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Poke House fa il botto: 20 milioni e altri 200 negozi in Europa

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Poke House fa il botto: 20 milioni e altri 200 negozi in Europa

Il maxifinanziamento a Poke House consolida il boom della proposta a cavallo fra food e tech e apre nuovi orizzonti ai cofondatori Matteo Pichi e Vittoria Zanetti

Il maxifinanziamento a Poke House consolida il boom della proposta a cavallo fra food e tech e apre nuovi orizzonti ai cofondatori Matteo Pichi e Vittoria Zanetti

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Il boom dei poke californiani in città. Venti milioni di euro finiscono nelle casse di Poke House, la catena leader del poke in Europa, con un round di finanziamento serie B guidato da Eulero Capital con il sostegno di FG2 Capital e il reinvestimento di Milano Investment Partners SGR (MIP). La mossa segue, di neanche un anno, il primo round da 5 milioni guidato proprio da MIP. Il maxifinanziamento a Poke House premia il modello di business del gruppo food-tech che ha fatto segnare una crescita che ha condotto la quotazione a 100 milioni di euro.

Che cos’è Poke House

Nata a novembre 2018 dall’idea dei due fondatori Matteo Pichi, classe 1986, e Vittoria Zanetti, classe 1991, Poke House ha all’attivo 30 insegne tra Italia, Portogallo e Spagna, un team di più di 400 persone e un fatturato atteso nel 2021 superiore a 40 milioni di euro. Il poke, insomma, non era una moda ma ha incrociato cambiamenti alimentari e di stile di vita: grazie a un mix tra servizio veloce, alta qualità degli ingredienti, personalizzazione e digitalizzazione applicata sia lato organizzazione interna che sulla vendita delle iconiche bowl, Poke House è riuscita in poco tempo a crescere e diventare un marchio di qualità.

Le ricette dei poke proposti si ispirano fedelmente a quelle della West Coast. Lo stile dei ristoranti, attraverso un design che lavora intorno all’intensità dei colori, alla semplicità degli arredi dai materiali naturali e alla selezione di quadri che rievocano quelle atmosfere calde e accoglienti tipiche delle città californiane, fa il resto. Specie in questi tempi di sogni a occhi aperti.

I fondi del maxifinanziamento a Poke House serviranno ad aprire altri 200 nuovi locali non solo nei mercati presidiati ma anche altrove, dalla Francia al Regno Unito: “Abbiamo intuito fin da subito che il poke potesse essere un prodotto dalle grandi potenzialità ma al contempo molte altre catene hanno iniziato a proporlo – spiega Pichi, co-founder e Ceo di Poke House – per questo ci siamo focalizzati sin dall’inizio sulla differenziazione, puntando su una qualità di prodotto superiore oltre che su un’esperienza curata in ogni dettaglio: chi entra nelle nostre House assapora lo spirito californiano in toto, dai colori e i materiali degli interni che richiamano i tramonti estivi della West Coast, alla freschezza delle nostre materie prime e l’autenticità delle salse preparate in casa, fino al nostro team pronto ad accogliere i clienti e condurli nella loro experience in Poke House. Siamo un fast casual di qualità e un’azienda giovane che utilizza il meglio della tecnologia in circolazione per migliorare ogni giorno il nostro servizio al consumatore”.

Il Dna digitale

Il gruppo si definisce food-tech perché il modello di business ruota intorno a una forte componente digitale: gli aspetti centrali sono stati quelli legati al food delivery prima e poi allo sviluppo di una piattaforma CRM proprietaria. Tutto questo ha consentito alla società di sviluppare un approccio data driven che le permette di svilupparsi in scala a un ritmo molto più elevato rispetto a quello di una classica catena di ristoranti. Inoltre, attraverso l’analisi continua e immediata dei dati, Poke House è in grado di ridurre il livello di rischio avendo la possibilità di modificare la strategia di business in maniera più reattiva rispetto agli altri.

Il piano di aperture dopo il maxifinanziamento a Poke House

Dove apriranno i prossimi negozi? Dagli angoli più alla moda delle città europee agli shopping mall passando per i chioschi all’aperto fino alle dark kitchen con l’obiettivo di raggiungere ogni tipo di cliente.

Quella che stiamo vivendo è una fase sicuramente complessa e sfidante per il nostro settore ma allo stesso tempo può rivelarsi anche fucina di idee e concept innovativi in termini di digitalizzazione – aggiunge Pichi – il nostro obiettivo è quello di essere al fianco della community con un prodotto e un servizio che siano in linea con le sue preferenze, che oggi più che mai stanno cambiando. Col tempo abbiamo imparato a conoscere i nostri clienti e fare tesoro dei loro preziosi feedback per continuare a offrirgli un’esperienza inedita e coinvolgente. Credo che questo, oltre al nostro approccio perennemente da start-up, sia il segreto dietro il successo di Poke House, che ci ha permesso di conquistare e, nel caso di MIP, confermare la fiducia degli investitori: la capacità di innovare restando fedeli a noi stessi per offrire un’esperienza che sia sempre all’altezza delle aspettative”.

Gli aspetti legali del maxifinanziamento a Poke House sono stati curati da Giulia Bergamasco Head of Legal di Poke House con il supporto degli avvocati Piero Venturini e Paolo Guaragnella dello Studio Legance – Avvocati Associati. Gli aspetti finanziari del deal per Poke House sono stati curati da Fulvio Gregorace di FG2 Capital.  Eulero Capital è stata assistita dagli avvocati Andrea Giardino e Giuseppe Toia dello Studio Gatti-Pavesi-Bianchi-Ludovici, da Alberto Pentimalli (CIGP – Compagnie d’Investissements et de Gestion Privée) e da Flavio Sciuccati e Alessandro De Biasio di The European House – Ambrosetti; MIP è stata supportata dagli avvocati Edoardo Canetta e Maria Laura Zucchini dello Studio Chiomenti.

Gli investitori: “Un business che cavalca le principali tendenze food”

“Nonostante il momento così difficile e incerto per il settore della ristorazione, Poke House ha registrato una crescita straordinaria da quando le nostre strade si sono incrociate nel 2020 e siamo orgogliosi di continuare a supportare i suoi ambiziosi progetti di espansione – ha detto Selim Giray, Partner di Milano Investment Partners SGR – la capacità e il talento del team manageriale, l’approccio di lungo periodo e la grande attenzione nei confronti del cliente, combinati con una solida struttura, renderanno possibile questa prossima entusiasmante fase di crescita”.

Il modello di business di Poke House cavalca alcune tra le principali tendenze del settore food (food-tech, healthy food, delivery, personalizzazione) e presenta tutte le caratteristiche e i talenti per posizionare la società tra i top player a livello europeo. Siamo entusiasti di essere partner di Poke House in un progetto innovativo e proiettato al futuro, in linea con la nostra strategia di investimento che si basa sulla ricerca di aziende inserite nei macro-trend che caratterizzeranno l’evoluzione economica, tecnologica e sociale dei prossimi anni” ha concluso Gianfranco Burei, socio fondatore di Eulero Capital.