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Zanzare, ora il Nord Est teme il virus del Nilo. La mappa interattiva del contagio

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Zanzare, ora il Nord Est teme il virus del Nilo. La mappa interattiva del contagio

La malattia, inoculata dalla zanzara comune, ha già ucciso 8 persone e contagiato almeno 89, il triplo rispetto al 2017. Ma non è infettiva

La malattia, inoculata dalla zanzara comune, ha già ucciso 8 persone e contagiato almeno 89, il triplo rispetto al 2017. Ma non è infettiva

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La pianura Padana come l’Egitto, il Po come il Nilo. Non solo per via del cambiamento climatico, che ha reso le nostre terre anno dopo anno sempre più simili a quelle del Nord Africa, ma anche a causa di alcuni animali migratori come gli uccelli, che stanno trasportando un numero sempre maggiore di quelle che un tempo venivano definite “malattie tropicali” e che ora risultano a proprio agio anche qui da noi. Per le quali, spesso, non esistono vaccini, come nel caso del virus del Nilo occidentale.

Leggi anche: Zanzare, quali sono le zone più a rischio? Te lo dice una mappa online

Come è arrivato il Virus del Nilo nella pianura Padana

Sul banco degli imputati, questa volta, non c’è la famigerata Zanzara Tigre, specie non endemica giunta in Italia probabilmente sulle navi (si pensa che le sue uova fossero nei legnami trasportati nelle stive), bensì la Culex pipiens che, nonostante il nome altisonante, non è altro che l’esemplare di zanzara comune, cioè quello più diffuso al mondo. Come specifica l’IPLA – l’Istituto per le piante da legno e l’ambiente, l’insetto è il vettore preferito del Virus del Nilo occidentale (o West Nile). La malattia, invece, è arrivata sul suolo italiano con gli uccelli: è sufficiente che una zanzara punga prima un pennuto infetto e poi un uomo perché il virus esegua il salto di specie.

Da giugno a oggi 89 contagiati. Nel 2017 erano 31

Al momento, il Virus del Nilo, comparso per la prima volta in Italia nel 2008, ha già ucciso otto persone, molte delle quali anziane e già debilitate da altre malattie. Salito anche il numero di contagi: nel 2017 erano stati 31, attualmente se ne contano ben 89, di cui 25 casi gravi. La geografia del virus, che non è contagioso, è quella in cui sono maggiormente diffuse le zanzara e le specie di volatili che si assume infetti: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna.

La mappa interattiva del contagio

Lo European Centre for Disease Prevention and Control ha predisposto una mappa interattiva aggiornata in tempo reale che tiene conto di tutti i casi registrati dalle autorità preposte nel Vecchio Continente.

Questo strumento ha permesso agli studiosi di confermare che il raggio d’azione della malattia è quello della Culex Pipiens. E anche la virulenza della malattia è direttamente collegata al ciclo vitale delle zanzare: se quest’anno abbiamo avuto più contagi è perché i mesi di giugno e luglio sono stati più umidi del solito. Il caldo estivo, unito ai frequenti temporali, crea il clima ideale per questi insetti che proliferano nelle paludi, nei torrenti e ovunque l’acqua ristagni (sottovasi inclusi).

L’immancabile polemica politica

Fuori dai nostri confini sono stati registrati casi in Ungheria, Kosovo, Romania e Grecia. Se si escludono tre casi in Costa Azzurra, è ancora apparentemente immune l’Europa occidentale e settentrionale. Anche per questo, si è innescata una polemica tra Roma e Vienna dopo che alcuni medici austriaci avevano sconsigliato ai propri pazienti di venire al mare in Italia per evitare possibili contagi.

Fonte: IPLA

Come si manifesta e qual è il decorso della malattia

Secondo quanto riporta il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra i 2 e i 14 giorni, con picchi di tre settimane nei soggetti già debilitati. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo, altre possono avvertire febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Soprattutto nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari.

Fonte: IPLA

Casi gravi su persone anziane o debilitate

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), soprattutto anziane o già debilitate, e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Non esistono cure: meglio tenere lontano le zanzare

Dal momento che attualmente in commercio non esistono vaccini (ma diversi, anche qui in Italia, sono in fase di studio), l’unica per tutelarsi è tenere lontane le zanzare con zampironi, pomate, zanzariere e spray repellenti e resistere: anche se per noi fa ancora molto caldo, gli insetti stanno già avvertendo il cambio delle temperature e l’accorciamento delle giornate, dunque sono meno operative e fameliche di quanto non fossero in giugno e in luglio.