Per la SIAE chi lavora nel secondary ticketing è un «bagarino»
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Ultimo aggiornamento il 13 marzo 2017 alle 12:30

La SIAE ha appena definito chi lavora nel secondary ticketing «bagarini»

La SIAE dichiara guerra a chi opera nel secondary ticketing: «Sono bagarini». Dopo il caso Coldplay, e i biglietti rivenduti a prezzi altissimi, la battaglia s'inasprisce entrando nei tribunali.

Si allarga la questione relativa ai Coldplay, i concerti, i biglietti rincarati e i “bagarini” online. In una parola quello che viene chiamato secondary ticketing. Oggi ad alzare la voce è la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) che ha pubblicato un comunicato dove rende noto di aver presentato un ricorso d’urgenza al Tribunale Civile “per tutelare i diritti sia dei propri associati che dei consumatori (soprattutto i più giovani), che si ritrovano a pagare anche fino a 10 volte in più i ticket di ingresso sul mercato parallelo”.

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Che alla SIAE i mercati paralleli non piacciano è una cosa abbastanza conosciuta. Ma qui siamo distanti dalla questione Soundreef. Stavolta vengono colpiti i fruitori di un mercato che rischia, per colpa di algoritmi e sotterfugi cibernetici, di trasformarsi in un bene di lusso, accessibile a pochi.

Il bagarinaggio della vergogna

Non usa giri di parole Gaetano Blandini, Direttore Generale di SIAE: «Lo chiamano secondary ticketing ma in realtà si tratta di bagarinaggio. È una vergogna che danneggia gravemente i consumatori ma anche gli autori e tutti i titolari del diritto d’autore. Da alcuni anni stiamo tentando di perseguire questo fenomeno, un vero e proprio cancro per il settore, ma al momento non abbiamo gli strumenti per estirparlo». Eppure le idee non mancano. Lo sa bene Federico Quarato che, in un’intervista di pochi giorni fa, una soluzione sembrerebbe averla trovata.

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L’appoggio della Federconsumatori

Accanto alla SIAE si è schierata anche Federconsumatori. «Con loro abbiamo siglato un protocollo d’intesa due anni fa, per intraprendere insieme tutte le azioni legali e mediatiche a tutela dei diritti dei consumatori» continua Blandini. E non è finita qui.

La SIAE, infatti, ha deciso di lanciare una campagna per combattere questo fenomeno. Una campagna che ha già ottenuto l’adesione di molti associati: «Il fatto che alcuni grandi organizzatori di concerti abbiano acquisito la proprietà di siti web di secondary ticketing suscita un forte imbarazzo per una innaturale commistione di interessi che è nostro dovere segnalare alla Magistratura. Chi opera in questo modo infatti guadagna impropriamente sulle spalle di autori, artisti, produttori e di tutti coloro che lavorano nello spettacolo. Si tratta di un freno inaccettabile alla crescita economica oltreché alle opportunità di lavoro nel settore dello spettacolo e della cultura». Insomma, la SIAE dichiara guerra a operazioni di bagarinaggio estremo. Vedremo quali saranno gli effetti che otterrà per arginare una pratica ormai difficilmente sopportabile. Da tutti.

 

 

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