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Too Good To Go, maxifinanziamento da 31 milioni per l’app antispreco

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Too Good To Go, maxifinanziamento da 31 milioni per l’app antispreco

La piattaforma, consolidata anche in Italia, incassa il suo primo round e continua l’espansione in Europa e negli Stati Uniti di un modello vincente per tutti: esercenti, utenti e business

La piattaforma, consolidata anche in Italia, incassa il suo primo round e continua l’espansione in Europa e negli Stati Uniti di un modello vincente per tutti: esercenti, utenti e business

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Maxi aumento di capitale per Too Good To Go, l’app antispreco con cui acquistare a poco prezzo gli avanzi di giornata da negozi, supermercati, rosticcerie, panetterie e molte altre tipologie di esercizi che altrimenti butterebbero prodotti ancora freschi. Il round è massiccio per l’app danese guidata in Italia da Eugenio Sapora: 31,1 milioni di dollari per il gruppo, 15,4 dei quali messi sul piatto da bslice/ ma che ha coinvolto anche altri investitori già nella società e i dipendenti. Si tratta del primo round di finanziamento da un fondo specializzato in venture capital, nonostante la presenza e l’attività di TGTG sia ormai consolidata da due anni in 15 paesi europei e con volumi di vendite davvero notevoli alimentati da oltre 30 milioni di utenti in più di 65mila negozi aderenti (e 100 milioni di kg di CO2 risparmiati).

L’espansione italiana

Nel corso dell’ultimo anno, in particolare, l’espansione italiana è stata estremamente significativa, da Palermo a Catania passando per Viterbo, Latina, Trento, Pescara, Pisa, Livorno, Modena e altre città. Il funzionamento lo conosciamo bene e il mercato italiano ha accolto con entusiasmo l’offerta del gruppo: recuperare a partire da orari prestabiliti, spesso serali ma non sempre, delle Magic Box, o comunque delle confezioni con una selezione delle eccedenze di giornata a prezzi molti bassi, 3,99 o 4,99 euro. Gli acquirenti fanno scorta a un prezzo popolare e i commercianti evitano di sprecare monetizzando lo spreco. Architettura win win anche per TGTG che ovviamente incassa una commissione su ogni transazione.

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Risparmio e sostenibilità

Un terzo del cibo prodotto su scala globale è perso o gettato, per cui i margini di crescita sono sostanzialmente sterminati. E affrontano una delle vulnerabilità più profonde del modello di produzione e distribuzione globalizzato. Ovviamente la pandemia da Sars-CoV-2 ha rallentato gli affari, anche perché molti esercizi hanno chiuso temporaneamente o definitivamente. Ma il modello sembra davvero formidabile e alla ripresa delle attività, scommettono gli investitori, tornerà a generare ricavi e a crescere. TGTG fra l’altro è appena sbarcata negli Stati Uniti, dove il problema dello spreco di cibo è paragonabile se non superiore a quello europeo. Le attività statunitensi hanno preso le mosse da specifiche aree metropolitane come New York City, New Jersey e Boston. Giò conta 150mila utenti e 600 ristoranti affiliati.