’Unione europea nei confronti del colosso statunitense, accusato a vario titolo di falsare il libero mercato.

In sostanza, Google abuserebbe della sua posizione dominante come motore di ricerca, escludendo alcuni risultati e promuovendo i propri prodotti, soprattutto negli acquisti online. E limiterebbe tramite i suoi servizi pubblicitari la visualizzazione di annunci di suoi concorrenti.

In attesa che anche l’esecutivo comunitario si pronunci, la vicenda processuale di Attrakt continua. Google ha già annunciato ricorso e passeranno molti anni prima di arrivare a una soluzione definitiva. Nel frattempo Falcini, Pisano e gli altri hanno dovuto abbandonare il loro progetto e dedicarsi ad altro: «L’azienda ormai è finita. Se riusciremo ad avere il risarcimento, servirà per ripagare il danno e soprattutto per creare un precedente visto che non siamo gli unici ad aver subito questo trattamento», concludono i due soci.